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Tap: il primo gas azero è arrivato in Italia

Le operazioni commerciali erano cominciate il 15 novembre ma il 31 dicembre è il giorno che segna l'operatività effettiva dell'importante infrastruttura

di Domenico Palmiotti

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Le operazioni commerciali erano cominciate il 15 novembre ma il 31 dicembre è il giorno che segna l'operatività effettiva dell'importante infrastruttura


3' di lettura

Dal 31 dicembre il gas proveniente dall'Azerbaijan è iniziato a fluire lungo il gasdotto Tap, il Trans Adriatic Pipeline, verso l'Europa. Le prime molecole di gas hanno raggiunto in giornata la Grecia e la Bulgaria attraverso il punto di interconnessione con la rete Desfa a Nea Mesimvria, e l'Italia attraverso il punto di interconnessione tra Tap e Snam Rete Gas (SRG) a Melendugno, lungo la costa adriatica del Salento.

Le operazioni commerciali erano cominciate il 15 novembre ma il 31 dicembre è il giorno che segna l'operatività effettiva dell'importante infrastruttura, nata per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas con positivi effetti anche sui costi. Per Luca Schieppati, managing director Tap, “è una giornata storica per il nostro progetto, per i Paesi che ci ospitano e per l'intero settore energetico europeo. Tap - afferma Schieppati - è ora parte integrante della rete di distribuzione del gas del continente e contribuisce significativamente alla transizione energetica in atto. Offriamo un servizio di trasporto diretto, sicuro e a costi competitivi lungo la nuova rotta del Corridoio Meridionale del Gas, che attraverso i Paesi del sud est europeo raggiunge tutto il continente”.

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Secondo Marija Savova, direttore commerciale Tap, “l'inizio delle forniture fisiche di gas costituisce una pietra miliare per il mercato energetico europeo. Siamo pronti - sostiene il direttore commerciale della società - per offrire ai nostri shipper un servizio di fornitura affidabile nei prossimi mesi e anni, e allo stesso tempo guardiamo già avanti al lancio della seconda fase nel market test in estate, che consentirà la futura espansione di TAP, raddoppiando la capacità di trasporto del gasdotto fino a 20 miliardi di metri cubi annui”.

I costi dell'opera
Quattro miliardi di euro è costato il tratto tra la Grecia e l'Italia, 400 milioni circa, invece, i lavori nel Salento, mentre ammonta a 10 miliardi di metri cubi di gas la capacità di trasporto. Coinvolte imprese importanti tra cui Saipem per la posa in mare. I tubi offshore sono stati posizionati da metà febbraio sino a maggio scorso. Il microtunnel da 1564 metri che attraversa la spiaggia di Melendugno, è stato invece ultimato l'anno scorso. Snam ha costruito la connessione del Prt e degli impianti di Melendugno alla rete nazionale al punto di allaccio di Mesagne, in provincia di Brindisi. È un collegamento, via tubo, di circa 55 chilometri. Nessun contraccolpo per il turismo nel Salento, che è stato uno dei motivi di forte protesta (a volte anche violenta), insieme alla paura di danni ambientali, sollevato dai contestatori di Tap. Non solo ambientalisti e movimenti antagonisti, ma anche diversi sindaci e amministratori della zona e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha cercato di far passare un approdo diverso da Melendugno, benché questo avesse tutte le autorizzazioni, anche ambientali. E per l'ambiente non si segnalano compromissioni. Protetti sia l'habitat marino sia i tanti ulivi presenti nell'area dei lavori. Ulivi espiantati temporaneamente, messi al sicuro, riparati e protetti in vista della loro ricollocazione.

Senza trascurare tutto quello che è accaduto nei Cinque Stelle, che nella campagna elettorale del 2013 hanno avversato l'opera, dicendo che l'avrebbero definitivamente bloccata, e poi già col Conte 1 hanno dato il via libera. Non ci sono elementi di illegittimità, disse il premier, e fermare il gasdotto ci esporrebbe ad un contenzioso pesante economicamente.

Gli investimenti nel Salento
Un primo tavolo con le istituzioni locali fu avviato dal Governo Gentiloni, col ministro per il Sud, Claudio De Vincenti, ma riguardò soprattutto le compensazioni, ora la partita è stata ripresa dal Conte 2 col sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco. Dichiara il sottosegretario: “Ho proposto un cambio di metodologia: uscire dalla logica dei ristori o risarcimenti e puntare ad un tavolo sugli investimenti, dentro il quale far confluire le risorse che potrà mettere a disposizione Tap, ma anche utilizzare lo strumento del Cis e i fondi del Recovery Fund per redigere un programma di sviluppo del Salento, condiviso e integrato”. “Le possibili direttrici strategiche individuate - afferma infine Turco - sarebbero infrastrutture, transizione energetica, riqualificazione urbana, sviluppo economico, ricerca. Attendo ora un sistema di progetti dai Comuni di Brindisi e Lecce”

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