Private equity

Tamburi lancia il progetto Itaca: capitale fresco alle aziende in affanno

L'obiettivo è creare un partner per le imprese in difficoltà con alto potenziale. La dotazione iniziale potrebbe aggirarsi sui 500 milioni di euro

di Mar.Man.

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(IMAGOECONOMICA)

L'obiettivo è creare un partner per le imprese in difficoltà con alto potenziale. La dotazione iniziale potrebbe aggirarsi sui 500 milioni di euro


3' di lettura

L’obiettivo è quello di affiancare imprese che devono affrontare fasi di difficoltà, aiutandole a risolvere problematiche connesse con scelte strategiche e adeguati livelli di capitalizzazione. Situazioni complesse che, in tempi di Covid, si sono moltiplicate. Da qui la scelta di Gianni Tamburi, numero uno di Tamburi Investment Partners, insieme a un team di manager con esperienza in tale settore, di lanciarsi in un progetto nuovo sotto tanti punti di vista. Il target delle società prima di tutto, in difficoltà, ma anche il ruolo di Tip nel progetto dato che si muoverà in un team più allargato e in veste di socio di minoranza e non di maggioranza.

Obiettivo: creare un interlocutore per le aziende in difficoltà

L’operazione, battezzata progetto Itaca, punta a creare un interlocutore chiave per le aziende in difficoltà ma con alto potenziale di sviluppo, soprattutto alla luce della complessa situazione di crisi di liquidità generata nell’ultimo anno dalla pandemia Covid 19. Il progetto nasce da TIP - Tamburi Investment Partners e da tre partner di elevato profilo: Sergio Iasi, Angelo Catapano e Massimo Lucchini, che hanno deciso di mettere a fattor comune le rispettive esperienze e network per dare vita ad Itaca Equity. Tale veicolo sarà adeguatamente capitalizzato, capace di mobilitare risorse finanziarie rilevanti ed in grado di in situazioni complesse.

«In Italia il capitale di rischio per aziende in situazioni di forte stress è stato sempre presidiato da operatori internazionali. Da tempo riflettevo su quanto spazio ci fosse in questo mercato, valutazioni che si sono rafforzate a seguito della pandemia», spiega Gianni Tamburi a Il Sole24 Ore. «Nell’ultimo anno si sono moltiplicate le aziende sane che hanno bisogno di soldi per proseguire nei loro piani di sviluppo, che hanno bisogno di un interlocutore che metta equity».

Da qui la scelta di coinvolgere un team con forte esperienza in questo campo: Iasi è stato Senior Partner ed ad nel settore del restructuring industriale e finanziario in società, quotate e non, tra cui Prelios, Trevi ed Officine Maccaferri; Catapano, esperto di M&A e consulenza è socio di Long Term Partners, e infine Lucchini, che negli ultimi 10 anni ha ricoperto in Unicredit la posizione come responsabile dell’unità restructuring Italy.

L’ipotesi: 500 milioni per la nuova iniziativa

«Servono le persone giuste per gestire situazioni così complesse e sono convinto che il team che abbiamo creato abbia esperienza e capacità in questo particolare settore», sottolinea Tamburi preannunciando che i capitali che saranno dedicati a questa iniziativa potrebbero anche superare 500 milioni. In funzione delle adesioni che perverranno dai family office, TIP ha previsto di dedicare al progetto Itaca tra i 50 e i 100 milioni. Ma è altrettanto vero che intorno a Tip ci sono un centinaio di famiglie imprenditoriali che hanno investito nei diversi dossier via via presentati da Tamburi, ottenendo ritorni molto importanti.

«Nei prossimi giorni costituiremo due società. Una tra Tip e i manager azionisti, Itaca Equity, per poi avviare la raccolta e dar vita a Itaca equity holding dove Tip sarà un investitore diretto». A quel punto il progetta Itaca potrà partire: «Finora le aziende in crisi di liquidità sono riuscite a sfruttare strumenti come i prestiti garantiti da Sace. Ma è anche vero che tra 12, 24 mesi quei finanziamenti dovranno essere rimborsati. A quel punto è evidente che la ricerca dell’equity diventerà una priorità per le medie grandi aziende italiane, anche per restituire i prestiti ottenuti».

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