al cantiere di melendugno

Tap, scontri nel cantiere per il via libera al trasloco di 200 ulivi

di A. Biondi e J. Giliberto


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3' di lettura

Tensione al cantiere Tap di Melendugno (Lecce), dove è in costruzione il gasdotto per importare il metano dall’Azerbaigian. Centinaia di attivisti stanno presidiando la zona dall’alba. Vi sono state alcune cariche degli agenti in assetto ordine pubblico per fare spazio con la forza ai mezzi della ditta incaricata dalla Tap di traslocare circa 200 ulivi dal tracciato dove passerà la condotta. Ora c’è infatti anche un nuovo via libera del ministero dell’Ambiente, cui la Prefettura di Lecce si era rivolta per avere chiarimenti sull’espianto degli oltre 200 ulivi che si trovano sul tracciato del microtunnel del gasdotto Tap. A renderlo noto è la Prefettura di Lecce che ha ricevuto la nota ministeriale nella tarda serata di ieri. Era stato lo stesso prefetto, Claudio Palomba, a chiedere lo scorso 22 marzo al ministero di chiarire alcuni aspetti in seguito a un incontro col sindaco di Melendugno, Marco Potì, e con altri sindaci della provincia.

Il via libera del Ministero dell’Ambiente

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Dopo il Tar e la conferma del Consiglio di Stato, anche il ministero dell’Ambiente ripete che «sono soddisfatte le condizioni della prescrizione A 44 per la porzione di progetto esaminata». Per l’attività di trasloco degli ulivi la nota del ministero evidenzia che «si ribadisce ancora quanto già rappresentato il 17 marzo scorso e che le attività di espianto asseriscono alla fase dei lavori convenzionalmente indicata come fase 0».

Sugli 8 chilometri dove dovrà essere scavata la trincea profonda poco più di un metro in cui posare il tubo vi sono poco più di 200 olivi. Devono essere spostati e trasferiti in un vivaio prima di aprile, poiché questi alberi soffrono se spostati durante la stagione più calda. Posata la conduttura, lo scavo sarà chiuso con la stessa terra che era stata tolta e gli olivi saranno riposizionati dov’erano in precedenza.

Tap, scontri nel cantiere per il via libera al trasloco di 200 ulivi

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È la procedura che si segue anche per la posa di tutte le altre tubazioni, come ha fatto di recente anche l’Acquedotto Pugliese con migliaia di piante traslocate per posare nuove linee di acqua potabile. Il ministero dell’Ambiente aveva già detto con una lettera molto netta che tutto è regolare per il trasloco degli olivi dal percorso del futuro gasdotto. Dopo le proteste dei comitati, il prefetto ha scritto al ministero per chiedere che cosa intendesse dire quando sosteneva che tutto è regolare. Ieri sera il ministero dell’Ambiente ha ripetuto al prefetto di Lecce che, quando diceva che gli olivi possono essere spostati, intendeva dire esattamente che gli olivi possono essere spostati.

Tap, il gasdotto che colleghera' Mar Caspio e Europa

Tap ha ripreso già oggi l’espianto degli ulivi. Stamattina erano già caricati con gli olivi da mandare al vivaio quattro camion e un quinto camion era pronto al carico, mentre la polizia in assetto ordine pubblico si preparava ad aprire il cancello del cantiere per fare uscire i camion. È stata necessaria una carica per allontanare i contestatori e aprire la strada agli autocarri che hanno portato nel vivaio gli alberi. Alcune persone hanno sofferto leggeri malori durante le cariche della forza pubblica. Fra i contestatori contrari alla posa della tubatura vi sono anche alcuni sindaci e politici locali, che hanno infoltito la protesta attorno al cantiere; i comitati no-Tap vogliono ricorrere al Tar contro la lettera con cui il ministero dell’Ambiente ha ripetuto ancora una volta il via libera allo spostamento degli alberi.

Fino a ieri gli alberi spiantati e traslocati momentaneamente nel vivaio di masseria del Capitano erano 33, cui si sono aggiunti gli olivi estratti oggi dal terreno.

Il metanodotto internazionale Tap approderà in Puglia per importare in Italia e in Europa il gas dell’Azerbaigian.

Il metanodotto attraverserà la Georgia, la Turchia, la Grecia e il mare Adriatico e prenderà terra in Puglia, in Salento. Prima di toccar terra, a qualche centinaio di metri al largo della spiaggia in contrada San Basilio — località San Foca, comune di Melendugno, provincia di Lecce — il tubo con una perforazione orizzontale sarà spinto nel sottosuolo per emergere circa una chilometro nell’entroterra. Emerso dal terreno, il tracciato prevede che la tubatura venga sepolta in una trincea profonda circa un metro e lunga alcuni chilometri da scavare fra gli oliveti per arrivare a un impianto di ricezione del gasdotto non lontano dall’abitato di Melendugno. Nel frattempo la Snam dovrà allacciare questo impianto di ricezione con una conduttura di alcune decine di chilometri fino alla dorsale della rete nazionale di metanodotti, che è una rete di 32mila chilometri che attraversa invisibile tutta l’Italia.

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