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Gentiloni: «Obiettivo mille miliardi di investimenti pro-ambiente»

Aumenta la consapevolezza globale, ma l’Italia è in affanno. Il Rapporto Asvis 2019 racconta le luci e le ombre che separano l’Italia dal conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, rispetto ai quali l’Italia è in ritardo

di Nicoletta Cottone

Sviluppo sostenibile. Obiettivo 14 – Oceani

Aumenta la consapevolezza globale, ma l’Italia è in affanno. Il Rapporto Asvis 2019 racconta le luci e le ombre che separano l’Italia dal conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, rispetto ai quali l’Italia è in ritardo


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É una sfida contro il tempo. Per 21 dei 169 target previsti dall’Agenda 2030 il raggiungimenrto degli obiettivi è fissato fra un anno, nel 2020. E il Rapporto Asvis 2019, presentato a Roma, racconta le luci e le ombre che separano l’Italia dal conseguimento di questi obiettivi, rispetto ai quali l’Italia è in ritardo. Ora si premerà sull’acceleratore visto che, con l’avvio del nuovo governo Conte bis, lo sviluppo sostenibile è entrato con prepotenza nell’agenda politica italiana.

GUARDA IL VIDEO - Sviluppo sostenibile: Mattarella alla presentazione del rapporto Asvis

Gentiloni, tassazione Ue su energia a favore del clima
L’obiettivo della nuova Commissione europea è mettere in campo oltre 1.000 miliardi di investimenti in sostenibilità ambientale», ha detto il Commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, in un videomessaggio alla presentazione del rapporto Asvis. La Commissione punterà ad «integrare gli obiettivi sviluppo sostenibile nella procedura del semestre europeo, attraverso cui si verificano gli impegni delle politiche di bilancio dei Paesi membri». La crescita «oltre che quantitativa deve essere anche sostenibile», ha insistito. Uno degli obiettivi della Commissione europea sarà «rivedere il sistema di tassazione, innanzitutto sull'energia», perché la tassazione «è uno dei modi con cui l'Ue può influenzare i comportamenti dei produttori e dei consumatori».

Gualtieri: maggiore emissione Green Bond da parte della Bei
«Sarebbe auspicabile - ha sottolineato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri - una maggiore emissione di Green Bond da parte della Bei che la Bce acquisti in misura maggiore». E ha sottolineato che «il programma InvestEu non è sufficiente, bisogna - ha detto - mettere a disposizione tutti gli strumenti possibili per mobilitare una ingente massa di investimenti orientati alla sostenibilita' ambientale e sociale». Gualtieri ha anche sottolineato che in manovra ci sarà anche un provvedimento per il Clima che definirà misure immediate, tra cui un comitato interministeriale per il contrasto ai cambiamenti climatici che entrerà nel Cipe.

Fico: «Serve un salto culturale globale»
Il presidente della Camera Roberto Fico ha ricordato che l’attuale modello di sviluppo «è del tutto insostenibile sul piano economico, sociale e ambientale». Gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ha sottolineato, «potranno essere raggiunti se si realizzerà un mutamento radicale nelle scelte del sistema produttivo, dei consumatori e di tutti gli attori economici e sociali, spinto da un profondo salto culturale». A livello globale prosegue «permangono livelli inaccettabili di povertà e ineguaglianza. Secondo i dati entro 2030 potrebbero esserci 700 milioni di sfollati, e quindi migranti, per insufficienza di acqua. Dobbiamo prendere definitivamente atto dell'insostenibilità e iniquità dell'attuale modello di sviluppo e superare la logica della crescita illimitata e a tutti i costi».

Giovannini: «Riscrivere il piano integrato energia e clima»
Sulla sostenibilità dal nuovo esecutivo arrivano segnali incoraggianti, ma serve una legge annuale per lo sviluppo sostenibile già in questa Legge di Bilancio, ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce di Asvis. «L’Italia deve prepararsi adeguatamente, così da poter beneficiare delle risorse che la Ue investirà nella direzione della sostenibilità». Peccato, ha detto Giovannini, «che il Piano integrato energia e clima non preveda la decarbonizzazione verso il 2050. Abbiamo meno di due mesi per riscriverlo, emendarlo e seguire la direzione indicata nella Nota di aggiornamento del Def, che per la prima volta contiene indicazioni sulla sostenibilità».

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Miglioramento in nove aree, peggioramento in sei
Il Rapporto Asvis segnala miglioramenti in nove aree: salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e pace, giustizia e istituzioni solide e cooperazione internazionale. Siamo stabili, con situazione invariata in due aree - educazione e lotta al cambiamento climatico -, ma peggioriamo in sei: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri.

Nel settembre 2015 l’Onu ha approvato l’Agenda 2030 e 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030

La cabina “Benessere Italia”
Il Report targato Asvis ricorda che a quattro anni dalla firma dell’Agenda 2030, qualche passo in avanti è stato fatto, anche se la strada da percorrere è lunga. Importante la costituzione della cabina di regia “Benessere Italia” per «coordinare, quindi monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i ministeri nel segno del benessere dei cittadini».

Un Consiglio per le politiche di genere
Moltissime le proposte di Asvis sullo sviluppo sostenibile. A partire dal fatto che il governo si assicuri che il lavoro dei singoli ministeri sui dossier europei tenga conto dell'Agenda 2030. Poi si chiede a gran voce di inserire nella Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile. E un tavolo di confronto con le associazioni imprenditoriali con le imprese aderenti al “Patto di Milano”. C’è la necessità di creare, a Palazzo Chigi, un Consiglio di alto livello per le politiche di genere che coinvolga la società civile e gli esperti del tema. E un Piano nazionale coerente con la nuova Pac, la Politica agricola comune, introducendo la gestione per obiettivi e la misura dei risultati attraverso specifici indicatori, molti legati all’Agenda 2030.

Accelerare nella transizione all’economia circolare
Servono politiche per accelerare la transizione a uno sviluppo sostenibile, sul fronte di clima, energia, povertà e disuguaglianze. Poi accelerare nella transizione all’economia circolare, incoraggiando anche le imprese a misurare e comunicare l’impatto socio-ambientale dei progetti. Altro importante capitolo, il consumo responsabile, riducendo gli sprechi nella filiera alimentare.

Migliorare occupazione e rapporto scuola-lavoro
Indispensabile una task force trasversale e interministeriale per definire un piano nazionale per l’occupazione giovanile in tempi stretti, vista la scadenza nel 2020 del Target 8b dell'Agenda 2030. E interventi volti a migliorare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro, a potenziare la formazione professionalizzante e l'orientamento al sostegno all'impiego e all'autoimpiego, all'investimento sulle politiche attive del lavoro, ai servizi a supporto dei nuovi nuclei familiari. Va poi potenziato il programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G recentemente approvato dal Mise.

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