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Taglio delle tasse, lavoro, incentivi: le misure appese alla crisi di governo

Programmare le proprie scelte economiche, con la crisi di governo, sarà ancora più difficile. Lo sarà per le famiglie, che si sentono promettere la flat tax, ma rischiano l’aumento dell’Iva dal 2020 e l’addio al bonus degli 80 euro. Ma la stessa difficoltà riguarderà anche le imprese, costrette a definire il budget 2020 senza conoscere esattamente il tax rate

di Dario Aquaro, Cristiano Dell'Oste e Valentina Melis


Senza contromisure l'Iva aumenterà e costerà 541 euro in più a famiglia

3' di lettura

Programmare le proprie scelte economiche, con la crisi di governo, sarà ancora più difficile. Lo sarà per le famiglie, che si sentono promettere la flat tax, ma rischiano l’aumento dell’Iva dal 2020 e l’addio al bonus degli 80 euro. Ma la stessa difficoltà riguarderà anche le imprese, costrette a definire il budget 2020 senza conoscere esattamente il tax rate da sostenere, con tante agevolazioni in bilico (a partire dal superammortamento). Lo stesso varrà per gli enti del Terzo settore, alle prese con una riforma avviata nel 2016 e ancora inattuata . E per i professionisti, con molti dossier destinati a rimanere aperti, da quello sull’equo compenso a quello sull’albo dei curatori.

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Il calendario delle incertezze
Ogni crisi implica delle incognite. Riforme da attuare. Incentivi in scadenza. Disegni di legge da approvare. Decreti varati in Consiglio dei ministri “salvo intese”, come quelli sui rider e le crisi aziendali .
Stavolta, però, è peggio del solito. La crisi dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte non è inaspettata, ma certo improvvisa. La rottura della maggioranza gialloverde scatenata dal leader leghista, Matteo Salvini, arriva dopo poco più di un anno di governo, nella fase iniziale di una legislatura che rischia di essere brevissima. E a ridosso dell’iter per la prossima legge di Bilancio. Una manovra che secondo tutte le forze politiche dovrà evitare l’aumento dell’Iva da 23,1 miliardi. E che andrà inviata in bozza alla Commissione europea entro il 15 ottobre, sia pure con un certo margine di tolleranza.

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Nonostante l’accelerazione impressa da Salvini, le incognite per famiglie e imprese non si diraderanno tanto in fretta. Dopo la calendarizzazione della mozione di sfiducia proposta dalla Lega contro il premier Conte, la crisi seguirà il percorso istituzionale. E, anche se si arrivasse alle elezioni, l’esperienza degli ultimi 25 anni insegna che tra lo scioglimento delle Camere e l’insediamento del nuovo esecutivo passano, in media, quasi quattro mesi: 108 giorni .

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I cantieri da sbloccare
Nel frattempo resta “appesa” la sorte di diverse misure a favore di famiglie, imprese, professionisti e Terzo settore, non ancora operative o in scadenza. Le aziende, che hanno bisogno di programmare gli investimenti, non sanno se e in quale modo saranno ancora valide nel 2020 le agevolazioni di iper e superammortamento, il cui termine è ora fissato a fine anno. Né hanno certezza sul quadro dello Sblocca cantieri, perché è vero che la legge è stata approvata a giugno, ma mancano ancora più di 20 decreti attuativi. Così come oltre 340mila enti del Terzo settore dovranno attendere almeno fino al 2021 per il debutto dei nuovi regimi fiscali agevolati , sempre che il Registro unico parta entro il prossimo anno.

Il mondo della scuola ha invece tre fronti aperti: il rinnovo contrattuale che dovrà ricevere dalla prossima legge di Bilancio la maggior parte dei fondi necessari; i nuovi corsi abilitanti destinati a 55mila insegnanti precari; i concorsi per 48mila docenti da poco annunciati, ma solo «salvo intese».

Al di là dei provvedimenti da tradurre in pratica o da confermare, il costo maggiore dell’inazione potrebbero pagarlo le famiglie in generale. Più di 500 euro all’anno , se davvero non si riuscisse a fermare l’aumento dell’Iva, che dal 2020 potrà toccare quota 25,2 per cento. La vera spada di Damocle che incombe sul prossimo governo.

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