ELEZIONI POLITICHE

Svizzera, exploit dei Verdi sopra le attese. Calano destra e socialisti

Il Partito verde ottiene il 13%, 5,9 punti in più rispetto a quattro anni fa

di Lino Terlizzi


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Al centro Regula Rytz, la presidente dei Verdi svizzeri dopo l’annuncio dei primi risultati che confermano l’avanzata del suo partito (Afp)

3' di lettura

L’onda verde in Svizzera è arrivata ed è stata anche superiore alle previsioni. I verdi e i verdi liberali, le due formazioni dell’area ambientalista elvetica, hanno registrato forti balzi nelle elezioni per il Parlamento federale, che si sono svolte oggi nella Confederazione. A perdere terreno sono stati la destra nazionalista, i socialisti, i liberali; i democristiani hanno ottenuto un lieve guadagno.

Per l’area verde ora si apre il capitolo di un eventuale ingresso nel Consiglio federale (il Governo svizzero), che i numeri rendono possibile sulla carta, ma che per concretizzarsi dovrà nel caso superare alcuni ostacoli.

Nelle proiezioni di SSR-gfs.bern delle 18, nel voto per il Consiglio nazionale (la Camera dei deputati) il Partito verde ottiene il 13% (5,9 punti in più rispetto a quattro anni fa), mentre il Partito dei verdi liberali registra il 7,6% (3 punti in più). L’Udc, formazione della destra nazionalista e antieuropeista, rimane al primo posto con il 25,6% ma perde 3,8 punti. Il Partito socialista scende al 16,5%, con 2,3 punti in meno.

Le due formazioni storiche di centro registrano un andamento diverso tra loro: il Partito liberal radicale è al 15,5% (-0,9 punti), il Partito popolare democratico (democristiano) è all’11,8% (+0,2 punti); un’altra formazione di centro, il Partito borghese democratico, scende al 2,4% (meno 1,7 punti). Queste sono, secondo le stesse proiezioni delle 18, i seggi al Consiglio nazionale: Udc 54 (-11), Partito socialista 39 (-4), Partito liberal radicale 29 (-4), Partito verde 27 (+16), Partito popolare democratico 26 (-2), Partito dei verdi liberali 15 (+8), Partito borghese democratico 3 (-4).

Nel Canton Ticino, che esprime otto deputati nazionali, si confermano due seggi per i liberali, due per i democristiani, uno per i socialisti, uno per l’Udc; la Lega dei ticinesi ha ora un solo deputato (ne aveva due). I verdi ottengono un seggio, a scapito appunto della Lega.

Con oltre il 20% dei voti complessivi (con un guadagno di 8,9 punti), le due formazioni dell’area verde potrebbero chiedere l'ingresso nel Governo, che è eletto dal Parlamento e comprende membri di tutti i maggiori partiti elvetici. Attualmente l’Esecutivo ha due esponenti Udc, due socialisti, due liberali, un esponente democristiano. Nel Partito socialista sono già stati espressi pareri favorevoli all'ingresso di un esponente verde nel Governo.

Ci sono però tre ostacoli. Il primo è che ci vuole un accordo sul nome tra verdi e verdi liberali, che sono vicini sui temi ma hanno anche alcune divergenze. Il secondo è che per ottenere l’ingresso di un verde dovrebbe votare a favore di questo anche il partito democristiano, che però tradizionalmente collabora con i liberali (che dovrebbero lasciare nl caso uno dei due loro posti in Governo). Il terzo è che a votare per il Governo sono, insieme, i due rami del Parlamento, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati (Senato dei Cantoni) e in quest’ultimo i verdi sono meno presenti. Per conoscere la composizione del nuovo Consiglio degli Stati occorrerà attendere l'esito dei ballottaggi, il mese prossimo.

Resta il fatto che gli ambientalisti hanno ottenuto in Svizzera un chiaro successo politico, che si inserisce nell’attuale onda internazionale e si collega in modo particolare ai passi avanti fatti dagli ecologisti nelle vicine Germania e Austria, in una sorta di triangolo politico verde nell'area dei Paesi di lingua tedesca.


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