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Sym Maxsym 400, come va e quanto costa il maxi scooter

Profondamente rinnovato nel 2021, il midi di Sym ha ora un aspetto moderno e accattivante, è più leggero e monta un motore più prestazionale ai bassi e medi regimi. Comodo anche in due, si candida a mezzo tuttofare

di Gianluigi Guiotto

3' di lettura

Sym è presente in Italia solo dal 2005, ma grazie a una politica di prezzi aggressiva, a una qualità del prodotto e a un'assistenza abbastanza diffusa nel nostro territorio, ha registrato numeri sorprendenti: nel triennio 2019-2021, con un +34%, è il marchio che è cresciuto di più tra i produttori di scooter termici. Uno dei capisaldi delle sue vendite è il Maxsym 400 (circa 7 mila euro), rinnovato lo scorso anno approfittando dell'adeguamento alla normativa Euro 5: ora è un modello moderno e dalla linea accattivante. Lo sarà anche nella guida? Scopriamolo insieme.

Com'è fatto.

Il maxi taiwanese ha cambiato decisamente faccia, grazie all'introduzione di un faro anteriore full-led a tre elementi che migliora la visibilità e dona carattere al frontale; anche al posteriore ora c'è una luce a led. Il motore monocilindrico da 399 cc eroga 34 cv e 39 Nm, valori più che sufficienti per i 215 kg dello scooter in ordine di marcia: il Maxsym è stato infatti sottoposto a una cura dimagrante (il nuovo telaio in tubi è più leggero) e ha perso 19 kg rispetto alla generazione precedente. Inoltre, un nuovo albero a camme riduce l'usura delle parti meccaniche migliorando le prestazioni e riducendo i consumi (28,5 km/l dichiarati, confermati dalla nostra prova). La ciclistica vede sospensioni posteriori regolabili su cinque posizioni a seconda delle condizioni di viaggio, e una doppia pinza anteriore radiale a 4 pistoncini e dischi a margherita da 275 mm con tubi freno in treccia d'acciaio, dettaglio più unico che raro su uno scooter di questa fascia. Altro dettaglio importante per chi acquista uno scooter è il sottosella: qui entrano un casco integrale e un jet, e resta spazio al centro per altri oggetti come una tuta antipioggia o una catena.

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Come va.

Altra novità è il sistema di avviamento senza chiave: con la smartkey, si tiene in tasca il telecomando e si manovra il commutatore a manopola nel retroscudo, affiancato dal pulsante per aprire la sella e il tappo del carburante, incernierato, al centro del tunnel (si fa il pieno stando in sella: bene). Quest'ultimo è abbastanza largo e alto ma lascia comunque spazio per i piedi e consente di poggiare una borsa tra le gambe durante la marcia. I vani nel retroscudo sono ampi e profondi (una bottiglia d'acqua da mezzo litro entra comodamente), ma privi di serratura, purtroppo; sempre nel retroscudo manca la leva del freno di stazionamento che viene attivato dall'estrazione della stampella laterale: molto comodo quando si parcheggia in pendenza. Un'occhiata alla strumentazione tradisce l'età del modello: nel restyling un display lcd avrebbe allungato di molto la vita del modello, e, invece, abbiamo tachimetro e contagiri analogici e un piccolo display al centro, pur con tutte le informazioni necessarie. Nessun dialogo con lo smartphone, dunque: peccato. La sella, ben imbottita ma a 800 mm da terra può mettere in difficoltà i piloti sotto i 175 cm, costringendoli a scivolare verso la punta nelle fermate. I più alti, invece, apprezzeranno la possibilità di regolare la distanza delle leve dal manubrio e il parabrezza (senza attrezzi), su due posizioni: in quella più alta, anche chi supera i 190 cm trova adeguata protezione dal vento. Nei primi metri il Maxsym trasmette una certa robustezza dall'avantreno: zigzagando per saggiarlo, sembra che si debba spingere un po' sulle pedane per impostare le curve.

Presa confidenza, si apprezza subito la spinta del monocilindrico che è vigorosa e piena ai bassi e medi regimi, per poi allungare con naturalezza; tenere i 130 km/h in autostrada è semplice e resta il brio sufficiente per un sorpasso. Anche in città, il Maxsym se la cava molto bene: scattante al semaforo, consente di svicolare il traffico con disinvoltura, con qualche scossone al posteriore sulle buche più profonde. In curva, anche in velocità, è solido, non mostra incertezze o dondolamenti delle sospensioni che potrebbero intimorire un neofita. Che amerà, nei giorni di pioggia, il controllo di trazione, altra novità della nuova generazione: ben tarato, compie il suo dovere evitando di perdere aderenza al posteriore. Bene anche i freni, dall'attacco deciso e pronti, ma modulabili e con l'Abs a salvare da pericolosi bloccaggi.

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