L’anno più nero

Taglio Irpef per 50mila famiglie ma i conti di Milano fanno acqua

Per il 2020 il Comune allarga la soglia di esenzione dell'addizionale da 21mila a 23mila euro. Le casse del Comune segnano un rosso di 533 milioni, la misura costa tra 7 e 8,5 milioni

di Sara Monaci

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(IMAGOECONOMICA)

Per il 2020 il Comune allarga la soglia di esenzione dell'addizionale da 21mila a 23mila euro. Le casse del Comune segnano un rosso di 533 milioni, la misura costa tra 7 e 8,5 milioni


2' di lettura

Nell’anno più nero per Palazzo Marino, in cui le casse del Comune di Milano segnano un rosso nella parte corrente di 533 milioni, la giunta guidata da Giuseppe Sala decide di abbattere l’Irpef per 50mila famiglie. Una misura di emergenza, non rivoluzionaria se si pensa che la soglia di esenzione passa da 21mila a 23mila euro, ma sicuramente complicata da inserire in un bilancio come questo. Alla fine costerà tra i 7 e gli 8,5 milioni di mancate entrate, da recuperare con tagli e economie di scala negli altri assessorati. L’assessore al Bilancio Roberto Tasca è convinto che sia fattibile recuperare le risorse mancanti e che soprattutto sia un passo necessario per andare incontro alle necessità delle famiglie. «Volevamo fare di più - dice Tasca - ma lo sforzo fatto va nella direzione corretta e rispetta l’equilibrio del nostro bilancio». Bilancio che tuttavia dovrà essere sostenuto quest’anno da ingenti finanziamenti statali, come si aspettano i vertici di Palazzo Marino, che sottolineano che i comuni sono in prima linea nell’affrontare la crisi economica e occupazionale, e che per continuare a erogare servizi efficienti il governo dovrà pensare a misure eccezionali.

La decisione sull’Irpef arriva come misura straordinaria a seguito della crisi dovuta al Covid. Il prossimo anno quindi potrà essere rivista. Non tutto il consiglio comunale ha dato il via libera alla misura: i voti favorevoli sono stati 24, più 2 astenuti. L’opposizione di centrodestra ha criticato la scelta ed è uscita dall’aula senza votare.

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Le contestazioni sono molto diverse fra loro. Per la Lega Nord bisogna stare attenti al parere dei revisori dei conti, che hanno dichiarato la loro contrarietà, e per questo chiederà l’intervento della Corte dei conti; per Forza Italia invece ci vorrebbe ben altro, troppo poco una soglia di esenzione così bassa. L’opposizione non ha quindi trovato una sintesi.

L’emergenza Covid ha letteralmente mandato all’aria il bilancio previsionale del 2020, e contemporanamente creato maggiori bisogni nelle famiglie, da sostenere con interventi aggiuntivi. Quest’anno si calcola infatti che i nuclei in forte difficoltà saranno quasi 8mila (mediamente sono 6.300).

Far tornare il bilancio non sarà cosa facile: si procede per passaggi graduali attraverso le variazioni. Le minori entrate saranno pari a 533 milioni. Tra le voci più significative che quest’anno mancheranno all’appello ci sono parte della tassa di soggiorno, che mediamente vale 30 milioni; dei biglietti del trasporto pubblico gestito da Atm, visto che ancora oggi siamo al 50% degli utenti trasportati rispetto agli scorsi anni; dell’Area C e delle multe. Anche i dividendi delle grandi partecipate come Sea (la società di Linate e Malpensa) saranno inferiori. Lo scorso anno il Comune immaginava che la Sea nel 2020 avrebbe potuto erogare a Palazzo Marino 40 milioni di dividendi ordinari e altri 35 di dividendi straordinari. Niente da fare, sarà già tanto se arriverà a 20 milioni. È un bilancio da riscrivere, insomma, rispetto alle rosee aspettative di gennaio.

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