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Takeda rilancia sull’Europa, allo studio l’offerta per Shire

di Stefano Carrer

Il logo di Takeda Pharmaceutical, a Tokyo (Reuters)

2' di lettura

Non capita spesso:una società rivela di avere mire su un’altra azienda a minore capitalizzazione, il cui valore si impenna alla notizia fino a superare ampiamente quello del gruppo potenzialmente acquirente. È successo ieri quando la giapponese Takeda ha annunciato di voler lanciare un takeover sulla Shire per dar vita a «un leader biofarmaceutico veramente globale e value-based». Le azioni del gruppo irlandese (che realizza circa due terzi dei ricavi negli Stati Uniti) hanno immediatamente guadagnato oltre il 20% raggiungendo un valore vicino ai 50 miliardi di dollari contro i 42 miliardi di capitalizzazione di Takeda.

A fine sessione della Borsa di Londra,il titolo Shire ha ridimensionato il balzo al 14%, dopo che il board ha confermato di non aver ancora avuto un approccio formale e quindi di non aver ancora iniziato un negoziato su una ipotesi che Takeda aveva definito allo stadio «preliminare e esplorativo».

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Le voci sull’arrivo di acquirenti, già diffuse da mesi, si erano intensificate nei giorni scorsi provocando fluttuazioni dei corsi di Borsa e inducendo il Takeover Panel britannico a far uscire allo scoperto Takeda con un vero e proprio ultimatum perché rivelasse le sue intenzioni. Così il gruppo ha citato parecchie ragioni per spiegare la logica di quella che sarebbe di gran lunga la più grande acquisizione della sua storia, ben superiore a quella da 13,7 miliardi di dollari della svizzera Nycomed nel 2011. In seguito la campagna acquisti era continuata, posizionando il gruppo tra gli operatori nipponici più decisi a internazionalizzarsi riducendo la dipendenza dal mercato domestico (che non offre particolari prospettive di crescita). L’anno scorso aveva conquistato l’americana Ariad Pharmaceuticals (specializzata nell’area oncologica)per 5,2 miliardi di dollari. Come accaduto spesso nei casi di acquisizioni all’estero effettuate dalla Corporate Japan, però, i prezzi pattuiti sono parsi alti a molti analisti.

Oggi il titolo potrebbe quindi soffrire alla Borsa di Tokyo, in vista della prospettiva di un accordo che si profila molto oneroso ( e probabilmente dovrà prendere una forma mista tra azioni e contanti ). La rinnovata aggressività di Takeda si inserisce nel continuo trend di consolidamento del settore farmaceutico e affini. La notizia arriva a un giorno di distanza dall’annuncio che GlaxoSmithKline pagherà a Novartis 13 miliardi di dollari per rilevare il 36,5% in una loro joint venture.

All’inizio di quest’anno era spiccata l’acquisizione di Bioverativ da parte di Sanofi per oltre 11,5 miliardi di dollari. La stessa Shire è stata al centro di varie possibili transazioni negli ultimi anni. Non aveva potuto essere acquisita da AbbVie 4 anni fa dopo che il Tesoro Usa ha posto ostacoli alla fusione per evitare elusioni fiscali. Il titolo Shire ha poi sofferto dopo l’acquisizione di Baxalta nel 2016 per 32 miliardi di dollari, tornando a renderla una preda attraente.

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