WORLD MANUFACTURING FORUM

Tagliando continuo per le competenze 4.0

di Luca Orlando


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3' di lettura

Un tagliando continuo alle competenze del personale. Da porre come priorità assoluta per gli stessi lavoratori, per le aziende e per l’intero sistema-Paese, svincolando gli investimenti da ogni coloritura politica o di parte.

È la raccomandazione chiave contenuta nel nuovo World Manufacturing Forum report, analisi realizzata in vista dell’imminente edizione dell’omonimo summit. Evento ora gestito dalla fondazione creata da Confindustria Lombardia, Ims e Politecnico di Milano (con la partnership di Regione Lombardia, Commissione Ue e Unido), che conferma Cernobbio come la “Davos” della manifattura.

“New skills for future manufacturing” è il titolo dell’edizione 2019, con un dibattito che prende le mosse proprio dal report annuale, esito di un lavoro di gruppo realizzato attraverso la collaborazione di decine di esperti internazionali e teso in particolare a tracciare la rotta per ridurre il mismatch qualitativo e quantitativo tra domanda e offerta di lavoro.

«Il punto di partenza - spiega il presidente scientifico del Forum Marco Taisch - è l’impatto pervasivo dell’accelerazione tecnologica, che mette a dura prova le capacità di aggiornamento delle persone e soprattutto determina un’obsolescenza molto più rapida del know-how».

Le dieci raccomandazioni contenute nel report puntano ad affrontare proprio questo aspetto, sempre più spesso il principale collo di bottiglia per scaricare a terra in modo efficace le potenzialità delle nuove tecnologie. Non solo le aziende devono quindi assegnare priorità assoluta al tema della formazione, la novità è nella necessità di uno sforzo di sistema.

«Abbiamo voluto “stressare” il ruolo attivo del lavoratore - aggiunge Taisch - perché credo che oggi sia necessario un cambio di paradigma culturale, che non veda più la formazione solo come un diritto ma anche come un dovere. Spetta al singolo farsi parte attiva di questo processo di apprendimento continuo, anche se naturalmente questo non basta».

Occorre così ad esempio rafforzare la collaborazione tra scuola e impresa, in modo che i curricula in uscita da istituti tecnici e università siano aggiornati e coerenti con le esigenze delle imprese. Che a loro volta devono assegnare ai percorsi di training e formazione una priorità assoluta, in modo da sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla tecnologia.

Ma occorre anche uno sforzo più ampio, a livello nazionale. Prevedendo incentivi, sgravi fiscali e in generale politiche di sostegno. Come ad esempio accade in Georgia, negli Stati Uniti, dove le aziende ottengono un credito fiscale pari al 50% di tutte le spese di formazione sostenute, includendo il costo dei docenti, le attrezzature, la quota di stipendi in proporzione alle ore di formazione.

«Le sfide sono complesse - aggiunge Taisch - ma va detto che rispetto al passato vi sono anche alcuni vantaggi. Ad esempio la disponibilità di strumenti formativi digitali, in grado di raggiungere un maggior numero di persone riducendo i costi, eliminando in molti casi la necessità di una presenza fisica in aula e sfruttando al meglio le piattaforme collaborative come modalità di diffusione delle best practice».

Dal 25 al 27 settembre imprenditori, manager, economisti, rappresentanti di istituzioni e associazioni imprenditoriali da tutto il mondo si confrontano su questi temi, con l’aggiunta di sessioni dedicate ai lavori del futuro, quelli per cui alla luce dei trend tecnologici attuali vi sono le prospettive migliori.

Oltre all'annual meeting sono dieci gli eventi collaterali previsti a Villa Erba, organizzati dai partner della World Manufacturing Foundation, tra cui Confindustria Lombardia, Regione Lombardia e Politecnico di Milano.

Tra gli speaker Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, Stèphanie Pernod Beaudon, Vice presidente Regione Auvergne Rhone-Alpes, Mauro Fenzi, Presidente Comau, Nadine Girault, Ministro degli Affari Internazionali del Quebec, Beniamino Quintieri, Presidente di Sace.

Oltre ai parttner dell’evento: il presidente della fondazione Alberto Ribolla, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

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