industria nautica

Tankoa Yachts pronta a investire 15 milioni per rilevare Cantieri di Pisa

La genovese Tankoa Yachts ha avviato la due diligence con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro maggio

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La genovese Tankoa Yachts ha avviato la due diligence con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro maggio


2' di lettura

Come spesso avviene nelle fasi di crisi, chi ha le spalle larghe accelera per assicurarsi nuove quote di mercato. È il caso del cantiere genovese Tankoa, produttore di yacht a motore da 45 metri in su, controllato da Guido Orsi e guidato da un manager esperto del settore come Vincenzo Poerio, che ha appena firmato una lettera d’intenti per acquisire Cantieri di Pisa, nome glorioso della nautica italiana da tempo in difficoltà.

Il cantiere pisano, con sede nel canale dei Navicelli, negli ultimi dieci anni è passato dai soci fondatori Sostegni e Bini a Baglietto, poi a Mondomarine e, dopo il fallimento, nel 2018 è finito alla Sea Finance del gruppo monegasco Yotha (che lo acquisì dal curatore per 2,6 milioni): sempre con obiettivi di rilancio, sempre disattesi.

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Ora Tankoa Yachts, 28 milioni di ricavi nel 2019 confermati nel 2020 e forti ambizioni di crescita, ha avviato la due diligence con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro maggio. «Siamo pronti a investire tra i 13 e i 15 milioni – annuncia Poerio – per acquisire il cantiere pisano e ristrutturarlo destinando una parte dei capannoni a Tankoa, e il resto alla costruzione di barche tra i 30 e i 45 metri col brand Cantieri di Pisa».

In questo modo il gruppo genovese, in cui è entrata la seconda generazione rappresentata dai figli di Guido Orsi, Eva e Guido junior, punta all’allargamento della gamma nel settore dei maxiyacht in cui l’Italia è leader, con l’obiettivo di salire a 100-110 milioni di fatturato entro pochi anni.

«La conclusione dell’operazione è legata al rinnovo delle concessioni per almeno vent’anni», precisa Poerio. È per questo che il manager, da dieci mesi in Tankoa dopo essere stato per 25 anni alla guida del colosso Azimut-Benetti, nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco di Pisa, Michele Conti, che si è impegnato a sciogliere il nodo delle concessioni per salvare un’azienda storica, posti di lavoro e dare impulso allo sviluppo. «L’aspirazione della città è diventare sempre più un polo strategico per la grande nautica», ha detto il sindaco.

L’acquisizione di Tankoa avrà per oggetto la concessione demaniale e il marchio Cantieri di Pisa, più il reintegro progressivo dei 22 dipendenti, da tempo in cassa integrazione visto che l’attività è ferma. Cantieri di Pisa, nato nel 1945 a Limite sull’Arno, è diventato famoso negli anni Sessanta grazie alla collaborazione con Tommaso Spadolini che progettò la linea di yacht Akhir, diventata un’icona.

Se Cantieri di Pisa si avvicina al salvataggio, resta invece appeso a un filo il destino di Perini Navi, il cantiere di Viareggio altro glorioso nome della nautica in questo caso a vela, che si è impegnato col tribunale a presentare (ex art. 182 bis) un piano di ristrutturazione dei debiti per evitare il fallimento. Il termine per farlo, già prorogato, scadrà domani, 15 gennaio.

La proprietà, la famiglia veneta Tabacchi, sta trattando col fondo Blue Skye che dovrebbe fare ingresso nel capitale per attuare un piano che prevede la vendita del cantiere turco di Perini Navi, l’abbandono del segmento motore, lo sviluppo delle attività di refit nel cantiere di La Spezia e la riduzione dei costi.

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