rapporti con la ue

Svizzera, ministro esteri Burkhalter si dimette. Criticato dai nazionalisti

di Lino Terlizzi

Didier Burkhalter (Afp)

2' di lettura

BERNA_ Dimissioni a sorpresa di Didier Burkhalter, ministro svizzero degli Esteri, che lascerà la carica il 31 ottobre, dopo otto anni di presenza in Governo. Subito dopo l'annuncio delle dimissioni, nella Confederazione sono riemerse voci su eventuali difficoltà del liberale Burkhalter a difendere la sua linea favorevole al mantenimento di accordi bilaterali sostanziosi con l'Unione europea. Una linea spesso criticata dalla destra nazionalista svizzera, rappresentata dal partito Udc. Ma Burkhalter ha ricondotto il suo passo a motivi personali.

“Non è la questione europea o la posizione del Consiglio federale (il Governo, ndr) sulla questione che mi hanno spinto a farmi da parte,” ha affermato Burkhalter nel corso di una conferenza stampa a Berna. “Questo è il momento giusto per me, questo è tutto”, ha proseguito il ministro, che ha precisato di aver preso la sua decisione domenica scorsa e di averla comunicata mercoledì al Consiglio federale.

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Restano peraltro due fatti oggettivi da registrare. Il primo è che la destra nazionalista elvetica continua ad opporsi al mantenimento di accordi bilaterali robusti con l'UE. Il secondo è che Berna e Bruxelles dovranno comunque adattare alcuni aspetti degli accordi e che nei futuri negoziati non ci sarà più la figura diplomatica, secondo molti preziosa negli accordi bilaterali, di Didier Burkhalter. “So che sarà difficile andare nella direzione che voglio su questo dossier europeo, ma continuerò a crederci - ha sottolineato Burkhalter - e spetta ora al Consiglio federale e alla persona che mi sostituirà decidere come andare avanti, il gioco è aperto”.

Il Governo svizzero è formato da sette ministri nominati dal Parlamento e appartenenti a tutti principali: due liberal-radicali, due Udc, due socialisti, un popolare democratico. Supponendo che il seggio in governo non venga rivendicato da un altro partito, cosa in effetti molto poco probabile, a Didier Burkhalter dovrebbe succedere un liberal- radicale proveniente da un cantone latino (Burkhalter è del Canton Neuchatel, dunque svizzero francese), essendo gli svizzero tedeschi già rappresentati. Tra gli altri, spunta il nome, come possibile candidato, del capogruppo liberal-radicale alle Camere, il ticinese Ignazio Cassis. Un altro nome che circola con forza a Berna è quello del ginevrino Pierre Maudet. Il Canton Ticino non ha più un suo esponente nel Governo federale dal 1999, quando lasciò l'incarico l'allora ministro Flavio Cotti, esponente popolare democratico.

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