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Taormina, Villa Sant'Andrea compie 100 anni

La villa di gusto inglese affacciata sulla baia di Mazzarò, immersa in giardini subtropicali, è riuscita a mantenere l'atmosfera placida ed elegante di una dimora privata offrendo una proposta gastronomica netta nei sapori e rispettosa della tradizione

di Fernanda Roggero


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2' di lettura

Se il Timeo è da sempre la destinazione di culto a Taormina - vista mozzafiato sulla baia, a portata d'orecchio di suoni e musiche che animano il Teatro greco, servizio efficiente e raffinato firmato Belmond, una cucina intelligente e creativa, rispettosa degli ingredienti locali, portata avanti con passione da Roberto Toro - l'altro gioiello della catena alberghiera, pieds dans l'eau, Villa Sant'Andrea, è altrettanto indimenticabile.

Una villa di gusto inglese affacciata sulla baia di Mazzarò, immersa in giardini subtropicali, che è riuscita a mantenere l'atmosfera placida ed elegante di una dimora privata. Settantuno camere e suite con terrazze allungate sul mare in cui sembra ancora di percepire i conversari domestici della famiglia Trewhella: cinque generazioni che hanno assistito alla trasformazione della villa da buen ritiro sofisticato a luogo di ospitalità. Dal 2000 entrato a far parte della galassia Belmond.
Quest'anno la villa festeggia il centenario. 100 anni ottimamente portati.

Una storia centenaria
La storia della struttura ha inizio intorno al 1850, quando Robert Trewhella, ingegnere inglese originario della Cornovaglia, arrivò in Italia per contribuire allo sviluppo delle infrastrutture del Paese, costruendo anche la ferrovia Circumetnea, la linea ferrata che ancora costeggia la base dell'Etna.
Innamoratosi di Taormina, iniziò a costruire come residenza estiva una elegante villa affacciata sulla spiaggia, completata nel 1919 dal figlio Alfred, che la chiamò come il Capo Sant'Andrea della Baia di Mazzarò. Negli anni Venti i Trewhella ampliarono la villa, aggiungendo un giardino terrazzato con piante e flora mediterranea e arricchendo la casa con pezzi d'antiquariato e dipinti. Con l'arrivo della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia fece ritorno in Inghilterra e la villa fu requisita dagli ufficiali tedeschi, ma, per un caso del destino, con lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943 e grazie ad Ivor Manley, sposato con la figlia di Trewhella e generale dell'esercito inglese, Villa Sant'Andrea tornò ai legittimi proprietari.

I 100 anni di Villa Sant'Andrea a Taormina

I 100 anni di Villa Sant'Andrea a Taormina

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Venne a quel punto trasformata in albergo e fu ereditata dal nipote di Alfred Trewhella, Richard Manley, primo direttore della struttura ricettiva. Dagli anni '60 in poi, l'hotel divenne un rifugio elitario, attirando l'alta società siciliana, oltre a volti noti da oltreoceano. Tutti i divi che partecipavano al Taormina Film Festival, da Burt Lancaster a Richard Burton, Elizabeth Taylor, Francis Ford Coppola, Al Pacino e Robert De Niro.

Menù tradizionale alleggerito e aperitivo in terrazza
Oggi un motivo in più per visitare la villa è la proposta gastronomica del ristorante Oliviero, dove lo chef Agostino D'Angelo offre una cucina netta nei sapori e rispettosa della tradizione, seppur alleggerita dalle tecniche apprese durante le plurime esperienze estere del cuoco. Cous cous di pesce alla trapanese con mandorle tostate e pomodori canditi, involtini di pesce spada con foglie di alloro, fette di arancia e spinaci, astice e cantalupo con bottarga di tonno e salsa al frutto della passione, carre d'agnello in crosta di mandorle, solo per citare alcuni piatti.
Imperdibile l'aperitivo in terrazza al tramonto. Un'oasi di pace immersi nella bellezza, che ha fatto di questo angolo di Sicilia una destinazione d'obbligo già prima dei gloriosi tempi del Grand Tour.

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