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Tanning: la Fondazione lavora al catalogo ragionato

Dopo la morte nel 2012 l’stituzione statunitense gestisce il lascito, ne parla l’Executive Director Pamela S. Johnson

di Elena Giordani *


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Dorothea Tanning, Eine Kleine Nachtmusik, 1943

4' di lettura

Dal 24 gennaio e fino al 21 marzo «Dorothea Tanning: worlds in collision» alla Alison Jacques Gallery di Londra propone un focus sul corpo poco esposto di opere tardive dal 1981 al 1989 dell’artista americana, per la prima volta proposte nel Regno Unito. La mostra coincide con la pubblicazione della monografia «Dorothea Tanning: Transformations» di Victoria Carruthers, Senior Lecturer in storia e teoria dell'arte moderna e contemporanea alla Australian Catholic University di Sydney, edita da Lund Humphries a gennaio. Ancora, il nuovo catalogo «Max Ernst – D-paintings – Zeitreise der Liebe» appena pubblicato dal Max Ernst Museum Brühl in coincidenza con la mostra fino al 22 marzo celebrano una serie di dipinti creati da Ernst dal momento in cui conobbe Dorothea Tanning nel 1942 fino alla sua morte nel 1976. Ogni anno Ernst dava a Tanning un'opera per il suo compleanno, nascondendo quasi sempre la lettera D per Dorothea. Jürgen Pech esamina tutti e 36 i “dipinti a D” insieme a importanti opere contemporanee di Tanning e numerose fotografie, lettere e altri documenti in una doppia biografia completamente illustrata che ritrae la loro straordinaria storia d'amore.

Dorothea Tanning, Temptation of Saint Anthony, 1945

Da più di vent'anni la Dorothea Tanning Foundation di New York, nata su volontà stessa dell'artista statunitense, è impegnata nel preservare e diffondere l'eredità culturale della Tanning (Galesburg 1910 – New York 2012), attraverso un archivio documentaristico e la stesura in corso di un catalogo ragionato che abbracci l'intera produzione artistica dell’artista. P amela S. Johnson, executive director della Dorothea Tanning Foundation, ci ha spiegato come è nata la fondazione, di cosa si occupa e del rapporto con il mercato.
Dorothea Tanning non ha mai amato definirsi una “artista donna surrealista” e non sentiva nessuna affinità con il movimento. Come mai partecipò alla mostra “The Exhibition by 31 women” di Peggy Guggenheim al 30 West 57th Street di Manhattan nel 1943?
Dorothea Tanning partecipò alla mostra “Exhibition by 31 women” nell'Art of This Century a New York nel 1943. All'epoca era un'artista emergente di 32 anni che si sosteneva lavorando come illustratrice freelance per pubblicità di moda e di grandi magazzini. La mostra fu una grande opportunità per lei, che accolse senza esitazioni. Con il graduale riconoscimento della sua arte, apprezzava essere inclusa in mostre collettive di donne e uomini surrealisti. È solo tra gli anni '70 e '80, quando si rafforzò un interesse per le mostre di artiste sottostimate, che Dorothea sviluppò la sua riluttanza ad essere categorizzata dal genere. Non sentiva affinità con le altre artiste raggruppate in queste mostre, e anche se rispettava le artiste femministe, non si considerava una di esse. Dorothea riteneva che confrontare la sua produzione con quella di altre artiste portava a una lettura errata del suo immaginario e delle sue intenzioni.

Tanning, A Mrs. Radcliffe Called Today, 1944

Qual è l'andamento del mercato dopo la sua morte?
Sta andando molto bene. C'è un crescente interesse nei suoi ultimi lavori, e molti pezzi che erano in collezioni private sono stati proposti sul mercato. Le gallerie principali che rappresentano la produzione di Dorothea sono Alison Jacques Gallery di Londra; Gallery Wendi Norris di San Francisco; e Gallery of Surrealism di New York, che si occupa principalmente di stampe.

Fotografia per Dorothea Tanning Foundation: Dorothea Tanning nel suo studio, Huismes, France, 1959, Alexander Liberman Photography Archive, The Getty Research Institute. Fonte. www.dorotheatanning.org. Il quadro presente in foto è: Death and Maiden, 1953, oil on canvas

Quando nasce la Fondazione?
La Dorothea Tanning Foundation è nata nel 1996. L'artista, all'epoca 86enne, voleva promuovere la creazione di un archivio prima della sua morte. Quando la sua eredità è stata sistemata dopo la sua morte nel 2012, creammo una seconda fondazione, la Destina Foundation, che lavora in collaborazione con la Dorothea Tanning Foundation per diffondere il patrimonio ricevuto dalla sua eredità.

Chi ha fondato la Dorothea Tanning Foundation e chi se ne occupa oggi?
Dorothea ha supervisionato la nascita della fondazione con il suo avvocato, insieme ad un consiglio formato da amici, familiari e professionisti del mondo dell'arte. Alcuni fanno ancora parte dell'attuale consiglio. Le due fondazioni hanno lo stesso gruppo direttivo.

Max Ernst e Dorothea Tanning mostra «Max Ernst – D-paintings – Zeitreise der Liebe» al Max Ernst Museum Brühl

Quali sono le principali attività che svolge la Fondazione?
La Dorothea Tanning Foundation gestisce l'archivio dell'artista, fa ricerca e formazione e mantiene aggiornato il sito web dedicato al suo lavoro.

In Fondazione è presente una commissione che autentica le opere dell'artista?
Generalmente noi non autentichiamo opere. Quando la richiesta ci viene da case d'asta, possiamo dare una conferma se abbiamo documenti relativi, derivanti prevalentemente dall'archivio dell'artista.

Ricevete molte richieste di autenticazione?
Le principali case d'asta tendono a rivolgersi a noi; a volte anche altri interessati.

In che modo raccogliete le informazioni necessarie per la stesura del catalogo ragionato?
Ci basiamo sulla documentazione dell'artista, integrata da ricerche successive.

State lavorando al catalogo ragionato, come procede la sua realizzazione?
Lentamente.

Qual è il rapporto della Fondazione con la famiglia dell'artista?
Dorothea Tanning non aveva figli, solamente quattro nipoti. Una di queste nipoti fu particolarmente vicina all'artista ed ora è membro del consiglio direttivo di entrambe le fondazioni.

Qual è, invece, il rapporto con i musei che possiedono opere di Tanning nella loro collezione e con le case d'asta e le gallerie che le vendono?
La fondazione sostiene musei, case d'asta e gallerie con le informazioni e la cooperazione che è in grado di dare. Lavoriamo a stretto contatto con la Alison Jacques Gallery di Londra, che ha venduto molte opere a collezioni private.

Qual è la relazione della Fondazione con i collezionisti?
Dipende. C'è una grande varietà di collezionisti di Dorothea, partendo dai suoi grandi amici fino a coloro che preferiscono rimanere privati e anonimi.

Sono in molti a rivolgersi alla Fondazione per un aiuto nella vendita o acquisto di opere dell'artista?
Solitamente le richieste di informazioni riguardano la provenienza, la storia espositiva, ecc. Non entriamo nel merito delle vendite. Li indirizziamo verso le gallerie che lavorano più strettamente con le opere dell'artista.

La Fondazione stessa possiede opere di Dorothea Tanning?
La Dorothea Tanning Foundation possiede le opere facenti parte dell'eredità dell'artista. Come Fondazione le stiamo gradualmente vendendo, destinandone alcune ai musei.

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