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Belgio, il Governo propone la settimana di quattro giorni. Scettiche le parti sociali

L’orario complessivo settimanale resterebbe invariato. L'obiettivo è aumentare la flessibilità e rilanciare l’occupazione

dal nostro corrispondente Beda Romano

Ambasciatore Genuardi: "Italia modello per il Belgio sulla pandemia"

3' di lettura

È un progetto di riforma del mercato del lavoro particolarmente ambizioso quello presentato questa settimana dal governo belga, sulla scia di una pandemia da coronavirus che in molti ambiti ha scombussolato l'attività lavorativa.
Tra le altre cose, il progetto prevede la settimana di quattro giorni. Per il momento, l'iniziativa è oggetto di consultazioni con le parti sociali (spesso critiche). Solo successivamente il primo ministro Alexander de Croo presenterà proposte legislative.

L’obiettivo della riforma

L’obiettivo, ha spiegato a Bruxelles il primo ministro liberale fiammingo, è di «dare ai dipendenti più libertà e più flessibilità per conciliare meglio vita privata e vita professionale».

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Il governo belga - sostenuto da una coalizione di sette partiti che raggruppa socialisti, liberali e verdi francofoni e fiamminghi, oltre che il partito democristiano fiammingo - vuole aumentare il tasso di occupazione dal 71% all'80% entro il 2030, cavalcando le opportunità offerte dalla pandemia.

Come detto, la misura più interessante riguarda la settimana lavorativa di quattro giorni, anziché cinque.

Orario settimanale invariato

L'orario di lavoro settimanale (massimo 45 ore) rimarrebbe inalterato ma sarebbe spalmato su un numero minore di giorni. Un lavoratore potrebbe anche chiedere di lavorare di più una settimana e di meno quella successiva. «Ciò garantirebbe maggiore flessibilità alle persone in situazioni di co-genitorialità», ossia di genitori con figli che vivono separati, ha spiegato il governo belga.Il tutto avverrebbe a determinate condizioni.

Dovrebbe esserci una richiesta del lavoratore e un accordo a livello aziendale. Secondo le linee-guida presentate dal governo belga, l'impresa potrebbe rifiutare la richiesta, ma motivando la scelta per iscritto.

Secondo i dati più recenti dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la settimana lavorativa in Belgio è attualmente in media di 35,5 ore, rispetto alle 36,5 ore in Francia e alle 36,3 ore in Italia.

Le reazioni delle parti sociali

In una reazione a caldo, l'associazione imprenditoriale belga FEB ha spiegato di temere che «poche aziende saranno disposte a concedere questa nuova flessibilità ai lavoratori, a causa dei molti obblighi aggiuntivi che comporta». Il sindacato FGTB ha definito la settimana lavorativa di quattro giorni «una pugnalata assassina alla richiesta di una riduzione collettiva del lavoro». La settimana corta è stata messa alla prova nel 2021 sia in Giappone che in Islanda.

Nel progetto di riforma del lavoro, il governo de Croo propone di aumentare i giorni di formazione da tre a cinque, con l'adozione di un diritto di scollegarsi da negoziare a livello aziendale e obbligatorio nelle imprese con almeno 20 dipendenti. Inoltre, vuole allentare le regole sul lavoro notturno che inizierebbe non più alle 20, ma alle 24 (in Germania inizia alle 23).

Nel contempo, il lavoro tra le 20 e le 24 sarà reso più flessibile per venire incontro alle esigenze dell'e-commerce. L'obiettivo è anche di ridurre i costi in questa fascia oraria lavorativa.

Come altri Paesi europei, il Belgio ha assistito in questi ultimi due anni a un fortissimo aumento del lavoro in remoto e della consegna a domicilio sia di piatti pronti che di prodotti acquistati su Internet. Nel 2020, l'anno in cui è scoppiata la pandemia, il commercio online è aumentato del 7,5% annuo, a 8,8 miliardi di euro.

Se le reazioni delle parti sociali sono state fredde, più comprensivi sono stati gli editorialisti. La Libre Belgique ha sottolineato che «l'accordo non è la garanzia assoluta di migliorare il tasso di occupazione» nel paese. Mancano all'appello misure per affrontare la penuria di manodopera; ma l'intesa tra i sette partiti della maggioranza di governo è un primo passo «positivo». Nel frattempo, anche De Standaard si è detto dubbioso sulla possibilità di aumentare significativamente il tasso di occupazione.

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