ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTaipei fa decollare jet militari

Taiwan, Cina supera linea che divide lo stretto e blocca cooperazione su clima e difesa con Usa. Che convocano ambasciatore cinese

Taiwan riferisce che 68 aerei militari cinesi e 13 navi da guerra hanno svolto attività nello Stretto attraversando la linea mediana. Secondo il Washington Post gli Usa hanno convocato l’ambasciatore cinese alla Casa Bianca

Un caccia cinese in volo durante le operazioni militari di fronte a Taiwan - Reuters

5' di lettura

Gli aerei e le navi da guerra cinesi hanno attraversato la “linea mediana” dello Stretto di Taiwan nel secondo giorno di esercitazioni militari su vasta scala in risposta alla visita a Taipei della presidente della Camera americana Nancy Pelosi: in una nota, il ministero della Difesa dell’isola ha definito le ultime manovre come «altamente provocatorie».

Il ministero delle Difesa di Taipei ha reso noto che, nel conteggio fino alle 17 locali (11 in Italia) 68 caccia e 13 navi da guerra cinesi hanno attraversato la linea media informale che divide lo Stretto di Taiwan. Si tratta di nuovo record di incursioni di caccia e navi militari intorno a Taiwan, fa sapere il ministero degli Esteri di Taiwan.

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In risposta all’azione cinese, Taiwan ha fatto decollare jet militari mentre almeno 49 caccia cinesi hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan. Tra i jet individuati si contano sei J-11, una decina di J-16 e 24 SU-30

Sul fronte diplomatico si apprende, secondo quanto riportato dal Washington Post, che gli Stati Uniti avrebbero convocato l’ambasciatore cinese alla Casa Bianca per discutere la crisi di Taiwan.

Pechino ha inoltre annunciato la chiusura della cooperazione con gli Stati Uniti su diversi dossier. La Cina «sospenderà i colloqui sui cambiamenti climatici tra Cina e Stati Uniti» e annullerà un incontro tra i leader militari e due incontri sulla sicurezza, ha affermato il ministero degli Esteri cinese, citando «il disprezzo» mostrato da «Pelosi per la forte opposizione della Cina» alla sua visita a Taiwan. Gli Usa replicano che non tutti i canali militari fra Usa e Cina sono stati chiusi.

Si moltiplicano, intanto, gli sforzi di mediazione. L’Unione europea «invita tutte le parti a mantenere la calma e a esercitare moderazione, ad agire con trasparenza e a mantenere aperte le linee di comunicazione per evitare errori di calcolo che potrebbero portare a tragiche conseguenze».

Cina: «Taiwan è questione di sovranità non di democrazia»

L’essenza della vicenda di Taiwan «non è una questione democratica, ma una questione di principio importante sulla sovranità e l’integrità territoriale della Cina», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying. L’ambasciatore di Pechino negli Usa, Qin Gang, ha spiegato in un commento sul Washington Post che gli Usa hanno «apertamente rotto l’impegno dell’America a non sviluppare relazioni ufficiali con Taiwan», valutando come «estremamente irresponsabili, provocatorie e pericolose» le scelte della Casa Bianca.

Blinken: «Manovre Cina escalation significativa»

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha condannato le esercitazioni militari della Cina intorno a Taiwan definendole «una escalation significativa». Secondo Blinken non c’è «alcuna giustificazione» per le manovre decise da Pechino in risposta alla visita a Taiwan della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi.

Sul fronte interno, la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché «sostenga» l’isola di fronte alla minaccia cinese e «impedisca qualsiasi escalation nella regione».

Il governo e le forze armate di Taipei, ha scritto su Twitter, stanno «monitorando da vicino» le esercitazioni militari cinesi. I militari di Taiwan, ha aggiunto, sono «pronti a rispondere se necessario».

Sanzioni contro Pelosi per visita a Taipei

Come conseguenza della visita la Cina ha annunciato «di voler imporre sanzioni» alla presidente dei deputati americani Nancy Pelosi e alla sua «famiglia» dopo la visita a Taiwan, che ha scatenato la rabbia di Pechino e il lancio di vaste esercitazioni militari.

Con la sua visita, la Pelosi ha «seriamente interferito negli affari interni della Cina e minato la sua sovranità e integrità territoriale», ha affermato il ministero degli Esteri, senza fornire però dettagli sulle possibili sanzioni.

Voli su Taiwan cancellati

Intanto, il ministero della Difesa di Taiwan ha fatto sapere che sono stati inviati aerei e navi e sono stati dispiegati sistemi missilistici terrestri per monitorare la situazione, perché la Cina «conduce esercitazioni militari su larga scala nelle zone circostanti di Taiwan».

Tra gli effetti collaterali delle manovre militari di Pechino, anche la cancellazione di innumerevoli voli commerciali su Taiwan. Dopo quelli di giovedì 4 agosto, venerdì la compagnia aerea Singapore Airlines ha annullato i voli per e da Taiwan a causa della «crescente restrizione dello spazio aereo» dovuta alle pericolose esercitazioni militari cinesi nello stretto di Taiwan. «La sicurezza del nostro staff e passeggeri sono la nostra priorità» dichiara il portavoce della compagnia aerea in una intervista con Cna Asia.

Usa non fermano transito navi nello stretto di Taiwan

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha confermato che gli Stati Uniti continueranno a effettuare transiti marittimi attraverso lo stretto di Taiwan.

Blinken ha inoltre definito «clamorosamente provocatoria» la reazione della Cina alla visita della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan. Blinken, parlando all’East Asia Summit in Cambogia, ha affermato che Pechino ha cercato di intimidire non solo Taipei, ma anche i vicini, dopo aver lanciato le manovre militari più grandi di sempre nello Stretto di Taiwan, puntando al cambio dello status quo. Secondo quanto riporta Bloomberg, Blinken, al vertice a cui hanno partecipato anche i ministri degli Esteri cinese e russo, Wang Yi e Sergei Lavrov, ha rimarcato che la visita di Pelosi era pacifica.

Presidente Tsai: lancio missili irresponsabile

La presidente di Taiwan ha giudicato «irresponsabile» il lancio di missili da parte della Cina vicino alle trafficate rotte internazionali di volo e marittime intorno all’isola, nell’ambito delle manovre militari in risposta alla visita della speaker Usa Nancy Pelosi a Taipei. Tsai, in un messaggio di 4 minuti postato nella tarda serata di ieri sul sito dell’Ufficio presidenziale, ha invitato Pechino ad agire con maggiore autocontrollo. Taiwan non alimenterà le tensioni, ma difenderà la sovranità: «Ci sforziamo di mantenere lo status quo attraverso lo Stretto con una mente sempre aperta per dialoghi costruttivi», ha aggiunto Tsai.

Il governo sta lavorando per garantire operazioni sicure nei porti marittimi e negli aeroporti dell’isola, nonché la stabilità dei mercati finanziari, ha aggiunto Tsai. Il discorso presidenziale è maturato dopo che il ministero della Difesa ha confermato che l’esercito cinese ha lanciato 11 missili balistici finiti nelle acque al largo delle parti nord-orientali e sud-occidentali di Taiwan, con alcuno che hanno sorvolato l’isola prima di cadere nella zona economica esclusiva del Giappone.

Pelosi in Giappone: Cina convoca ambasciatore

La presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi ha escluso oggi che la visita a Taiwan abbia danneggiato l’isola, bollando come «ridicola» la querelle, assicurando che gli Usa non intendono cambiare lo “status quo” nella regione. A chi le ha chiesto in conferenza stampa se ritenga che la sua visita non abbia portato benefici all’isola, la presidente ha detto che si tratta di una disputa «ridicola», aggiungendo che il Paese asiatico è uno dei «più liberi del mondo.

Abbiamo detto fin dall’inizio che la nostra presenza qui non significa che deve cambiare lo status quo in Asia. Si tratta nuovamente della legge sui rapporti con Taiwan e della politica tra Usa e Cina», ha detto Pelosi in Giappone nell’ultimo giorno del suo tour in Asia, secondo un comunicato del suo ufficio.

Pelosi ha concordato con il primo ministro giapponese, Fumio Kishida, sul fatto che entrambi i Paesi devono lavorare insieme per mantenere la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan, ha informato l’agenzia giapponese Nhk.

Nel giorno della visita di Pelosi, la Cina ha convocato l’ambasciatore giapponese.

Pechino protesta anche con ambasciatori europei

La Cina ha convocato anche i diplomatici europei presenti nel Paese per protestare contro le dichiarazioni rilasciate dal G7 e dall’Unione Europea contro la maxi esercitazione militare di Pechino intorno a Taiwan.

Il ministero degli Esteri ha riferito oggi che il vice ministro Deng Li ha presentato «solenni rimostranze» per quella che ha definito «l’interferenza sfrenata negli affari interni della Cina». Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che l’incontro si è tenuto giovedì sera, ma non ha fornito informazioni sui Paesi partecipanti.

Cremlino: «Da Pechino azione legittima per sua sovranità»

Sul fronte diplomatico si registra anche la posizione di Mosca. «Provocazioni» come la visita di Nancy Pelosi a Taiwan «non avvengono senza conseguenze». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe. «La Cina sta adottando legittimamente un’azione per proteggere la sua sovranità», ha aggiunto, riferendosi alle manovre militari di Pechino.

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