energia

Tap, gli errori del ministro Costa sull'aumento dei consumi di metano

di Jacopo Giliberto


Odissea Tap, fra ricorsi legali e proteste

3' di lettura

È sufficiente un po' di controllo dei dati o, come si dice oggi, di fact-checking per scoprire che il nuovo ministro dell'Ambiente Sergio Costa sul Tap si è sbagliato: i consumi di metano non sono in calo. Al contrario. Da 13 trimestri la domanda italiana di gas sta crescendo.

Se c'è un motivo per giudicare inutile il metanodotto che dall'Azerbaigian si sta costruendo freneticamente in Turchia, in Grecia, in Albania e per alcune decine di chilometri anche in Italia, ebbene di motivi se ne possono individuare diversi ma non il calo nella domanda di gas. Perché la domanda non cala, al contrario cresce.

Giorni fa il ministro Costa ha detto in un'intervista via Whatsapp con l'agenzia internazionale di stampa Reuters: “Il fascicolo Tap è sul tavolo e lo stiamo già affrontando, con priorità, considerando chiaramente che siamo al terzo giorno di lavoro appena. Il presupposto è che vista la strategia energetica, visti i consumi di gas in calo, quell'opera oggi appare inutile”.

Inoltre il ministro ha aggiunto che l'opera “sarà revisionata, così come prescritto nel contratto [di governo], come le altre opere di concerto con altri ministeri”.

Vediamo se è proprio come il ministro ha pensato, a cominciare dal fatto che il “contratto di governo” non fa cenno in alcun passo del progetto Tap.

Leggiamo i dati del consumo di gas, disponibili qui: http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/bilanciogas.asp.

- Nel 2017 i consumi italiani sono stati di 75,1 miliardi di metri cubi, pari a un sostenuto aumento della domanda del +6% rispetto al 2016.

Ora un cenno ai primi mesi di quest'anno, tendendo presente che ogni singolo mese non è significativo perché su periodi così brevi sono sufficienti un paio di giorni più freddi o più caldi per sposare l'asse dei consumi.

- Un calo forte in gennaio, con 8,8 miliardi di metri cubi (-20,8% rispetto al gennaio 2017).
- Una crescita forte in febbraio, 8,9 miliardi di metri cubi pari a +11,9%.
- In marzo l'Italia ha bruciato 8,2 miliardi di metri cubi pari a una crescita record del +27,1%
- In aprile c'è stata una leggera riduzione dei consumi a 4,7 miliardi di metri cubi (-2,4% rispetto all'aprile 2017).

Il Sole24Ore è in grado di anticipare il dato di maggio, che sarà reso noto nei prossimi giorni: l'andamento lascia pensare a una ridiscesa della domanda nell'ordine del 9% ma intanto la tendenza complessiva dei primi quattro mesi dell'anno dice che la domanda del quadrimestre è in crescita del +1,8% rispetto ai primi quattro mesi del 2017.

Tre note a margine. In chiave di diplomazia internazionale, «gli Stati Uniti apprezzano la partecipazione dell'Italia al progetto del gasdotto Transadriatico (Tap), il tratto conclusivo del Corridoio meridionale del gas che dovrebbe trasportare il gas azerbaigiano in Europa», ha detto una fonte del dipartimento di Stato Usa all'agenzia di stampa azerbaigiana Trend.

Seconda nota, il commento del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, al quale è stato chiesto se hanno senso anche grandi opere come la Tav o il Tap: «Gli investimenti pubblici - risponde Tria - sono un volano per la crescita di medio e lungo periodo. Questo è il significato di una forte azione su questo fronte. E per garantire il rilancio in una prima fase non è determinante la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive. Ci sono varie risorse. Ma per avere credibilità in Europa serve una decisa eliminazione degli ostacoli all'esecuzione degli investimenti».

Terza osservazione: il gasdotto Tap in costruzione per migliaia di chilometri, di cui alcune decine di chilometri fra le province di Lecce e di Brindisi, è un progetto internazionale strategico mirato a soddisfare non solamente la domanda italiana bensì il bisogno di diversificazione degli approvvigionamenti di metano di tutti i Paesi sviluppati del'Europa, ora dipendenti da pochissime fonti. Come nei giorni scorsi in occasione di un summit della Foundation for european progressive studies e della Fondazione Pietro Nenni faceva notare un esperto, l'ex ministro Corrado Clini ora alla Global Energy Interconnection Development and Cooperation Organization, per la transizione energetica dal petrolio e dal carbone sono strategici «sia il raddoppio del “North Stream” tra Russia e Germania per decarbonizzare la più grande economia europea, sia il completamento del “ Southern Gas Corridor” (che include Tap) e del collegamento Egitto-Grecia per fornire gas all'Europa da fonti diversificate rispetto alla Russia”.

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