COSMETICA

Sviluppo digitale, le aziende del beauty vanno a rilento

di Marika Gervasio

2' di lettura

Digital transformation, un processo lento al quale le aziende della cosmetica non si sono ancora adattate. È quanto emerge da un’indagine di Cosmetica Italia tra le imprese del settore che, comunque, si stanno muovendo in questa direzione, come dimostra il fatto che rispetto al 2016 ci sono dei miglioramenti, in particolare nell’utilizzo dei social b2b. In generale, tra gli strumenti digitali maggiormente diffusi emerge la newsletter per attività di marketing (con investimenti alti da parte del 56,2% delle aziende intervistate) oltre alla gestione delle piattaforme social (46,9%) anche per il B2B (43,8%).

«Non è ancora diffusa - commenta Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia - la consapevolezza della necessità di un’area interna all’azienda dedicata alla gestione dello sviluppo digitale e della relativa comunicazione: solo il 37,5% degli operatori intervistati, infatti, segnala alti investimenti in questo senso; mentre, ancora marginale ma in crescita, è il coinvolgimento di influencer per la promozione o recensione del portafoglio prodotti (21,9%)».

Loading...

Influencer, social, app ed e-commerce rappresentano la nuova sfida della digitalizzazione, come dimostra una recente analisi di Mintel, secondo cui i cosiddetti beauty vlogs e tutorial sono diventati ormai i grandi influenzatori del mercato. I brand devono guidare ed educare i consumatori attraverso i social media. La crescita di app e specchi digitali sta rendendo più facile e divertente la sperimentazione virtuale con il make-up. I singoli brand devono far diventare il loro canale online attraente, rendendo il processo di acquisto più coinvolgente e meno rischioso. Per fare questo si è notato un aumento dell’uso della realtà virtuale per presentare i prodotti. In questo modo il consumatore può provare il prodotto come se fosse all’interno del punto vendita.

Di fatto, le app e gli strumenti tecnologici assicurano una funzione fondamentale per il consumatore che è quella di effettuare acquisti simultanei. I singoli brand devono quindi adattarsi all’utilizzo delle tecnologie consigliando il consumatore anche quando è il momento di cambiare un mascara o pulire il set per make-up.

Secondo i dati di una ricerca condotta da Human Highway, su 212 insegne del retail, la frequenza d’acquisto via app è maggiore di quella da sito web ma, allo stesso tempo, gli acquisti compiuti tramite le applicazioni registrano importi inferiori alla media. Dallo studio è emerso inoltre che, chi utilizza un solo canale di retail digitale, ha dei comportamenti d’acquisto meno intensi di chi ne sfrutta almeno due. Infine, i consumatori con un approccio multicanale, dimostrano di aver cambiato le proprie abitudini d’acquisto e godono di maggiore disponibilità economiche.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti