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Tagliati 13 milioni dai fondi del 5 per mille. Anche ospedali e scuole premiati dai contribuenti

Vale 13 milioni il taglio del contributo del cinque per mille 2018 rispetto alle scelte effettuate dai contribuenti a favore di enti non profit, di ricerca e dei Comuni

di Valentina Melis

4' di lettura

È di 13 milioni di euro il taglio dei fondi del cinque per mille dell’Irpef 2018, rispetto agli importi attribuiti dai contribuenti agli enti di volontariato, ricerca, sport dilettantistico e ai Comuni. La conferma arriva al Sole 24 Ore dall’amministrazione finanziaria. L’importo risultante dalle scelte effettuate dai contribuenti per l’anno finanziario 2018 ammontava a più di 513 milioni. Rispetto al tetto fissato per il 5 per mille a 500 milioni di euro, c’è stata dunque una differenza di più di 13 milioni. Di conseguenza, sono state rideterminate proporzionalmente le somme risultanti dalle scelte effettuate, rimodulando gli importi spettanti a 500 milioni di euro.

Dal 2015, infatti, il cinque per mille dell’Irpef è stato stabilizzato, ma con un tetto di spesa annuo di 500 milioni, che sarà in vigore fino alla ripartizione 2019, quindi ancora per un anno. Già per la ripartizione 2017, l’importo risultante dalle scelte dei contribuenti era più elevato per 9 milioni di euro rispetto ai 500 milioni disponibili, ed è stato quindi soggetto a un taglio.

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In effetti il numero dei contribuenti che hanno espresso una scelta nel 2018, 16,6 milioni, era esattamente in linea con quello dell’anno precedente, e lasciava dunque presagire che un taglio fosse avvenuto anche nell’ultima ripartizione.

La legge di Bilancio 2020 ha innalzato i fondi disponibili per il cinque per mille: dalla ripartizione 2020 saranno disponibili 510 milioni, che saliranno a 520 milioni nel 2021 e a 525 milioni a partire dal 2022 (legge 160/2019, articolo 1, comma 720).

I beneficiari
Oltre all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, sempre in testa ai beneficiari per importo ricevuto (con 65 milioni) e alla Ong Emergency (11 milioni), tra i beneficiari del 5 per mille 2018 ci sono anche 800 scuole (soprattutto dell’infanzia) e 85 ospedali. Il contributo per gli enti vale complessivamente 495 milioni di euro (a cui si aggiungono 4,5 milioni accantonati per gli enti esclusi). Gli elenchi degli enti di volontariato, ricerca, sport dilettantistico e dei Comuni premiati dai contribuenti con le dichiarazioni dei redditi 2018 - riferite all’anno 2017 - sono stati pubblicati dall’agenzia delle Entrate il 6 aprile.

Le somme non sono state ancora versate alle organizzazioni dai ministeri competenti (il bonifico avviene mediamente entro i quattro mesi successivi alla pubblicazione degli importi spettanti), ma conoscere la cifra esatta che spetta a ciascuno permette agli enti beneficiari di chiedere alle banche un’anticipazione della quota del 5 per mille. Un aiuto consistente in questo periodo, che vede centinaia di organizzazioni del privato sociale impegnate a far fronte all’emergenza da coronavirus, sostenendo spese più elevate anche se con entrate ridotte dall’interruzione di servizi e delle attività di autofinanziamento. Le scelte dei contribuenti, ovviamente, si riferiscono a due anni fa, ben prima dello scoppio dell’epidemia di Covid-19.

Ospedali e scuole
Entra fra i primi dieci beneficiari per importi ottenuti la Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che avrà 5,3 milioni di euro assegnati da 190mila contribuenti. L’Ospedale San Raffaele di Milano ottiene quasi 52mila preferenze e incasserà dal cinque per mille 2,8 milioni. L’Ospedale Bambin Gesù di Roma è stato premiato da 17mila italiani e avrà quasi 893mila euro. Mentre l’Ospedale San Martino di Genova otterrà 682mila euro assegnati da 15mila contribuenti.

Tra le scuole o le associazioni legate a istituti scolastici premiate dai contribuenti la prima per fondi ottenuti è l’Associazione Tutti a scuola Onlus di Napoli, che ci occupa di ragazzi con disabilità e avrà 42.552 euro.

Gli istituti che otterranno quote del cinque per mille sono prevalentemente scuole dell’infanzia e paritarie, quasi tutte avranno contributi sotto 30mila euro. Il Collegio San Carlo di Milano avrà 31.047 euro da 111 contribuenti.

La ripartizione dei fondi
La maggior parte delle risorse del cinque per mille 2018 va agli enti del volontariato (331,8 milioni), seguiti dagli enti della ricerca sanitaria (68,6 milioni), da università ed enti di ricerca scientifica (64,2 milioni), Comuni (14,9 milioni), associazioni sportive dilettantistiche (13,9 milioni), enti che si occupano della tutela dei beni culturali (1, 6 milioni) ed enti che si occupano della gestione delle aree protette (243mila euro). Per gli enti esclusi dal riparto sono stati accantonati 4,5 milioni.

La riforma del cinque per mille

L’istituto del cinque per mille è stato ridisegnato dal Dlgs 111/2017, in attuazione della riforma del Terzo settore. Tra gli altri interventi è stato previsto, per accelerare la ripartizione dei fondi, che l’agenzia delle Entrate non debba più attendere le dichiarazioni dei redditi integrative e correttive presentate dai contribuenti. Per completare la riforma, però, manca ancora un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previsto dall’articolo 4 del Dlgs 111/2017. La direzione generale del Terzo settore del ministero del Lavoro fa sapere che sullo schema del Dpcm, elaborato con il Mef e con l’agenzia delle Entrate, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha rilasciato il proprio assenso preventivo il 3 marzo 2019 e lo ha reiterato il 30 settembre 2019, in seguito all’insediamento del nuovo Governo. Lo schema di provvedimento è stato quindi trasmesso dal Mef alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’11 novembre 2019. Ora il testo del Dpcm, come ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Andrea Martella rispondendo a un'interpellanza parlamentare il 9 aprile, è stato inviato alle Commissioni parlamentari che devono dare il proprio parere.

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