la protesta dei sindaci

Tagli alle periferie, dai Comuni stop alle relazioni istituzionali con il governo

di Andrea Gagliardi

I 24 progetti del piano periferie

4' di lettura

L'Anci sospende le relazioni istituzionali con il governo: lo ha annunciato il presidente Antonio Decaro al termine di una conferenza unificata. «I sindaci non si fanno prendere in giro - ha aggiunto parlando del bando periferie - non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni». Il “casus belli” è la sospensione fino al 2020 dei progetti del bando periferie, inserita nel decreto Milleproroghe (approvato definitivamente dal Senato giovedì 20 settembre), con l’obiettivo di coprire (un miliardo in quattro anni, 180 milioni sul 2018) l’avvio dello sblocco generalizzato dei «risparmi» comunali oggi vincolati dalle regole del pareggio di bilancio.

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Primo stop istituzionale, salta intesa fondi scuola
Di qui oggi il primo stop istituzionale a seguito
della rottura delle relazioni dei comuni con lo Stato, per la vicenda del fondo periferie. La Conferenza delle Regioni ha precisato che, a «seguito della sospensione dei lavori della Conferenza Unificata odierna,
non è stato possibile esprimere l'intesa», sulla ripartizione dei 224 milioni del fondo nazionale per il sistema di educazione e istruzione 0-6 anni, rispetto alla quale «resta comunque l'avviso favorevole espresso in Conferenza delle Regioni e province autonome».

Lo stop alle relazioni istituzionali
«Ci vediamo costretti come Anci, nostro malgrado, ad interrompere le relazioni istituzionali e ad abbandonare la Conferenza unificata e la Stato-Città, che si terrà nei prossimi giorni», ha sottolineato il presidente dell’Anci Decaro. «Avevamo preso un impegno con il presidente del Consiglio per avviare un percorso per consentire la restituzione ai Comuni - ha ricordato il presidente Anci - relativi ai fondi per le periferie, parliamo di un miliardo e seicento milioni il cui primo passaggio era previsto oggi in unificata, al fine di dare un'intesa per sanare la presunta incostituzionalità di ottocento milioni di euro previsti nell'articolo 1 comma 140 della precedente finanziaria».

Per sbloccare la situazione, ha sottolineato ancora Decaro, «avremmo dovuto incontrare il ministro dell’Economia ed introdurre in un prossimo decreto le risorse e la procedura per riallocare i finanziamenti ai comuni e per portare avanti tutti i progetti per le periferie. Sugli ottocento milioni di euro ora il Governo dice di avere dei problemi di natura tecnica legato al provvedimento da portare alla conferenza unificata, ma - osserva ancora Decaro - quel provvedimento oggi non c'è ed il punto all'ordine del giorno è stato cancellato. Per queste ragioni ci vediamo costretti ad interrompere le relazioni fino al giorno in cui non riprenderà il percorso» per l'approvazione del bando per le periferie «con l’approvazione del punto che era previsto oggi in unificata».

La protesta dei sindaci
Nel vertice di martedì 11 settembre a Palazzo Chigi, dopo una lunga discussione, il governo aveva proposto una revisione del calendario, per garantire i piani già arrivati alla fase esecutiva e rivedere la scansione degli altri progetti con il riavvio della cabina di monitoraggio sospesa da marzo. Per fare tutto questo serve però un intervento normativo, che per il governo non popteva andare nel Milleproroghe considerato chiuso ma nel «decreto sicurezza», in cantiere in consiglio dei ministri. I sindaci, per bocca del presidente Anci Antonio Decaro, si erano detti disposti ad aspettare 10 giorni, minacciando, senza risposte, di interrompere i rapporti istituzionali disertando le Conferenze Stato-Città e Unificata.

L'emendamento che ha sospeso le 96 convenzioni
La sospensione di 96 su 120 convenzioni del Piano periferie è stata decisa dal Senato - su indicazione del Governo - con un emendamento al decreto Milleproroghe, passato al Senato e poi confermato in seconda lettura alla Camera. «È stato un furto con destrezza - aveva protestato nei giorni scorsi Decaro - con un emendamento notturno sono stati tolti finanziamenti statali per 1,6 miliardi di euro a 96 progetti da realizzare in 326 Comuni, con 19,8 milioni di abitanti. Erano 96 convenzioni firmate a dicembre con la presidenza del Consiglio - aveva aggiunto Decaro - registrate a marzo dalla Corte dei Conti, e sulla base dei quali i Comuni hanno fatte gare di progettazione e anche di lavori, firmato contratti con imprese e professionisti».

Pronti ricorsi al Tar e alla Corte costituzionale
Per l'Anci la norma del decreto Milleproroghe «presenta profili di illegittimità e viola gli obblighi convenzionali». Se dunque non sarà cancellata, l’associazione dei sindaci si è detta pronta a fare ricorso al Tar e alla Corte Costituzionale.

Nardella: dato mandato per azione legale
Rispetto al taglio del fondo da 1,6 miliardi per i Comuni del piano periferie, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato nei giorni scorsi di aver dato «già mandato all'avvocatura del Comune di avviare tutti le possibili iniziative sul piano legale per valutare i danni economici che, a causa di questo decreto che azzera impegni legittimi e legali che sono stati assunti, ricadranno su aziende, lavoratori e istituzioni pubbliche».

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