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Switch-off e digitale, il Mise: «Nuovi televisori da acquistare entro il 2022»

di Andrea Biondi

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Il ministro Carlo Calenda (Ansa)


2' di lettura

Il passaggio ai nuovi televisori è già pienamente in corso. Del resto dall’1 gennaio di quest’anno i televisori senza Dvb-T2 e Hevc sono completamente fuorilegge e non possono essere messi in vendita nei negozi, salvo che non abbiano in bundle un decoder esterno compatibile. Ma lo «switch off», con la completa inutilizzabilità degli apparecchi televisivi senza standard Dvb-T2 avverrà nel 2022, dopo un «naturale ricambio» avviato «con 5 anni e mezzo di anticipo». A mettere i puntini sulle i sulla questione tempi è il Mise (Ministero per lo sviluppo economico) che con una nota mira a far chiarezza sullo spostamento delle frequenze per i broadcaster che, a valle, dovrà portare alla rottamazione del vecchio digitale terrestre. A definire le modalità del passaggio che porterà la nuova tv nelle case degli italiani è l’articolo 89 della legge di Bilancio: “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G”.

Tutto nasce dal Piano della Commissione Europea sul 5G. Serve posto nelle frequenze per la nuova modalità per la telefonia mobile di quinta generazione. La banda 700 MHz passerà dai broadcaster agli operatori di telefonia mobile. Si tratta di frequenze individuate come “pioniere” per lo sviluppo del 5G. Una liberazione, quella della banda 700, che dovrebbe avvenire dal 2020, ma agli Stati membri della Ue era stato dato tempo fino al 2022 per completare il percorso. Questa è stata la strada scelta dall’Italia.

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«Lo switch-off con la liberazione della banda 700Mhz avverrà con una transizione di due anni, dal 2020 al 2022, anche se il governo ha iniziato il percorso già lo scorso anno quando ha previsto che dal primo gennaio del 2017 fosse obbligatoria la commercializzazione esclusivamente di televisori con tecnologia Dvb T2-Hevc al fine di avviare con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi».

Solo a partire dal 2020, si legge sempre nella nota del ministero dello Sviluppo economico, «è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, che durerà fino al 2022, non prevede in alcun modo l’introduzione di tecnologia T2-Hevc ma l’uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione».

La tecnologia Dvb T2-Hevc «sarà introdotta solo nel 2022 quando nello switch-off saranno coinvolte tutte le emittenti nazionali. Per quella data si prevede che il naturale ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie».

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