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Sym JoyMax Z 300, come va lo scooter che sfida Honda SH 300i

In sella al “trecento” taiwanese pensato per la città e il communting urbano

di Gianluigi Guiotto


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3' di lettura

Che cosa si chiede a uno scooter progettato per affrontare la città e i dintorni? Che sia agile, comodo, con uno sprint sufficiente per partire dal semaforo davanti a tutti e che abbia una buona capacità di carico. E se tutto ciò è offerto a un prezzo vantaggioso, tanto meglio. Tra gli scooter per la città, è intorno ai 300 cc di cilindrata che si gioca la partita: a dettare le regole del gioco è da alcuni anni l'Honda Sh300i, dominatore delle vendite. Ma i rivali non stanno certo a guardare. Prendete per esempio la taiwanese Sym, acronimo di Sanyang Motor, società taiwanese produttrice di scooter, moto e quad, attiva in Italia dal 2005: il suo JoyMax Z300, rinnovato nel 2019, è in vendita (nero, grigio o bianco) a 4.500 euro con quattro anni di garanzia o 100mila km con assistenza stradale, cioè circa 1000 euro in meno del blasonato rivale nipponico. È una valida soluzione alternativa?

Sym JoyMax Z 300, come va lo scooter che sfida Honda SH 300i

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SOTTOSELLA CAPIENTE. La caratteristica che emerge osservando lo scooter taiwanese è la dimensione della ruota posteriore: “solo” 13 pollici (quella anteriore è da 14”) che consentono però di avere un vano sotto la sella regolare e ampio, in cui stipare la giacca da moto oppure la borsa della palestra o ancora il casco jet del passeggero insieme con il proprio integrale. A proposito della sella: è posta a 747 mm da terra e offre un valido supporto lombare al pilota che, però, non ha molto spazio a disposizione per i piedi a causa del corposo tunnel centrale. Qui troviamo il bocchettone del serbatoio da 12 litri, in una posizione che consente di far rifornimento senza scendere dalla sella (lo sportellino si apre girando la chiave di avviamento). Altro spazio è offerto dal vano nella parte destra del retroscudo, dove c'è anche una presa Usb. La posizione in sella è comoda, non quasi sdraiata come su altri scooter con ruote basse: il busto è eretto e le braccia assumono un'angolazione naturale. La strumentazione è il classico doppio strumento analogico con un display al centro. A spingere il Joymax Z300 è il collaudato monocilindrico quattro tempi da 278 cc raffreddato a liquido, che eroga 27,2 cv a 8mila giri e una coppia di i 27,3 Nm a 6.750 giri.

SU STRADA. Fin dai primi metri il Sym si fa apprezzare per l'agilità offerta dalla ruota anteriore da 14” che soffre però sulle buche cittadine più profonde. Grazie anche al propulsore, che è veloce a prendere giri, e alla frizione, fluida e regolare che non strappa, muoversi nel traffico cittadino diventa una questione molto semplice nonostante i 184 kg a secco. Il raggio di sterzata poi è ampio; il manubrio, completamente ruotato, non interferisce nemmeno con le ginocchia dei piloti più alti. La ciclistica è di tipo tradizionale e svolge dignitosamente il proprio compito: telaio monotrave in acciaio, forcella telescopica e doppio ammortizzatore regolabile nel precarico molla mantengono stabile lo scooter nel misto anche se offrono una risposta un po' secca sulle asperità più marcate. Più che adeguato l'impianto frenante, dotato di Abs Bosch: il disco anteriore di 260 mm e il posteriore di 240 mm, entrambi con profilo a margherita, fermano in spazi contenuti il Joymax Z 300 a patto di imprimere una buona forza alle leve. Uscendo dalla città, in autostrada, il Joymax Z 300 consente di mantenere i 130 km/h senza difficoltà (si raggiungono i 140 km/h indicati), godendo della protezione aerodinamica offerta dal parabrezza regolabile in altezza (solo la sommità del casco resta fuori ma chi scrive è alto 192 cm). Tanta protezione si paga un po' con una certa sensibilità alle scie create dai mezzi pesanti, che innescano qualche ondeggiamento, ma nulla di preoccupante. Infine, la consueta nota sui consumi che, con un uso senza badare al risparmio, si attestano intorno ai 25 km con un litro di verde.

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