Sartorialità

Tagliatore introduce i capi limitati e numerati

Focus sulla selezione dei clienti wholesale ed esclusività

di Giulia Crivelli


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Giacca in pelle, leggera come un capo in tessuto

2' di lettura

Ha tante doti, Pino Lerario. Forse però non quella della diplomazia. Ammesso che sia una dote, se non si è, ad esempio, ambasciatori di professione. Il direttore creativo e proprietario, con la sua famiglia, di Tagliatore non usa giri di parole per spiegare quale sia la sua posizione sul tema della sostenibilità, divenuto un mantra del settore, e dell’esclusività.

«L’attenzione all’ambiente è una cosa bellissima e l’obiettivo di avere il minore impatto possibile sul territorio e sul pianeta in genere è nobile e condivisibile – spiega Lerario–. Mi sono reso conto però che molti parlano di sostenibilità e la usano abilmente come strumento di marketing e comunicazione. Ma alla prova dei fatti e della reazione dei consumatori tutto si sgonfia un po’». Pino Lerario continuerà a pensare in un’ottica di maggiore efficienza e di minimo spreco di tessuti e persino di riciclo intelligente, ma senza fare promesse che poi non possono essere mantenute.

«Il 2019 è stato un anno difficile per tutti: non c’è area del mondo che mandi segnali davvero rassicuranti. Noi possiamo solo continuare a fare bene il nostro lavoro, restando concentrati sulla visione che abbiamo sempre avuto: qualità dei materiali e delle lavorazioni e collezioni che abbiamo un tocco di originalità senza mai diventare stravaganti. Perché i capi Tagliatore sono fatti per durare: devono resistere all’usura del tempo, ma anche alle tendenze stagionali troppo esasperate».

Il fatturato 2019 sarà di 28 milioni, in crescita del 4% sull’anno precedente e per il 2020 Lerario preferisce non sbilanciarsi: «Siamo un’azienda sana, che dà lavoro, direttamente, a 200 persone. Non vogliamo fare passi incauti bensì rafforzare le basi. Anche per questo continueremo a selezionare la distribuzione wholesale: tagliare clienti può fare un po’ di paura, all’inizio. Solo sulla carta però: meglio averne qualcuno in meno, che vende di più e meglio, aiutandoci a rafforzare il rapporto di fiducia e conoscenza con il cliente finale».

Esclusività è un’altra idea alla quale Lerario vuole abbinare sostanza: «Sento usare troppo la definizione limited edition... ma limitata in che senso? Noi abbiamo deciso, per correttezza, trasparenza e coerenza, di fare alcuni capi in edizione numerata di indicare sull’etichetta il numero, che va da da uno a quindici».

Nato come marchio maschile, Tagliatore ha introdotto da qualche stagione la donna, che cresce più velocemente dell’uomo. «Non è facile trovare collezioni femminili ispirate alle lavorazioni sartoriali, ma con la giusta vestibilità. Un’arte che stiamo imparando in fretta e che il mercato apprezza».

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