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Cina condurrà «esercitazioni regolari» a est della linea mediana

Continuano le esercitazioni militari della Cina. Taipei accusa Pechino di aver simulato un attacco diretto all’Isola, oltrepassando la «linea mediana» dello stretto

Cina, esercitazioni militare intorno a Taiwan "a lungo raggio"

4' di lettura

Pechino non allenta il pressing su Taiwan, nella crisi innescata dalla visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelois a Taipei. La Cina condurrà «esercitazioni regolari» a est della linea mediana dello Stretto di Taiwan. Lo sostiene la televisione statale cinese, ricordando che «la linea mediana è immaginaria» fissata dall’esercito americano e che «non è stata mai ufficialmente riconosciuta».

Al quarto giorni di operazioni, il Comando ha riferito che le attività si stanno concentrando «sull’attacco terrestre congiunto e sugli attacchi aerei a lungo raggio». Pechino considera Taiwan una parte «inalienabile» del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.

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Dal canto suo, Taipei inizia a rispondere. Taiwan organizzerà questa settimana due esercitazioni di artiglieria «a fuoco vivo», con proiettili veri, su larga scala nel sud dell’isola per testare la sua prontezza al combattimento di fronte alle crescenti minacce militari di Pechino. Le unità militari coinvolte includono il comando di artiglieria, le truppe di fanteria di stanza a Pingtung, il comando di difesa di Hualien e la guardia costiera dell’isola. In più, 78 mortai leggeri sviluppati localmente e sei obici di fabbricazione statunitense saranno stati usati per le prove di tiro in aria e in mare.

La simulazione dell’attacco a Taipei

Le simulazioni dell’attacco sono scattate il giorno prima, aggravando le tensioni politiche fra le parti. Il ministero della Difesa di Taipei ha individuato diversi caccia e navi dell’Esercito popolare di liberazione «intorno allo Stretto», con alcuni che «hanno attraversato la linea mediana» in una azione di «possibile attacco simulato». Le manovre sono proseguite nella giornata: il ministero della Difesa di Taiwan ha reso noto che 20 aerei dell’Esercito popolare di liberazione (tra cui dieci caccia SU-30, quattro J-16 e quattro J-11) e 14 navi «hanno condotto un’operazione aria-mare nell’area circostante della Repubblica di Cina», il nome ufficiale di Taiwan.

Usa e Ue rinnovano il proprio appello al dialogo, cercando di disinnescare la crisi avviata dalla visita a Taipei della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi.

Il segretario generale dell’Onu Guterres a Hiroshima per il 77/o anniversario della bomba atomica: «l’umanità gioca con una pistola carica», dice, e chiede lo stop all’aumento delle scorte nucleari. Gli Stati Uniti, ha dichiarato il segretario di Stato Usa Antony Blinken, sono «determinata ad agire in modo responsabile» nella crisi.

Taiwan: Cina cerca di destabilizzarci

La tensione resta ai massimi. Gli aerei e le navi da guerra cinesi, spiegano le autorità taiwanesi, hanno attraversato la linea mediana dello Stretto in una continua dimostrazione di forza mirata a destabilizzare. L’esercito di Taipei ha risposto seguendo il protocollo: allarmi radio, invio di pattuglie aeree e di navi militari (già mobilitate ieri a seguire come un’ombra le unità cinesi) e dispiegando sistemi missilistici terrestri, ha riferito il ministero della Difesa in una nota.

La miccia delle esercitazioni di Pechino è la visita di Nancy Pelosi, la figura istituzionale di grado più alto a recarsi nell’isola negli ultimi 25 anni. Mentre Pelosi e il governo taiwanese hanno affermato che la visita è di aiuto a dimostrare il sostegno a favore di Taiwan nel mezzo alle tensioni con la Cina, Pechino l’ha definita una violazione degli impegni degli Stati Uniti nei confronti della politica della Unica Cina e un passo di incoraggiamento per il fronte pro indipendenza dell’isola. La leadership comunista, invece, considera Taiwan parte integrante del territorio cinese, da riunificare anche con la forza, se necessario.

Rilevati 4 droni intorno all’isola di Kinmen

Non è tutto. L’esercito di Taiwan ha riferito che le sue che le sue unità sull’isola principale di Kinmen e in quelle vicine hanno rilevato quattro piccoli aerei senza pilota, al largo della costa durante la notte di venerdì. I quattro droni sono stati avvistati mentre sorvolavano Kinmen, Lieyu e l’isolotto di Beiding, secondo il Kinmen Defense Command. In risposta, l’esercito ha sparato razzi di avvertimento per respingere i droni, che si ritiene siano azionati dall’Esercito di liberazione del popolo cinese (Pla). Kinmen, nota anche come Quemoy, è un gruppo di isole amministrate dalla Repubblica di Cina (nome ufficiale di Taiwan), è distante appena 10 chilometri a est della città di Xiamen, nella provincia cinese del Fujian.

Corea del Nord, Pelosi distrugge pace nel mondo, Usa devono pagare

Su scala internazionale, continuano gli appelli per una risoluzione pacifica delle tensioni. Ma anche le accuse dirette a Taiwan e soprattutto agli Usa. La Corea del Nord ha contestato agli Usa di «aggiungere benzina sul fuoco», accusando Pelosi di essere «il peggior distruttore della pace e della stabilità a livello internazionale», riporta l’agenzia Kcna che diffonde una dichiarazione di Jo Yong Sam, direttore generale del Dipartimento per l’informazione del ministero degli Esteri di Pyongyang.

La speaker della Camera «ha fomentato l’atmosfera di confronto con la Corea del Nord durante la sua visita in Corea del Sud» - affermano da Pyongyang - e con le autorità sudcoreane ha parlato di una «deterrenza forte e ampliata» per far fronte alle «minacce dalla Corea del Nord» e “si è presentata persino” a Panmunjom, dove nel 2019 Donald Trump incontrò Kim Jong Un. «Gli Stati Uniti devono pagare caro per tutte le fonti di problemi create da lei, ovunque sia andata», tuonano i nordcoreani.

Funzionario capo sviluppo missili Taiwan morto in hotel

Un alto funzionario taiwanese, coinvolto nella produzione di missili, è morto oggi per problemi cardiaci: si tratta di Ouyang Li-hsing, vicepresidente del National Chung-Shan Institute of Science and Technology, che si era recato nel sud dell’isola per lavoro, ha riferito l’agenzia uffiiale Cna. In una dichiarazione pubblicata sul suo sito web, l’istituto ha confermato che Ouyang è stato trovato questa mattina già morto in un hotel a Hengchun, nella contea di Pingtung. «L’esame forense ha rilevato che la causa del decesso era legata a un infarto del miocardio e l’angina pectoris».

Ouyang, che aveva assunto la sua posizione all’inizio del 2022 con l’incarico di supervisionare «la produzione di vari tipi di missili», aveva sofferto di problemi cardiaci e gli era stato già applicato uno stent. La polizia non ha rilevato elementi sospetti nella camera, oltre che dall’analisi delle delle telecamere a circuito chiuso dell’hotel. La sua morte è maturata tra le tensioni tra Taipei e Pechino, impegnata in manovre militari su vasta scala intorno all’isola in risposta alla visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi che ha fatto infuriare il governo cinese. Il governo dell’isola sta cercando di accelerare la propria produzione di missili di fronte alla crescente minaccia della Cina che vede l’isola come parte del suo territorio da riunificare anche con l’suo della forza, se necessario.

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