IL GASDOTTO PUGLIESE

Tap, Conte: «Si deve fare, non ci sono illegittimità». La base del M5S in rivolta nel Salento


Odissea Tap, fra ricorsi legali e proteste

4' di lettura

Arriva il parere dei tecnici del ministero dell’Ambiente sul Tap, il contestato gasdotto che porterà in Italia, in Puglia, il gas dell’Azerbaijan. Ed è positivo. «In data odierna ho trasmesso al premier Giuseppe Conte le valutazioni di legittimità svolte dal Ministero dell’Ambiente sulla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dallo scorso governo sul progetto Tap... Anche nei punti contestati non sono emersi profili di illegittimità, indipendentemente dal merito, in quanto la Commissione Via - unico soggetto titolato a pronunciarsi - ha ritenuto ottemperate le prescrizioni». Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in un comunicato.

Conte ai sindaci: «Il Tap si deve fare»
A stretto giro è arrivato anche il via libera politico, direttamente dal premier Giuseppe Conte, che si è rivolto così ai sindaci pugliesi: «Il Tap si deve fare, non ci sono illegittimità. È il momento di fare scelte e metterci la faccia». Tanto più che un’interruzione dell’opera comporterebbe costi insostenibili. «Abbiamo effettuato un'analisi costi-benefici, abbiamo dialogato con il territorio, abbiamo ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali», prosegue il capo del governo in una nota sull’esito della vicenda Tap, e «ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere».

Levata di scudi No Tap
La notizia del via libera al contestatissimo gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto con l'acronimo inglese di Tap, Trans-Adriatic Pipeline) scatena la reazione indignata dei militanti pentastellati e degli attivisti contrari alle grandi opere, pugliesi ma non solo. «Una perdita di tempo, una presa in giro per calmare gli animi», attacca Gianluca Maggiore, leader del movimento No Tap. «È chiaro - dice - che la nostra battaglia continuerà, come è chiaro che tutti i portavoce locali del M5S che hanno fatto campagna elettorale qui e che sono diventati addirittura ministri grazie ai voti del popolo del movimento No Tap, si devono dimettere adesso» . Non fa sconti al governo nemmeno Marco Potì, sindaco di Melendugno, il Comune pugliese punto di approdo in Italia dell’infrastruttura. «Conte con questo atteggiamento avalla quella che sarà una follia ingegneristica e la distruzione di un intero territorio. Nel Salento se lo ricorderanno bene».

Le critiche dell’opposizione
Critiche al premier e alla maggioranza arrivano naturalmente anche dall’opposizione. Su Twitter, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali evidenzia le contraddizioni dell’Esecutivo: «Prima Si Tav, poi Si GrandiNavi, ed ora arriva il Si Tap: cari elettori del M5S, questo non è il governo del cambiamento. È il governo delle costose ed inutili grandi opere e delle promesse elettorali mancate, è il governo della Lega... davvero complimenti !! #Puglia». Per la viceprensidente della Camera Mara Carfagna, di Forza Italia, «i Cinquestelle hanno preso in giro i cittadini pugliesi alimentando false illusioni e fatto perdere tempo a tutto il Paese. Sono tutti coinvolti: il premier Giuseppe Conte che si è prestato ad una pantomima dopo avere promesso alla Casa Bianca che avrebbe autorizzato il gasdotto» e il vice premier Luigi Di Maio «che parlava di un'opera “non strategica”».

Stop dai costi insostenibili
Ma la rabbia dei militanti anti-Tap si scontra con i toni ufficiali della comunicazione di Palazzo Chigi, che non lascia spiragli allipotesi di un ripensamento in extremis. Gli accordi chiusi in passato, sottolinea infatti il premier in un altro passaggio del comunicato, «ci conducono a una strada senza via di uscita. Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell'opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica».

Iter autorizzativo lungo e approfondito
Tornando al parere del ministero, «il lavoro - si legge nella nota - è durato ininterrottamente per più giorni, durante i quali sono state esaminate oltre mille pagine di documenti e c’é stata anche una nuova interlocuzione con Ispra su alcuni aspetti delle varie fasi della procedura. È bene sottolineare - prosegue Costa - che parliamo di un procedimento già autorizzato e concluso nel 2014, su cui si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 1392 del 27 marzo 2017 confermandone definitivamente la legittimità. Tuttavia, come è stato detto, abbiamo ascoltato tutte le osservazioni provenienti dal territorio, sia dai portavoce del Movimento 5 Stelle sia dal comune di Melendugno. Abbiamo valutato se tutte le autorizzazioni fossero state emesse a norma di legge».

Ancora possibile aggiornare le prescrizioni
«Ricordiamo - precisa ancora il ministro - che l’opera è stata già autorizzata dal precedente Governo e che i ricorsi sulle autorizzazioni già in passato non hanno trovato gli esiti giudiziari sperati dai cittadini. In questo percorso, nella fase finale, è arrivato il nostro Governo. Abbiamo in particolar modo riesaminato quelle prescrizioni che, secondo i rilievi provenienti dai territori, non sarebbero state ottemperate. Ricordiamo che la Valutazione di impatto ambientale è stata rilasciata sul progetto definitivo che, per sua natura, è suscettibile di adattamenti in fase esecutiva, e pertanto le prescrizioni possono essere aggiornate via via che in tale ultima fase dovessero emergere nuove e mutate situazioni».

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti