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Taiwan, in Parlamento un progetto di legge contro i furti di tecnologia

L’isola dei microchip si attrezza a difendere il suo know how nel settore dei semiconduttori dalla concorrenza sleale delle aziende straniere

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Taiwan va all’attacco e accusa, in particolare, Pechino di condurre una guerra economica contro il settore tecnologico dell’isola sottraendo tecnologia e allettando gli ingegneri taiwanesi con contratti particolarmente favorevoli. In Parlamento un disegno di legge sostenuto dal Dipartimento della sicurezza punta a rafforzare la legislazione per impedire pratiche scorrette. Taiwan è ormai al centro della competizione globale per il suo valore aggiunto nel campo dei semiconduttori.

Taipei passa al contrattacco

Taiwan è la patria di un'industria dei semiconduttori, leader a livello mondiale dei microchip utlizzati in tutto, dai cacciabombardieri alle automobili, il che preoccupa non poco il Governo specie sul fronte dello spionaggio industriale e della guerra di talenti.

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Quattro legislatori taiwanesi del Partito Democratico Progressista al Governo hanno presentato una proposta per modificare la legge sui segreti commerciali per ampliare la portata di ciò che può essere considerato un segreto e rendere più severe le sanzioni.

In un rapporto al Parlamento sugli emendamenti proposti, l'Ufficio per la sicurezza nazionale di Taiwan ha puntato il dito contro la Cina per la maggior parte dei casi di spionaggio industriale da parte di forze straniere scoperti negli ultimi anni.

Hu Mu-yuan, vice capo dell'Ufficio per la sicurezza nazionale di Taiwan, ha espresso un ampio sostegno per la misura.“Finché è utile per la sicurezza e gli interessi del nostro paese, lo sosteniamo”. “Il furto orchestrato di tecnologia da altri Paesi rappresenta una grave minaccia per le democrazie”, ha detto. “L’obiettivo dell'infiltrazione nella nostra tecnologia non riguarda solo gli interessi economici, ma ha anche un'intenzione politica per rendere Taiwan sempre più debole”.

La fuga dall’isola degli ingegneri

Il ministero dell'Economia di Taiwan, nel suo rapporto, si è concentrato sul furto dei ”talenti taiwanesi per ottenere i segreti commerciali dell'industria nazionale e per danneggiare la competitività del Paese”.

Secondo Ho Hsin-chun, uno dei legislatori che ha proposto gli emendamenti, non c’è tempo da perdere. “L'infiltrazione della catena di approvvigionamento è ovunque”, ha detto in una audizione.

Non è chiaro a questo punto quando o se gli emendamenti potrebbero essere convertiti in legge e il ministero della Giustizia nella sua relazione ha suggerito un'ulteriore discussione sulla formulazione.

L'ufficio cinese per gli affari di Taiwan non ha rilasciato dichiarazioni.

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