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Tabacco aromatizzato: la Ue propone il divieto di vendita

Altre azioni per limitare l’uso del tabacco, soprattutto da parte dei giovani, sono allo studio anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti

di R.Es.

Il tabacco fa 8mln di vittime ed e' minaccia per l'ambiente

2' di lettura

No al tabacco aromatizzato. Anche per i prodotti a tabacco riscaldato. La proposta - che non riguarda tutte le forme di sigaretta elettronica - viene dalla Commissione europea, e punta a contrastare l’aumento della domanda per prodotti che hanno incontrato un particolare favore presso i più giovani (e che sono già vietati nelle sigarette normali) e possono costituire un invito al consumo di tabacco in tutte le sue forme. Le vendite sono aumentate, secondo la Commissione, del 10% in cinque paesi membri per tutti i prodotti di tabacco riscaldato che ora superano il 2,5% di tutte le vendite di tabacco nell’Unione.

La proposta sarà ora esaminata dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Dopo l’eventuale pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione, dovrà essere recepita dagli Stati membri entro otto mesi.

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Strategia a lungo termine

Il divieto fa parte di una più ampia strategia, ha spiegato in un comunicato il Commissario per la sicurezza sanitaria e alimentare Stella Kyriakides, che punta a portare sotto il 5%, entro il 2040, la quota di popolazione che usa tabacco, dando vita alla cosiddetta Tobacco Free Generation. «La prevenzione è meglio della cura», ha detto Kyriakides. L’uso di tutte le forme di tabacco è pericoloso per la salute. Per il tabacco riscaldato, la maggioranza degli studi - segnalava una ricerca ad ampio raggio di qualche anno fa - non è indipendente dalle aziende produttrici.

Le azioni allo studio in Regno Unito e Stati Uniti

L’Unione europea non è la sola a voler ridurre l’uso del tabacco. Una commissione del governo di Londra ha proposto di innalzare ogni anno l’età legale per l’uso dei prodotti a base di tabacco in modo da ridurre progressivamente l’uso tra i giovani. La Food and Drug Administration Usa intende varare una regola per rimuovere la maggior parte della nicotina e di altre sostanze nocive dalle sigarette fissando un massimo da non superare: la procedura durerà un anno. Secondo uno studio della Fda, pubblicato nel 2018, uno standard per la produzione di nicotina e un livello massimo potrà spingere 33 milioni di persone a non diventare fumatori, portare la quota di fumatori sulla popolazione all’1,4% (dall’attuale 12,5%) e ridurre i morti di otto milioni.

Divieto di vendita per alcune ecig

Contemporaneamente, la Fda ha vietato la vendita di alcune sigarette elettroniche della Juul Labs, leader del mercato. Secondo l’agenzia, mancano indicazioni sufficienti sul profilo tossicologico del prodotto proposto, in quanto i dati forniti dall’azienda di Washington sono insufficienti o contraddittori. La Juul Labs ha ottenuto venerdì scorso, dalla Columbia Circuit Court of Appeals, la sospensione del divieto e ha chiesto un’ulteriore proroga sostenendo che la Fda non ha esaminato tutte le prove che sono state prodotte. Secondo la Juul, la decisione sarebbe stata presa anche dopo forti pressioni politiche. La stessa Fda, l’anno scorso, aveva approvato alcune sigarette elettroniche di British American Tobacco e Njoy ma, allo stesso tempo, aveva bocciato alcuni dei prodotti aromatizzati.

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