Podcast Narcovid

Taglie milionarie Usa su figli e fratello del Chapo. Ma il Messico grida alla lesa maestà

La quarta puntata del podcast “Narcovid” indaga sull’eredità criminale nella famiglia del chapo. I nomi sono quello di Ismael Mario Zambada, della bella e giovane moglie Emma Coronel, dei figli e del fratello Aureliano. Ma, forse, nessuno di loro è l’erede designato.

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

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4' di lettura

Chi è l’erede dei narcotraffici del Chapo Guzman, recluso a vita negli Stati Uniti? Ismael Mario Zambada Garcia, detto “el Mayo”? La bella e giovane moglie Emma Coronel Aispuro, fresca di condanna negli Usa oppure uno dei figli che gli tengono il posto in caldo? O il fratello Aureliano, che scalpita da anni? Forse nessuno di loro.

Questo è quanto racconta la quarta e nuova puntata di “Narcovid – Fiumi di denaro per i re della droga ai tempi della pandemia”, da oggi disponibile solo su Apple Podcast. Anche questa puntata è ricca di fatti, storie, ricostruzioni e voci originali che, in questo articolo, si accennano solo.

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Mai come in questo momento la successione al trono del chapo è una polveriera accesa sotto la sedia di ciascuno dei protagonisti. Reali e presunti. Quelli visibili e quelli che tramano. Un dato è certo: nessuno come El Chapo è più riuscito a gestire il cartello di Sinaloa, per lungo tempo la più grande e potente organizzazione di narcotraffico dell’emisfero occidentale. Come? La ricetta è sempre la stessa: eleggendo politici, uccidendo giornalisti e voci scomode, elargendo briciole di lavoro ai più disagiati e corrompendo forze di polizia e militari per mantenere il predominio sui rivali.

El Chapo venne catturato in Messico nel 2016 ed estradato negli Stati Uniti dove, nel 2019, è stato condannato al carcere a vita. Condanna confermata dalla Corte di appello americana a fine gennaio 2022. Dal 2017 si è scatenata un’ondata di violenza e sangue – mai interrotta – dovuta alle lotte di potere interne al cartello di Sinaloa e agli sforzi di altri gruppi criminali per espandere il proprio potere. Ma se lo Stato messicano sembra stare a guardare, gli Stati Uniti hanno deciso di stroncare questo disordine mortale dando la caccia ai leader storici.

Violenza senza fine

Dal 2017 c’è una lotta di potere interna al clan “Guzman” tra Ismael Zambada Garcia, detto “el Mayo”, e quattro dei 10 figli riconosciuti del Chapo – Joaquín, Ovidio, Iván Archivaldo e Jesús Alfredo – per tutti “los Chapitos”. Sullo sfondo l’ultima moglie, la bella Emma e il fratello del Chapo, Aureliano. Al tirar delle somme el Mayo – che rappresenta la vecchia guardia – e i figli del chapo, lottano per contendersi un regno sterminato, che ogni anno dalla vendita della droga genera per il solo cartello di Sinaloa un valore di circa tre miliardi di dollari.

Nel 2019 i procuratori federali statunitensi hanno stimato che el Chapo abbia gestito nella sua vita oltre 600 tonnellate di cocaina e 420 tonnellate di marijuana, per un valore, rispettivamente, di 11,5 miliardi e 846 milioni di dollari. A questa stima va aggiunto il patrimonio personale del chapo, valutato tra i 2,3 e i tre miliardi di dollari che Bruce Bagley, docente alla University of Miami, si è spinto a stimare fino a quattro miliardi.

Il 23 settembre 2021 il Dipartimento di Stato americano ha improvvisamente triplicato la taglia per la cattura di Zambada Garcia, portandola a 15 milioni di dollari dai cinque offerti nel 2004.

Quattro figli

Los Chapitos sono lì a contendersi, giorno per giorno, l’eredità del padre che dal carcere, in un modo o nell’altro, li telecomanda e – soprattutto – dovendo fare i conti, come vedremo, non solo con la potenza di Zambada ma anche con la guerra in casa dello zio Aureliano. Con un’aggravante: mentre il padre aggregava consensi popolari – con la forza della persuasione, del lavoro elargito ai più poveri e delle prebende politiche – loro, i chapitos, non riescono ad entrare nel cuore della gente che venerava El Chapo.

I fatti, però, sono fatti e los chapitos devono tenere sotto controllo le rotte del narcotraffico all’interno e verso gli Stati Uniti. Il 15 dicembre 2021 il Governo americano ha deciso di offrire ricompense di cinque milioni di dollari per chiunque porti all’arresto dei quattro figli del chapo.

La forza del fratello

Dal 5 novembre 2021 anche sulla testa di Aureliano Guzman Loera, detto el guano, fratello del chapo, pende una taglia di un milione di dollari del Dipartimento di Stato americano, che salgono a cinque per chiunque sia in grado di portare anche all’arresto dei fratelli Salgueiro Nevárez, tutti appartenenti al cartello di Sinaloa.

Neppure el guano sarebbe amato all’interno e all’esterno del cartello e – al tempo stesso – è osteggiato dai nipoti, ai quali rimprovera un peccato originale: aver sostenuto el Mayo Zambada dopo che il fratello è stato estradato negli Stati Uniti.

La bella moglie

Eccoci, infine, all’ultima moglie del chapo Guzman, Emma Modesta Coronel Aispuro, arrestata il 22 febbraio 2021 all’aeroporto internazionale di Washington-Dulles e condannata il 30 novembre 2021 negli Usa a 31 mesi di prigione seguiti da quattro anni di libertà vigilata per le accuse relative al traffico internazionale di droga e al riciclaggio di denaro.

Ha 32 anni, due figlie gemelle con el Chapo: Emaly e María Joaquina. Ha un pedigree familiare di tutto rispetto: è nipote di Ignacio Coronel Villareal, ex leader del cartello di Sinaloa, ucciso il 29 luglio 2010 in uno scontro a fuoco con l’Esercito. El chapo l’ha sposata quando lei aveva 18 anni.

Una volta scarcerata, nel 2023, Emma Coronel non potrà riacquistare la libertà che vantava prima ma sarà marcata a vista dalla giustizia americana. Che la collaborazione di Emma con i procuratori sia vera o meno, regna la paura per quel che potrà accadere. Gli avvocati della moglie del chapo e gli agenti della Dea hanno ribadito che la sua vita è in pericolo.

Una volta fuori, in un modo o nell’altro, dovrà regolare i conti con los chapitos e Zambada Garcia. Visto che è partito il conto alla rovescia per la sua scarcerazione, fuori l’aspetteranno non solo le tensioni in casa propria ma anche i rivali del potentissimo cartello Jalisco nueva generacion.

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