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Tanta voglia di compare arte: la carica dei collezionisti

Nonostante la crisi economica, il report ArtBasel Ubs conferma la capacità di spesa e la voglia di arricchire la propria collezione. È cresciuto il commercio transfrontaliero di arte: +41% le importazioni e +38% le esportazioni

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

Antonio Henrique Amaral, Pressões, repressões, 1976, Courtesy Casa Triângulo

6' di lettura

Il Covid e la ripresa delle attività in presenza nel 2021 e nel 2022 hanno paradossalmente dato la spinta al collezionismo d’arte. Lo rivela l’indagine sul collezionismo internazionale «A Survey of Global Collecting» realizzata in questi mesi da Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, per Art Basel attraverso un sondaggio su oltre 2.700 collezionisti in 11 mercati globali chiave, condotto in collaborazione con Ubs. E la conferma giunge in tempo reale dall’affluenza ad Artissima dove negli stand delle 174 gallerie, sin dalle prime ore dell’inaugurazione della fiera torinese, i collezionisti si sono mostrati curiosi e si è registrato qualche primo acquisto, come dalla gallerista iraniana Ab-Anbar che ha venduto tre opere dell’americano Douglas Abdell in un range di prezzo tra 35-75mila sterline. Una di Piacenza ha venduto nelle prime ore della fiera la serie sui tramonti in ceramica di Vasilis Papageorgiou a 3.000 euro l'uno più Iva. Ciaccia Levi ha messo a segno la prima vendita nota a un’istituzione: l’«Autoritratto su menta», 2020 di Francesco Gennari è stato acquistato dalla Fondazione Crt.

Tornando al rapporto ArtBasel viene delineata la composizione delle collezioni e come il commercio internazionale di arte transfrontaliera, dopo una significativa crisi prodotta dalla pandemia nel 2020, abbia registrato una forte ripresa nel 2021 e nell’anno in corso. Le importazioni di arte e antiquariato sono aumentate del 41% dal 2020 al 2021 e le esportazioni sono aumentate del 38%, con una indicazione sulla prima metà del 2022 di continui incrementi a due cifre. Se la crescita proseguirà di pari passo nella seconda metà del 2022, il commercio transfrontaliero potrebbe raggiungere livelli record nei maggiori mercati dell’arte.

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La composizione della collezione

I collezionisti HNW hanno una selezione equilibrata di opere di artisti viventi e deceduti, con una media del 53% di opere di artisti viventi e del 47% di artisti deceduti e anche il mix è equilibrato tra le opere di artisti emergenti, artisti a metà carriera e affermati e di alto livello. Nel 2022, invece di espandersi, la quota di opere di artisti locali conservate nelle collezioni è leggermente diminuita. Il genere è ancora sbilanciato sugli artisti: 58% rispetto al 42% delle artiste, tuttavia la quota di opere di artiste presenti nelle collezioni è aumentata nel tempo. Poco meno della metà (49%) degli oggetti nelle collezioni nel 2022 sono dipinti, sculture e opere su carta, mentre il 15% è arte digitale, di cui il 9% con un Nft associato.
La spesa dei collezionisti HNW nella prima metà dell’anno e pianificata fino alla fine del 2022 indica una forte fiducia nel mercato e un’intenzione di acquisto significativa. La spesa risulta aumentata in tutti i mercati, con i livelli più alti nella prima metà del 2022 in Francia, Cina continentale e Hong Kong. In tutti i mercati la spesa mediana nei primi sei mesi dell’anno è di 180.000 $, superiore all’intero anno nel 2021 (164.000 $), con entrambe le medie superiori nel 2019 pre-pandemia (a 100.000 $). Le intenzioni nel resto dell’anno sono di una maggiore spesa, il che potrebbe spingere la spesa mediana per l’intero anno a più del doppio del livello del 2021. Oltre ad acquistare di più, i collezionisti HNW acquistano anche a prezzi più alti, con una quota di acquisti regolari di opere per un prezzo di oltre 1 milione di $, raddoppiando dal 12% nel 2021 al 23% nel 2022.

Dove comprano le opere?

Per il 93% degli intervistati i canali sono galleria o dealer, direttamente, online o tramite una fiera. Hanno speso di più attraverso i galleristi, rappresentando il 45% della loro spesa del 2022, di cui il 13% direttamente in galleria, il 15% tramite gli operatori in fiere, il 10% tramite piattaforme online e il 7% per telefono o e-mail.

Nelle fiere d’arte tornate in presenza il 74% dei collezionisti ha acquistato contro il 54% nel 2021, inclusi gli acquisti di persona e su OVR. La spesa online continua a crescere nonostante la ripresa di eventi e fiere in presenza e il 95% dei collezionisti ha acquistato opere senza prima vederle di persona, con poco più della metà (51%) che lo ha fatto regolarmente. Tuittavia dealer e gallerie sono la prima preferenza per la maggior parte dei collezionisti HNW quando si tratta di acquistare opere, di cui il 42% preferirebbe farlo di persona (in calo rispetto al 57% nel 2020), il 37% online (in aumento dell’8% rispetto al 2020), rivelando un aumento della preferenza dell’acquisto diretto. Mentre il 95% degli intervistati ha acquistato opere senza prima vederle di persona, tuttavia quasi tutti i collezionisti (93%) pensano che sia importante (42%) o molto importante (51%) vedere un’opera fisicamente prima dell’acquisto; fiducia nel venditore, familiarità con l’artista, prezzo e mezzo dell’opera diventano fattori decisivi.

I collezionisti che hanno comprato dalle gallerie hanno accresciuto il numero medio degli operatori aumentato da 13 nel 2019 a 16 nel 2022. Non c’è stato alcun evidente spostamento su larga scala verso le gallerie locali, pur nel bilanciamento di acquisti all’interno e al di fuori della loro regione, le gallerie locali hanno perso il 4% rispetto al 2019.

Il numero di eventi a cui hanno partecipato i collezionisti è rimasto costantemente inferiore al 2019 con un leggero spostamento verso eventi più locali. I collezionisti hanno partecipato a una media di 41 eventi legati all’arte nel 2019, scesi nel 2022 a 37 (compresi quelli già frequentati e programmati per il resto dell’anno).

Proiezioni future

Nei prossimi 12 mesi la maggioranza dei collezionisti (77%) desidera viaggiare di più per eventi internazionali legati all’arte. Chi ha programmato di viaggiare di meno, lo ha fatto solo per ridurre i rischi del Covid-19 (83%), mentre il 63% ritiene che è importante o molto importante per ridurre la propria impronta di carbonio.
Nonostante le persistenti incertezze sulla pandemia, l’inflazione, la recessione e la guerra e l’anelata pace nel mondo, la maggior parte dei collezionisti intervistati (78%) è ottimista sulla performance del mercato mondiale dell’arte nei prossimi sei mesi. La maggior parte (55%) prevede di acquistare ancora arte, con un aumento del 2% rispetto al 2021, mentre il 39% prevede di vendere opere delle proprie collezioni nei prossimi 12 mesi.

La pandemia sembra anche aver incoraggiato le donazioni filantropiche tra alcuni collezionisti, con il 45% che intende donare opere a un museo nei prossimi 12 mesi, rispetto al 29% nel 2020 e al 43% nel 2021. Le principali preoccupazioni sullo stato attuale del mercato dell’arte sono i crerscenti requisiti di regolamentazione e di richiesta di identificazione, i crescenti problemi legali e le barriere al commercio internazionale.

È ben presente anche il problema dell’impatto ambientale: l’indagine mostra una crescente consapevolezza dell’importanza delle opzioni sostenibili nell’acquisto di opere e nella gestione delle collezioni (dal 62% dei collezionisti che considerava queste opzioni nel 2019 al 77% nel 2022). Quasi tutti i collezionisti (98%) sono disposti a pagare un premio del 5% per la sostenibilità, mentre il 57% degli intervistati ha risposto che pagherebbe fino al 25% in più.

«Il commercio di arte oltre i confini nazionali è fondamentale per la salute del mercato, ma è anche un importante mezzo di comunicazione e comprensione interculturale» spiega Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics. «L’impegno costante dei collezionisti HNW nel mercato dell’arte ha sostenuto la ripresa delle importazioni, delle esportazioni e delle vendite interne nel 2021 e nel 2022. I collezionisti sono più consapevoli della sostenibilità della loro azione legata ad eventi e ad una forte mobilità. Bilanciare le esternalità negative associate ai viaggi internazionali e il desiderio di condividere le esperienze di persona – che rimangono parte integrante dei loro piani nel 2022 – è uno dei maggiori problemi con cui il mondo dell’arte dovrà continuare a confrontarsi in futuro».

«Sebbene il mercato globale dell’arte non sia immune dalle continue incertezze sociopolitiche ed economiche, il sondaggio di Clare dimostra che i collezionisti mantengono una visione positiva del mercato e intendono spendere di più per l’arte» dichiara M arc Spiegler, Global Director in uscita di Art Basel. «Mentre i collezionisti sono più selettivi nel partecipare a eventi artistici, vedere l’arte di persona continua ad essere importante per la maggior parte dei collezionisti. Tuttavia, l’acquisto online è cresciuto in determinati segmenti di mercato, stabilizzando piuttosto che ridimensionando l’impennata digitale catalizzata dalla pandemia».

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