innovazione

Svolta della Fondazione Golinelli: spazi aperti anche a start up tecnologiche

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

Parte da una citazione dal primo canto del Paradiso dantesco («poca favilla gran fiamma seconda») il presidente della Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti, per presentare G-Factor, il nuovo incubatore-acceleratore di imprese che apre le porte alle prime dieci start-up hi-tech, con un primo bando da un milione di euro. Una scintilla che vuole scatenare il fuoco dell’innovazione e del business, all’interno della cittadella della scienza e della conoscenza, che ha iniziato a prendere forma nel 2015 nell’area industriale dismessa a ovest delle Due Torri, nel Quartiere Santa Viola.

Prima con l’Opificio Golinelli, poi nel 2017 con il Centro Arti e scienze e ora con i 5mila mq degli spazi di G-Factor, arrivando a 14mila mq tra laboratori, aule e spazi condivisi e aperti che la Fondazione mette a disposizione dei creativi di ogni età e inclinazione, non solo del Bologne, ma di tutto il Paese, con l’obiettivo di fare dell’area Golinelli uno dei più importanti poli per l’innovazione in Europa.

«Questa inaugurazione segna per noi un nuovo inizio nel percorso iniziato due anni e mezzo fa con Opus 2065 – sottolinea il presidente – perché la Fondazione volta pagina e abbandona i lidi della sussidiarietà, dove ha cercato di colmare le lacune dell’azione pubblica in campo formativo e ricomincia assumendosi invece la responsabilità della costruzione di un nuovo futuro».

G-Factor - una serra centrale vetrata che fa scendere la luce dall’alto da cui si accede a quattro cluster su due piani - ospiterà al piano terra Bi-Rex, il primo competence center degli otto previsti in Italia dal piano Industria 4.0, e al piano superiore l’acceleratore di impresa. Che ospiterà dal prossimo mese le prime dieci start-up selezionate sulle 124 candidature arrivate con la Call for Ideas & Start-up 2018 nel settore Life Sciences: sei sono spin-off universitari (degli atenei di Verona, Milano, Pavia, Genova, Roma) e nessuna newco è bolognese e operano prevalentemente nel campo del biopharma, delle terapie e protesi in 3D e della robotica applicata alla medicina .

«Partiamo con una dotazione, per questa prima call dedicata alle scienze della vita, di un milione di euro, che non sono grant a fondo perduto o strumenti finanziari o di debito – precisa Antonio Danieli, direttore generale di Fondazione Golinelli e ceo di G-Factor – ma sono risorse destinate a essere convertite in percentuali di equity, così che G-Factor diviene socio di minoranza delle start-up stesse, aiutandole nella ricerca di nuovi finanziatori e nello sviluppo successivo del proprio business».

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