Imprenditorialità

Sviluppo delle imprese femminili, via al fondo Pnrr da 400 milioni

Giorgetti: «L’obiettivo è raggiungere 2.400 aziende, campagna informativa». Finanziamenti a tasso zero, contributi alle start up e alle attività da consolidare

di Carmine Fotina

(Adobe Stock)

3' di lettura

Finora c’era solo la cornice con una prima tranche di risorse, quasi simbolica. Ora il programma per lo sviluppo di imprese a conduzione femminile, impostato già dal precedente governo con la legge di bilancio 2021, entra nel vivo. È stato infatti firmato dai ministri per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, e inviato alla Corte dei conti per la registrazione, il decreto che sblocca 400 milioni di fondi Ue previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta dell’investimento 1.2 (Creazione di imprese femminili) della missione 4 “Inclusione e coesione” del Pnrr, uno dei più cospicui tra quelli destinati alle imprese.

Dote di 400 milioni

I 400 milioni danno dunque una dote reale al “Fondo impresa femminile” e finanziano altri strumenti che hanno ugualmente lo scopo di ridurre il gender gap nell’attività imprenditoriale. Per il ministro dello Sviluppo Giorgetti «l’obiettivo è raggiungere 2.400 imprese: sono orgoglioso di questo importante intervento, era un provvedimento molto atteso che sosteniamo con convinzione». Il decreto ripartisce il finanziamento in diverse linee di intervento. La quota maggiore, pari a 160 milioni, va direttamente ad alimentare il Fondo impresa femminile, in particolare 38,8 milioni sono destinati a sostenere la nascita di nuove aziende mentre 121,2 milioni supporteranno il consolidamento di quelle già costituite. Cento milioni vengono poi utilizzati per interventi a favore delle imprese femminili a valere sulla misura Nito-On (nuove imprese a tasso zero) e ulteriori 100 milioni sono assegnati, sempre per le imprese femminili, alla misura Smart&Start Italia che finanzia la nascita a e la crescita di start up innovative. I restanti 40 milioni saranno impiegati per campagne di comunicazione per la diffusione della cultura e della formazione imprenditoriale femminile. «Vogliamo varare una campagna di comunicazione di dimensioni rilevanti - dice Giorgetti - per esperienza sappiamo che spesso le nuove misure non vengono sfruttate a sufficienza perché non conosciute. Una campagna per far conoscere strumenti che da un lato supporteranno imprese già costituite per aiutarle a fare un salto di qualità, dall’altro attività nuove che per ora sono idee di quelle donne che vogliono rispondere alla sfida del mondo industriale». Un ulteriore decreto firmato dai due ministri istituisce anche il Comitato impresa donna che dovrà condurre analisi economiche e formulare raccomandazioni sulle politiche in questo campo.

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Quota minima del 40% per progetti al Sud

Sull’intera dote di 400 milioni, si specifica all’articolo 3 del decreto, dovrà essere rispettata una quota minima del 40% per progetti da realizzare nelle regioni del Sud, come previsto per tutti gli investimenti del Pnrr che sono stati giudicati ripartibili su base regionale.

La platea dei beneficiari

Le categorie di beneficiari erano già state definite con un precedente decreto ministeriale (si veda Il Sole 24 Ore del 2 ottobre) che aveva istituito il Fondo. Si tratta di cooperative e società di persone con almeno il 60% di donne socie; società di capitale con quote e componenti di cda per almeno due terzi di donne; imprese individuali il cui titolare è una donna; lavoratrici autonome. Ci saranno delle condizioni per ricevere il sostegno, le più importanti delle quali sono il divieto di doppio finanziamento per gli stessi costi a valere su altri strumenti Ue; il principio Dnsh (do no significant harm) cioè non arrecare un danno significativo contro l’ambient, e il concorso a raggiungimento degli obiettivi minimi di investimenti nel digitale del Pnrr.

Non si tratta di meri adempimenti formali. Per le imprese potrebbe significare presentare una mole di documenti e dichiarazioni piuttosto significativa, che verrà successivamente indicata. Saranno infatti ulteriori provvedimenti del ministero dello Sviluppo a fornire disposizioni di dettaglio sugli obblighi in capo ai beneficiari e sulle verifiche che dovranno essere effettuate nel corso della realizzazione dei programmi finanziati. Per il rispetto del principio Dnsh, uno degli aspetti burocratici che più potrebbe mettere in difficoltà le imprese, potranno anche essere valutate delle vere e proprio esclusioni di carattere settoriale cioè tagliando fuori dall'accesso ai benefici quei comparti a più alto tasso di potenziale inquinamento.

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