L’inchiesta anticipata dal wall street journal

Tangenti a Uber, prima grana per il nuovo ceo. Quotazione in 18/36 mesi

(REUTERS)

2' di lettura

L’elenco delle sfide per il nuovo ceo di Uber, Dara Khosrowshahi, si allunga. Oltre al consiglio di amministrazione spaccato, all’ex numero uno Travis Kalanich che vuole ancora avere un ruolo centrale nella società e alla danneggiata reputazione del gruppo a causa dell’ondata di scandali dai quali è stato travolto, ora spuntano anche le indagini delle autorità americane su possibili tangenti a funzionari pubblici stranieri. Nella «lunga» lista c’è anche lo sbarco in Borsa e la nomina della sua squadra: punti, questi, sui quali Khosrowshahi si è espresso incontrando i dipendenti di Uber.

La quotazione - ha detto Khosrowshahi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all’incontro - potrebbe avvenire in 18-36 mesi, anche se non è una scadenza fissa. Sulla su squadra a Uber, Khosrowshahi sembra essere intenzionato a strappare a Expedia anche il suo chief financial officer, Mark Okerstrom.

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Le indiscrezioni del Wall Street Journal sull’inchiesta preliminare del Dipartimento di Giustizia è una doccia fredda per il nuovo amministratore delegato appena entrato in carica con l’obiettivo di rilanciare la società da mesi piegata da scandali, che hanno alla fine portato alle dimissioni del fondatore e a.d. Kalanich.

Proprio Kalanich, che siede in consiglio di amministrazione ed è impegnato in un’azione legale con altri consiglieri-azionisti, è uno dei maggiori nodi da sciogliere per Khosrowshahi. Figura controversa e salita alle cronache anche per i suoi scatti di ira, il più «famoso» contro uno degli autisti di Uber, Kalanich vuole restare impegnato nella società che ha fondato, spaccando il cda.

Khosrowshahi, nelle sue prime interviste pubbliche, smorza i timori su una possibile guerra con Kalanich: «Continuerà a essere coinvolto. Ritengo che fra di noi ci sia rispetto», dice.

Eppure Kalanich è stato uno dei motivi per cui Meg Whitman, l'amministratore delegato di Hewlett-Packard, non e' diventata numero uno di Uber: il nome di Whitman era in pole position fino a domenica scorsa ma la mancanza di un’intesa con il cda sul futuro ruolo di Kalanich ha fatto naufragare la nomina e spinto i consiglieri a optare all’unanimità per Khosrowshahi. Uber è «l’occasione di una vita. È una società che sta ridisegnando il trasporto globale. Essere parte di questa storia è un privilegio», spiega Khosrowshahi, dicendosi pronto a «sporcarsi le mani» per «fare cose a cui si guarderà poi con soddisfazione».

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