ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRapporto Asvis

Sviluppo sostenibile, l’Italia migliora solo su energia e lavoro rispetto al pre-Covid

Nel 2021 la maggior parte degli indicatori (10 su 17) è sotto il livello del 2019. Sul lungo periodo miglioramenti in ambiente e salute ma cresce la povertà

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Gli effetti dell’emergenza sanitaria innescata dal Covid hanno lasciato in segno sul percorso dell’Italia verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile inseriti nell’Agenda 2030 dell’Onu: rispetto alla condizione pre-pandemia il livello registrato nel 2021 è ancora al di sotto di quello per la maggior parte degli indicatori (10 su 17), mentre miglioramenti si registrano solo per due “goal”, vale a dire energia pulita e lavoro e crescita economica. È quanto emerge dal rapporto dal Rapporto Asvis 2022 presentato in occasione dell’apertura della sesta edizione del Festival dello sviluppo sostenibile organizzato dall’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile, la più grande rete della società civile italiana, attiva dal 2016 con la missione di promuovere nella società italiana l’Agenda 2030 dell’Onu.

Il bilancio del decennio: migliorano otto obiettivi

Diversa è la situazione se si valuta il lungo periodo, perché tra il 2010 e il 2021 si registrano miglioramenti per otto obiettivi: alimentazione e agricoltura sostenibile, salute, educazione, uguaglianza di genere, sistema energetico, innovazione, consumo e produzione responsabili, lotta al cambiamento climatico. Si evidenzia però un peggioramento complessivo per cinque “goal”: povertà, acqua, ecosistema terrestre, istituzioni solide e cooperazione internazionale. Mentre rimane sostanzialmente invariata la situazione per quattro obiettivi: condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, città e comunità sostenibili e tutela degli ecosistemi marini.

Loading...

Le proposte alla politica

Nel 2018, prima delle elezioni, l’Asvis propose un decalogo di azioni a tutte le forze politiche, molte delle quali aderirono all'iniziativa. Alcune di quelle proposte sono diventate realtà: su tutte l’inserimento in Costituzione della tutela dell’ambiente e del principio di giustizia intergenerazionale ma anche la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. L’Alleanza ha replicato l'esperienza, presentando alle forze politiche prima delle elezioni del 25 settembre dieci proposte di carattere trasversale che illustrano le priorità per il nostro Paese.

Nel decalogo si chiede tra l’altro di garantire effettiva applicazione dei nuovi principi costituzionali legati allo sviluppo sostenibile e allegiovani e future generazioni e, pensando alle nuove Camere che si riuniranno per la prima volta il 13 ottobre, integrare lo sviluppo sostenibile nella ricomposizione delle commissioni parlamentari. Viene inoltre sollecitata l’attuazione concreta delle priorità trasversali del Pnrr e in particolare garantire l'effettiva parità di genere, creare un piano di lavoro per i giovani, inquadrato in un patto per l'occupazione giovanile, ridurre significativamente le disuguaglianze territoriali, valorizzando il ruolo del Sud, considerare la transizione digitale come un fattore abilitante per accelerare la risposta alle sfide sociali e ambientali del nostro tempo.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti