Davanti a Montecitorio

Tafferugli a Roma alla manifestazione per le riaperture, un agenti ferito. Proteste in varie città

Dopo un tentativo di sfondare il cordone delle forze dell'ordine la polizia ha fatto una carica di alleggerimento nei pressi della Camera. Sette manifestanti fermati

Tra i ristoratori che protestano alla Camera, un vichingo come a Capitol Hill

3' di lettura

Tafferugli in piazza Montecitorio a Roma durante la manifestazione di commercianti, ristoratori, proprietari di palestre contro le chiusure anti-Covid. Tra loro bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone. Dopo un tentativo di sfondare il cordone delle forze dell’ordine da parte dei manifestanti la polizia ha fatto una carica di alleggerimento. Contro le forze dell'ordine c’è stato anche un lancio di oggetti. Un poliziotto è stato ferito. Sette manifestanti sono stati fermati.

Lamorgese: inammissibili violenze su agenti

Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso «solidarietà e vicinanza al funzionario della Polizia di Stato rimasto ferito durante la manifestazione in Piazza Montecitorio» e ha sottolineato come «in questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese ma che è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza».

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Investigatori: «Proteste strumentalizzate»

Tra i manifestanti che hanno dato vita al sit in davanti alla Camera si sarebbero infiltrati diversi gruppi di estremisti con l’obiettivo di strumentalizzare il disagio sociale e far salire la tensione. È la lettura che arriva da fonti investigative che stanno ricostruendo quanto avvenuto in piazza Montecitorio. La situazione, viene fatto notare, non è cambiata da qualche mese fa quando l’allora capo della Polizia Franco Gabrielli, in una circolare inviata a prefetti e questori, segnalava il rischio che gruppi di facinorosi approfittassero del malumore dei settori più colpiti dalle chiusure, per far salire la tensione.

Corteo non autorizzato, presidio ambulanti a Milano

Una delegazione degli ambulanti, che hanno organizzato una manifestazione questa mattina in piazza Duca d'Aosta a Milano, a cui è seguito un corteo non autorizzato fin nei pressi della Prefettura, potrebbe essere ricevuta dal capo di gabinetto. Questa è la proposta giunta da palazzo Diotti di cui ora stanno discutendo fra di loro i manifestanti. Parte degli ambulanti non accetta di smobilitare il presidio e si è assiepata davanti alle transenne che chiudono corso Monforte, sede della Prefettura.

A Napoli i negozianti protestano, «i contagi non calano»

Saracinesche alzate e calzini nelle vetrine di alcuni negozi. Così protestano a Napoli i commercianti di quelle categorie merceologiche che, in virtù delle norme anti Covid nelle zone rosse, devono rimanere chiusi. Nelle vie dello shopping del quartiere Vomero, tuttavia, la protesta indetta dalle associazioni di categoria non sfonda. E domani è prevista un'altra manifestazione in piazza del Plebiscito. I commercianti sottolineano che la Campania e Napoli sono in zona rossa da oltre un mese e tuttavia i contagi non sono diminuiti. «È evidente - afferma Lilli Mandile, titolare di una gioielleria - che non siamo noi a far crescere la curva dei contagi. Soprattutto la nostra categoria merceologica per sue caratteristiche non crea assembramenti né all'esterno né all'interno dei negozi, dove si entra massimo due alla volta». Dita puntate dunque contro le decisioni del Governo, prima con Conte e ora con Draghi, di dividere le attività del commercio in essenziali e non essenziali. «Si sono arrogati il diritto di decidere chi può lavorare e chi no - afferma un altro commerciante - di decidere chi deve vivere e di chi deve morire perché con i ristori che ci danno, quando arrivano, si può solo morire e non riaprire più». Sulle vetrine affissi manifesti con le scritte: «Il futuro non si chiude» e «Io apro, abbiamo il diritto a lavorare come gli altri». Gli esercenti sottolineano che tenere chiuse le attività commerciali significa far chiudere anche le fabbriche. «Se noi non vendiamo - evidenzia Annalisa Gentile, gioielliera - le fabbriche orafe non hanno ordini e di conseguenza chiudono. Non stanno uccidendo solo il commercio di prossimità ma anche le fabbriche e tutto l'indotto». I commercianti lanciano al Governo la loro proposta: tutti aperti dal lunedì al venerdì con orari continuati per diluire le affluenze e lockdown per tutti nel weekend.

Sit-in mercatali Bari, «da un mese senza aiuti»

«Mercati chiusi e senza aiuti», «gli ambulanti se non muoiono di Covid moriranno di fame» e, ancora, «gli ambulanti vogliono lavorare». Sono gli slogan con i quali stamattina hanno protestato a Bari i venditori ambulanti dei mercati pugliesi, chiedendo la riapertura dei mercati e ristori per il periodo di chiusura imposto dalla zona rossa. Circa duecento i manifestanti autorizzati che si sono riuniti con i loro furgoni nell'area di piazzale Lorusso e si sono poi spostati in un'altra zona mercatale della città, in viale della Maratona. Il sit-in è stato organizzato dalle associazioni di Categoria Cari-Goia Fenapi Puglia, Anva Confesercenti, Ugl terziario, Fivag Cisl, Associazione libera impresa e Fiva Confcommercio. «Non lavoriamo da quasi un mese senza ristori e siamo stanchi - hanno detto - di questa situazione incresciosa che continua a ripetersi da oltre un anno e mette in ginocchio sempre di più le nostre attività». Ci tengono, però, a prendere le distanze da iniziative come quella organizzata nei giorni scorsi dall'associazione ambulanti che ha bloccato la tangenziale di Bari per tre ore.

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