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Taiwan chiede l’appoggio australiano per l’adesione al CpTpp

Taipei non demorde e, nonostante le ire di Pechino, insiste nella richiesta di entrare nel trattato di libero scambio transpacifico facendo sponda su Canberra

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Nemmeno il tempo di far calare il sipario sulla festa, domenica scorsa, della Repubblica cinese, che Taipei chiede all’Australia, attraverso un alto funzionario del Governo regionale, di sostenere la sua offerta di aderire al patto commerciale trans-pacifico CpTpp. La Cina, che non riconosce la sovranità di Taiwan, non ha digerito la richiesta di adesione al trattato di libero scambio al quale, ironia dela sorte, aveva derito qualche giorno prima. Il presidente Xi Jinping è tornato, invece, sul tema della necessaria unificazione secondo il principio di Una sola Cina.

Il perchè della richiesta di Taipei

Taiwan sostiene che l’adesione può contribuire ad aumentare i flussi commerciali ad alta tecnologia e la domanda di minerali australiani.

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Il sostegno all’offerta di Taiwan “invierebbe anche un messaggio forte” alle imprese australiane colpite dai recenti boicottaggi cinesi dei prodotti australiani.

A Canberra il rappresentante dell’Ufficio economico e culturale di Taipei, Elliott Charng, ha sostenuto che “le sanzioni economiche imposte all’Australia dalla Cina rafforzano l’argomento di un impegno più stretto e profondo con Taiwan”.

Com’è noto, ognuno degli undici componenti del CpTpp deve approvare i nuovi arrivi e il comitato raccomanderà la risposta dell’Australia. L’accordo fu sottoscritto nel 2018 da Canada, Australia, Brunei, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

Finora ha ricevuto richieste di adesione da Gran Bretagna, Cina e Taiwan.

La Cina, va ricordato, è il principale partner commerciale dell’Australia, con le esportazioni che hanno raggiunto la cifra record di 19,4 miliardi di dollari australiani nel mese di luglio, grazie alla domanda di minerali di ferro.

La molla delle tensioni con la Cina

Con la Cina, però, le relazioni diplomatiche si sono inasprite negli ultimi anni.

L’Australia dal canto suo è stata la terza fonte di beni agricoli di Taiwan, con un valore di 607 milioni di dollari l’anno scorso, e il CpTpp sarebbe una piattaforma per migliorare la cooperazione per la sicurezza informatica. Questa la posizione di Chang, che di fatto è il referent di Taiwan in Australia. “L’opposizione della Cina non è inaspettata. La Cina- ha detto il funzionario taiwanese - userà ogni modo per evitare che Taiwan partecipi a qualsiasi organizzazione internazionale”.

La Cina inoltre nei giorni scorsi ha preso posizione contro l’ex primo ministro australiano Tony Abbott che durante la visita a Taiwan, la scorsa settimana, ma a titolo personale, si è dichiarato soddisfatto ha soddisfatto per i criter idi adesione al CpTpp.

Anche la Cina ha fatto pressione sulla Commissione del Parlamento australiano in vista dell’identico risultato: il sì di Canberra all’adesione..

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