vino e foodtech

Tannico, nell’e-commerce il business cresce del 40%. E ora le enoteche fisiche

L’azienda nata nel 2013 oggi consegna 1,5 milioni di bottiglie l'anno a 100mila clienti, con un fatturato che ha superato i 20 milioni

di Gianni Rusconi

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Marco Magnocavallo nel 2013 ha ideato e fondato Tannico, sito di e-commerce dedicato al vino

L’azienda nata nel 2013 oggi consegna 1,5 milioni di bottiglie l'anno a 100mila clienti, con un fatturato che ha superato i 20 milioni


3' di lettura

È la più grande enoteca di vini italiani, con oltre 14mila etichette provenienti da 2.500 cantine, facilmente ordinabili con pochi click di mouse o pochi tocchi sullo schermo dello smartphone. E questo perché Tannico non è una classica enoteca ma un sito di e-commerce che nel 2019 ha venduto e spedito in tutto il mondo oltre un milione e mezzo di bottiglie a più di 100mila clienti, garantendo loro consegne entro le 24 ore in tutta Italia (in giornata a Milano) e in due settimane negli Stati Uniti.

Numeri da capogiro per un’azienda, nata nel 2013 per intuizione di Marco Magnocavallo (imprenditore seriale e grande esperto di digitale), che nel settore del foodtech italiano svetta quanto a finanziamenti raccolti (circa 8,5 milioni di euro fra investitori privati e fondi di venture capital) e che ha saputo massimizzare la propensione dei consumatori agli acquisti da dispositivo mobile, con il 40% del fatturato proveniente da questo canale rispetto al 20% di tre anni fa. A proposito di fatturato: nel 2016 i ricavi avevano raggiunto quota 6,8 milioni di euro, a fine dicembre scorso le vendite sono cresciute su base annua del 36% a 20,3 milioni di euro anche grazie alla spinta del business internazionale, che rappresenta il 10% del totale e che nel 2019 è aumentato del 40%.

Non c'è una ricetta magica dietro il boom di Tannico ma, come ha spiegato Magnocavallo al Sole24ore, «un mix di varie componenti che vanno dall’assortimento del catalogo alla disponibilità del prodotto a magazzino, dal posizionamento alle attività di branding e comunicazione, dall’efficienza del servizio di consegna al customer care attivo 24hx7 giorni».

E non è una questione di costi. «Non vogliamo diventare un discount del vino di qualità e non lottiamo, già da diversi anni, sul prezzo di listino», assicura infatti il fondatore di Tannico, ammettendo come la società non sia oggi ancora sostenibile dal punto di vista economico, con perdite comunque in linea con quelle previste dal piano industriale e con un punto di pareggio sempre più vicino.

Per continuare a crescere, la strategia della (ormai ex) startup rifiuta dunque l’approccio del marketplace “low cost”, ma scommette sulla continua evoluzione del proprio modello di business. Da una parte un catalogo che viene arricchito da servizi a valore aggiunto come il personal sommelier a disposizione degli utenti o i corsi dedicati al mondo del vino della Tannico Flying School (che ha registrato il tutto esaurito fino a marzo a Milano e a Roma) e dall'altra le iniziative, in fase di forte sviluppo, in ambito B2B.

Parliamo in particolare della WinePlatform, nata per supportare sul piano tecnologico e logistico le case vinicole (l'iPad per gli acquisti effettuati presso la cantina, l'e-shop, il sistema di spedizione) nella vendita dei propri prodotti, e di Tannico.biz, un canale preferenziale per gli operatori dell'hospitality (ristoranti, enoteche e catene di hotel) che abbina al catalogo delle bottiglie una serie di servizi di consulenza come l'analisi della domanda su base geografica o il supporto per la composizione delle carte dei vini da presentare al tavolo.

E poi c’è la vera grande novità di Tannico per il 2020: l'ingresso nel mondo del retail fisico e l’apertura di due enoteche. «A inizio aprile – conferma Magnocavallo – apriremo due spazi a Milano, uno nell’ambito di un grande progetto già annunciato (il Mercato Centrale all’interno della stazione ferroviaria, ndr) e il secondo un winebar in via Savona.

Spazi in cui proporremo il nostro assortimento e le nostre iniziative, come le serate di degustazione Master Experience, rispettando sempre e comunque la nostra filosofia legata al vino». E cioè quella di raccontarlo con un linguaggio nuovo e accessibile a tutti, divertendosi.

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