Sartorialità

Tagliatore, investimenti per superare la crisi

A gennaio inaugurato lo show-room commerciale a Milano

di Marta Casadei

A Milano.  Il nuovo show-room di Tagliatore: 350 metri quadrati a a Palazzo Meroni, in corso Italia

2' di lettura

«Se non ci crediamo noi, se non investiamo nel futuro nonostante la crisi, come potrà farlo il nostro cliente?». È questo interrogativo retorico il motto di Pino Lerario, direttore creativo di Tagliatore, marchio di abbigliamento (con focus sui capispalla sartoriali) da uomo e da donna con sede a Martina Franca (Taranto). Un’azienda storica - il nome si deve al nonno di Pino, che veniva soprannominato proprio tagliatore - che pur avendo archiviato il 2020 con perdite «tra il 25 e il 30%, un calo fisiologico» ha cominciato il 2021 ampliando la propria collezione e inaugurando uno show-room a Milano.

«Abbiamo puntato moltissimo sulla collezione invernale - spiega Lerario - perché  in un momento così c’è bisogno di dare un segnale di forza: siamo passati da 100 a 130 capi e abbiamo inserito articoli nuovi». Un modo per interpretare una serie di tendenze che, nate proprio durante l’anno del Covid- 19, hanno cambiato l’approccio al guardaroba (e potrebbero rimanere nel tempo): «Non abbiamo voluto lasciare nulla al caso: le occasioni per indossare giacche e capispalla da un anno a questa parte si sono ridotte drasticamente - continua - così chi lavora da casa spesso lo fa indossando un maglione. Pensando a questa nuova immagine di uomo abbiamo introdotto una serie di capi in maglia, come i cardigan di lana: morbidi, soffici, leggeri».

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L’investimento nella collezione è andato di pari passo a quello in uno spazio commerciale nel centro di Milano - in Corso Italia - che ha aperto alla fine di gennaio: «Potrà sembrare un momento sbagliato per aprirlo - dice Lerario - ma abbiamo pensato di giocare d’attacco mentre tutti tendono a rimanere in difesa. Solo così si supera la crisi. Lo spazio è esattamente quello che ci mancava, una “casa Tagliatore” che eleva l’immagine del nostro brand e rappresenta un contesto ideale per presentare le nostre collezioni».

L’azienda ha da poco cominciato la campagna vendite per l’autunno-inverno 2021-22, sia in Italia sia all’estero: «In Giappone, dove realizziamo una quota consistente del fatturato, abbiamo già venduto le pre collezioni e i numeri sono confortanti. Credo che, ad ogni modo, torneremo alla normalità solo l’anno prossimo quando la pandemia sarà alle spalle». Lerario confida come sia difficile vendere online un prodotto come quello di Tagliatore: «I nostri capi vanno toccati, provati: gesti che online non sono possibili». Così Tagliatore continua a puntare sulla rete di boutique (800 tra uomo e donna) clienti: «Cerchiamo di sostenerle e di andare incontro anche alle loro esigenze in questo momento complesso».

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