referendum

Svizzera, no alla riforma delle imposizioni fiscali alle imprese

di Lino Terlizzi

Referendum svizzero sulla cittadinanza e candidatura olimpica (Epa)

2' di lettura

Passa in Svizzera la naturalizzazione agevolata per gli stranieri di terza generazione. Bocciata invece la Riforma 3 dell'imposizione fiscale sulle imprese. Nella tornata di votazioni popolari di oggi, nella Confederazione elvetica ci sono stati due sì e un no. Un sì (al 60 % secondo le proiezioni di Gfs.Bern) è andato alla misura, sostenuta dal Governo e dalla maggioranza del Parlamento federale, che prevede che i nipoti degli immigrati debbano affrontare meno ostacoli per ottenere il passaporto svizzero. Un buon numero di giovani interessati da questa misura ha origini italiane. Per i sostenitori del progetto, si tratta di un riconoscimento a persone che sono già molto ben integrate. Per gli oppositori, raggruppati soprattutto attorno alla Udc, partito della destra nazionalista, c'è invece il pericolo di una sorta di svendita del passaporto rossocrociato.

Nuovi fondi per le strade
L'altro sì (con il 62% secondo le proiezioni) l'ha raccolto la creazione di un nuovo fondo per le strade nazionali e il traffico di agglomerato (Fostra), per il finanziamento pubblico a lungo termine della manutenzione e dell'ampliamento della rete elvetica.

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Il no (attorno al 59% per le proiezioni) è arrivato per la riforma dell'imposizione fiscale sulle imprese. Il progetto, sostenuto come gli altri due da Governo e Parlamento nazionali, era nato sull'onda dello stop agli statuti fiscali speciali accordati a holding e società multinazionali in passato dalla Svizzera. Uno stop richiesto anche dall'Unione europea, nel nome del contrasto alla concorrenza fiscale sleale. Berna, dopo aver accettato questa richiesta internazionale, ha messo a punto misure interne di possibile allentamento fiscale per tutte le imprese (svizzere e non), da adattare cantone per cantone, a seconda delle situazioni. I partiti di sinistra si sono schierati contro queste misure, denunciando il pericolo di regali fiscali alle imprese e di appesantimento fiscale invece per il ceto medio. Ora Governo e Parlamento dovranno mettere a punto un'altra proposta sul piano interno.

Oltre che su questi tre quesiti nazionali, in Svizzera si è votato oggi anche su quesiti cantonali. Nel Canton Grigioni è stata respinta (con il 60% di no) la proposta di un credito di 25 milioni di franchi per la candidatura ai Giochi olimpici invernali del 2026. Nel 2013 gli elettori grigionesi avevano già respinto la proposta di candidatura ai Giochi del 2022. In Canton Ticino si è votato invece su quattro quesiti: la protezione giuridica degli animali inserita nella Costituzione cantonale non è passata per soli 35 voti; è passata (con il 53% di si) la riduzione da quattro a tre dei giudici dei provvedimenti coercitivi; nell'ambito del contenimento delle spese a livello cantonale, è stata approvata (52% di si) la revisione delle soglie per le prestazioni sociali; è stata invece bocciata (con il 51% di no) la riduzione dei costi proposta dal Governo cantonale per il settore dell'assistenza e della cura a domicilio.

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