Capispalla

Tagliatore, la ripresa parte dalle piccole città italiane

L'azienda pugliese sta pensando al lancio dell' e-commerce

di Marta Casadei

3' di lettura

«Il mio motto è non abbattersi a causa della crisi. Anzi: proprio in un momento come questo è importante tirare fuori nuove risorse. Per questo noi siamo ripartiti - con tutte le difficoltà del post lockdown - con l’idea di dare il massimo». Non si è lasciato abbattere dalla crisi legata al Covid Pino Lerario, direttore creativo di Tagliatore, azienda di famiglia specializzata in capispalla e giacche sartoriali. L’impresa si trova a Martina Franca, nel cuore del distretto dell’abbigliamento sartoriale pugliese. Intitolata al nonno di Pino Lerario - che veniva chiamato “tagliatore” perché tagliava le tomaie delle scarpe - è diventata famosa proprio per le giacche e i cappotti realizzati con tessuti di alta qualità e caratterizzati da una vestibilità perfetta.

La ripresa

E sono questi gli elementi chiave da cui Tagliatore - che ha chiuso il 2019 con 28 milioni di euro di fatturato in salita del 4% sul 2018 - è ripartito dopo la chiusura forzata di marzo e aprile: «Riprendere le attività è stato caotico, tra il rientro scaglionato dei dipendenti, le norme da rispettare. Ma ce l’abbiamo fatta: prima abbiamo finito di produrre le collezioni invernali, poi ci siamo dedicati a quelle per la primavera-estate 2021. E senza risparmiarci: siamo partiti dicendo che avremmo dovuto “togliere” e abbiamo finito per avere il 15% di capi in più nella collezione donna», dice il direttore creativo.

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Campagna vendite on e offline

La campagna vendite primavera-estate è già in corso, sia online sia offline: «Abbiamo voluto rendere disponibile la collezione in uno show-room virtuale, pensando ai clienti lontani, ma il nostro prodotto ha una forte componente emozionale: va visto, toccato», dice Lerario. I primi risultati sono incoraggianti: «Stiamo comunque perdendo ordini rispetto all’anno scorso - una percentuale che oscilla tra il 15 e il 30% a seconda del contesto - ma ci sono anche negozi che hanno aumentato gli ordini del 5 o del 10 per cento. Una conferma del fatto che il nostro prodotto continua ad essere appetibile». Quando parla di contesto, Lerario non si riferisce ai Paesi: «Il calo in Italia e all’estero è simile, la differenza si vede tra le piccole città, dove nonostante il Covid-19 i negozi hanno comunque venduto, e le grandi città, dove l’assenza di turisti ha pesato in modo significativo sui risultati della stagione».

Tra classico e casual

La voglia di chiudere la brutta parentesi vissuta quest’anno e di ricominciare con energia, dunque, c’è. E non solo da parte dell’azienda, ma anche dei consumatori che rimangono, ovviamente, “osservati speciali” in questo momento di incertezza e trasformazione: «Chi compra ha voglia di novità, di cambiamento. Da una parte il lockdown, che ha costretto le persone in casa, le ha portate a vestirsi con capi più casual e morbidi, a indossare le sneaker e sono convinto che quest’abitudine lascerà traccia nel guardaroba quotidiano; dall’altra, ad alcuni è mancato l’abbigliamento classico, il doversi vestire in un certo modo. E, appena possibile, hanno ripreso a infilarsi la giacca», spiega l’imprenditore pugliese. La formula di Tagliatore, di fatto, gioca con questi due approcci al vestire - quello più classico e quello più informale - e li fonde: «Per l’uomo rileggiamo la giacca tradizionale in chiave più morbida e proponiamo il pantalone classico in una versione rivisitata, magari con una coulisse in vita». E aggiunge: «Non abbandoniamo il nostro core business, ma aggiungiamo cose nuove».

Womenswear più sobrio

Se il core business di Tagliatore, che ha i due mercati principali in Italia e Giappone, è il menswear, l’azienda negli anni ha strutturato una proposta femminile ricercata che porta il nome Tagliatore 0205. Le donne, tuttavia, dopo il Covid-19 sembrano voler optare per mise poco appariscenti: «La clientela femminile ha voglia di colore, ma fa scelte più sobrie, optando per tailleur tinta unita e lasciando da parte le fantasie».

I piani e-commerce

Lerario è convinto che il settore tornerà alla normalità «forse tra due anni» e tra i progetti che potrebbero diventare realtà nel prossimo futuro c’è una piattaforma e-commerce monomarca. «Ci stiamo pensando, ma dobbiamo capire come gestirla evitando di danneggiare i nostri clienti».

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