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Svolta tedesca: sì alla garanzia unica dei depositi bancari

In un intervento sul Financial Times il ministro delle Finanze Scholz apre a uno schema condiviso per tutelare i conti correnti all’interno dell’Unione bancaria ma pone condizioni molto severe di revisione delle regole


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(EPA)

2' di lettura

Olaf Scholz ha fatto «un passo per niente piccolo per un ministro delle Finanze tedesco» aprendo a uno schema comune per la garanzia dei depositi dei risparmiatori all’interno dell’Eurozona dopo anni di ostilità della Germania che hanno bloccato il completamento dell’unione bancaria. Nell’intervento sul Financial Times, Scholz ammette che il ruolo dell’Europa verrebbe messo a rischio se non riuscisse a completare l’integrazione del suo sistema finanziario. La sua proposta ha però ricevuto un’accoglienza fredda nel suo stesso Governo.

«È innegabile il bisogno di completare l’unione bancaria. Dopo anni di discussioni lo stallo deve finire». La Brexit, che porterà alla perdita per l’Unione europea del suo centro finanziario, significa anche che il blocco europeo deve promuovere una maggiore integrazione delle sue banche.

Lo schema di riassicurazione
Un’ammissione che arriva però accompagnata da molti caveat. Berlino infatti finora ha sostenuto di non voler assumere obblighi di garanzia in caso di dissesti bancari per non mettere a carico dei suoi contribuenti fallimenti derivanti da situazioni di rischio che non può controllare direttamente. Il sistema di riassicurazione di cui adesso parla il ministro Scholz agirebbe come un backstop rispetto ai fondi nazionali di garanzia aiutando ad assicurare che i Governi possano onorare il proprio impegno di proteggere i depositi fino a 100mila euro in caso di fallimenti .

Le condizioni
Le condizioni poste dalla proposta di Scholz, che aspira a diventare segretario del suo partito, l’Spd, rischiano però di diventare ostacoli insormontabili per i Paesi con un sistema bancario più fragile mentre la proposta potrebbe creare tensioni in Germania. Fonti governative a Berlino hanno detto al Financial Times che la posizione del ministro non sarebbe stata concordata con la cancelliera Angela Merkel. E anche di recente il presidente di un’associazione bancaria tedesca aveva ribadito che l’Europa «non si muoverà meglio insieme trasferendo gli oneri da un Paese all’altro». Un portavoce del Governo Merkel ha dichiarato che la proposta deve ancora ottenere il supporto della Grande Coalizione.

Per superare questi ostacoli Scholz accompagna la sua proposta a richieste di serie e importanti riforme che assicurino disciplina sia nella supervisione banacaria che nei meccanismi di risoluzione. Tra le richieste, modifiche ai requisiti di capitale a livello europeo per rimuovere gli incentivi alle banche ad acquistare ampi quantitativi del debito pubblico del proprio Paese;  ulteriori azioni per ridurre i crediti in sofferenza e lo stabilimento di regole comuni europee per calcolare i profitti societari. Infine Scholz chiede di armonizzare le leggi sulle insolvenze bancarie.

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