il premier chiude il congresso tory

Svolta green di Johnson: «Londra leader nell’energia eolica»

di Nicol Degli Innocenti

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Il premier britannico Boris Johnson a Downing Street

2' di lettura

LONDRA - Entro dieci anni la Gran Bretagna sarà il «Paese migliore del mondo»: nel suo discorso di chiusura del Congresso del partito conservatore oggi Boris Johnson ha promesso a tutti «un futuro radioso da costruire insieme». Bersagliato dalle critiche anche all’interno del suo partito per come il Governo ha gestito l’epidemia di coronavirus, il premier ha cercato di galvanizzare i suoi sostenitori ritrovando il suo ottimismo.

Stop al virus e rilancio su Brexit

Nel suo discorso online, forzatamente virtuale come tutto il congresso, Johnson non è entrato in dettagli sull’epidemia, che ha fatto più vittime in Gran Bretagna che in qualsiasi altro Paese europeo, ma ha assicurato che «questo Paese respingerà il virus come ha respinto ogni altro invasore straniero nella storia».Allo stesso modo, non ha parlato di come stanno andando i negoziati con l’Unione Europea o dei rischi di un mancato accordo, ma ha promesso che «Brexit darà nuovo vigore al commercio, alla finanza e all’economia» e che la Gran Bretagna «sarà un Paese più cosmopolita che mai, aperto a tutti». Johnson ha anche accusato l’opposizione di «complottare» per riportare il Regno Unito nella Ue.

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La Gran Bretagna Arabia dell’eolico

Il messaggio chiave del discorso è stata la svolta verde del Governo. La Gran Bretagna diventerà «leader mondiale nell’energia eolica pulita», ha annunciato Johnson promettendo investimenti di 160 milioni di sterline e la creazione di migliaia di posti di lavoro. Entro dieci anni le centrali eoliche offshore produrranno 40 gigawatt, abbastanza energia «senza sensi di colpa» per ogni abitazione nel Regno Unito, ha detto il premier britannico. La Gran Bretagna sarà per il vento quello che l’Arabia Saudita è per il petrolio, «ma senza emissioni nocive e danni all’ambiente». Il vento potrà rilanciare l’economia come in passato «ha gonfiato le vele delle navi dei grandi condottieri inglesi che hanno navigato i mari e fondato l’impero».

Il tema del discorso, e dei tre giorni di congresso Tory, è stato il rilancio dell’economia, del Paese e dello «spirito britannico» dopo la crisi causata dal coronavirus, ma la gestione caotica dell’epidemia negli ultimi mesi ha minato la fiducia della gente nella capacità di Johnson e del Governo di passare dalle parole ai fatti.

Dopo la pandemia passo indietro dello Stato

Già oggi si prevede una ribellione in Parlamento di diversi deputati conservatori, contrari alle nuove misure restrittive imposte di recente dal Governo per contenere l’epidemia. I deputati contestano i “diktat” del Governo e chiedono di essere informati e consultati a ogni passo per poter approvare o bocciare le misure.Per placare i ribelli Johnson nel suo discorso ha assicurato che il suo Governo resta tradizionalmente conservatore. Appena la crisi dovuta al coronavirus sarà passata finiranno i finanziamenti a pioggia per sostenere l’occupazione e termineranno le restrizioni e le ingerenze nella vita privata dei cittadini.«Siamo stati costretti dalle circostanze a espandere il ruolo dello Stato e a limitare le libertà personali contro i nostri istinti e la nostra volontà - ha detto il premier -. Crediamo che lo Stato debba farsi da parte e lasciare che il settore privato prenda l’iniziativa».

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