IL CONFRONTO CON I PRECEDENTI

Taglio dei parlamentari secondo nella classifica dei referendum costituzionali per affluenza

Il Covid-19 non ha fermato gli elettori che hanno deciso di esprimersi sul quesito. Il record appartiene alla consultazione sul disegno di legge costituzionale della cosiddetta riforma “Renzi-Boschi”, che puntava al superamento del bicameralismo perfetto

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Referendum e regionali: ecco le proiezioni

Il Covid-19 non ha fermato gli elettori che hanno deciso di esprimersi sul quesito. Il record appartiene alla consultazione sul disegno di legge costituzionale della cosiddetta riforma “Renzi-Boschi”, che puntava al superamento del bicameralismo perfetto


2' di lettura

Alla fine la voglia di esprimersi sul taglio dei parlamentari è stata più forte della paura del Covid-19. L’affluenza al voto per il referendum costituzionale alla chiusura dei seggi è stata del 53,84%. Un risultato in termini di adesione che la pone al secondo posto nella classifica dei referendum costituzionali.

Se è vero che siamo oltre undici punti percentuali al di sotto del record registrato in occasione della consultazione per il superamento del bicameralismo perfetto (quasi il 65,5%), il voto sul taglio dei parlamentari si pone al di sopra di altri due precedenti: il referendum sulla riforma dell’articolo V della Carta (34,1) e quello sulla devolution (52,5).

La percentuale di partecipazione dell’ultima consultazione sul taglio dei parlamentari, non vincolante per il raggiungimento del quorum, ha raggiunto i picchi massimi al Nord, come confermano gli esiti della Valle d'Aosta (73,5%), Trentino Alto Adige (70,9%) e Veneto (67,5%). Affluenza più contenuta al Sud, nonostante il 61% della Campania, confermata però dal 35,7% della Sardegna e dal 45,2% della Calabria.

LA MAPPA
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Il referendum del 2001: la riforma dell’articolo V della Costituzione

Il referendum costituzionale in Italia del 2001 - si è tenuto in un solo giorno, il 7 ottobre - aveva ad oggetto la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione (approvata dalla maggioranza dell'Unione negli anni dei governo Prodi, D'Alema e Amato), che ridefiniva tra l'altro, le materie rientranti nella potestà legislativa esclusiva e concorrente dello Stato e delle regioni, attribuendo più poteri a queste ultime. Primo referendum confermativo nella storia repubblicana, vide la prevalenza dei sì col 64,2% dei voti, con un'affluenza attestatasi al 34,1% dei votanti.

La consultazione del 2006 sulla “devolution”

Il referendum costituzionale del 2006 - in questo caso la consultazione si è sviluppata in due giorni, il 25 e il 26 giugno - aveva ad oggetto la riforma, varata dal governo Berlusconi (su ispirazione della Lega di Umberto Bossi e con Roberto Calderoli ministro delle Riforme). La cosiddetta “devolution” che viene bocciata con il 61% mentre i votanti raggiungono il 52,5%.

... e quella sul superamento del bicameralismo perfetto

Il 4 dicembre 2016 è la volta del terzo referendum costituzionale nella storia repubblicana: la maggioranza dei votanti respinge il disegno di legge costituzionale della cosiddetta riforma Renzi-Boschi, che puntava al superamento del bicameralismo perfetto. A dire no alla riforma è il 59,1%, con un'affluenza record: a votare è quasi il 65,5 per cento.


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