La riunione di dicembre

Tapering e tassi, piccola «stretta» in vista per la Fed

La banca centrale Usa potrebbe accelerare il tapering, la riduzione dei titoli, e anticipare il prossimo rialzo dei tassi: le condizioni finanziarie sono molto espansive

di Riccardo Sorrentino

L'inflazione vola negli Usa, mai cosi' alta dal 1982

3' di lettura

Un tapering più veloce. Un rialzo dei tassi più vicino. Sono queste le attese di analisti e investitori per la riunione Fed di dicembre, che potrebbe quindi segnare un cambio di passo per la politica monetaria americana. Il presidente Jerome Powell, riconfermato nella carica da Joe Biden, che lo ha preferito a Lael Brainard, una “colomba” – che sarà in ogni caso vicepresidente – ha chiaramente detto che non si può più definire l'inflazione Usa come temporanea.

Un’inflazione non più transitoria

Cosa significa? La transitorietà dell'inflazione non è una nozione economica, ma fa parte del gergo che la Federal reserve ha adottato per definire la propria strategia. Prezzi transitoriamente alti sono prezzi i cui rincari non si trasferiscono alle aspettative e quindi non vanno contrastati dalla politica monetaria: sono in genere i rialzi determinati “sul lato dell'offerta”, e un caso tipico è spesso quello del caro petrolio. La politica monetaria può correttamente essere intesa come la gestione delle aspettative di inflazione: se non cambiano, non c'è bisogno di intervenire, né verbalmente, né per vie di fatto.

Loading...

Risparmi straordinari e stimoli fiscali

Un'inflazione che non è più transitoria è invece un'inflazione che può avere un impatto sulle aspettative, e quindi va contrastata. È noto che i rincari Usa sono anche legati alla domanda: i risparmi straordinari realizzati durante la pandemia vengono ora spesi e la politica fiscale è fortemente sbilanciata a favore del sostegno di famiglie e imprese. Tutti i settori, non a caso, sono interessati dai rialzi e non soltanto quelli direttamente colpiti dalle interruzioni delle forniture. Il risultato è un forte calo delle retribuzioni reali, che sicuramente non aiuta l'economia (che in ogni caso ha giù superato, in termini di pil, i livelli precrisi).

Aspettative sotto controllo

ASPETTATIVE DI INFLAZIONE DI MERCATO
Loading...

Il cambio di prospettiva operato da Powell è intervenuto non a caso in un momento in cui le aspettative, nelle misure di mercato, minacciavano di disancorarsi: se gli inflation swap rate 5y5y, relativi al periodo 2026-2031, continuavano a oscillare tra il 2 e il 2,5% - un segnale rassicurante perché coerente con gli obiettivi di politica monetaria – i break even a cinque anni (espressi dalla differenza tra i rendimenti dei titoli indicizzati e non indicizzati) erano balzati oltre il 3%. Sono bastate le parole del presidente a riportare verso il basso queste attese, anche se in misura non ancora soddisfacente.

La reazione dei rendimenti

LA CURVA DEI RENDIMENTI DAL 2020
Loading...

La reazione del mercato è evidente anche nei rendimenti dei titoli di Stato, che sono leggermente saliti rispetto alla vigilia della precedente riunione del comitato di politica monetaria (il Fomc, Federal Open Market Committee), soprattutto nella parte a medio termine della curva. I mercati sembrano quindi puntare su una fase di surriscaldamento di medio periodo, seguita in ogni caso da un ritorno verso l'obiettivo. La credibilità della Fed, insomma, è ancora intatta.

Condizioni finanziarie molto espansive

L’INDICE FED CHICAGO DELLE CONDIZIONI FINANZIARIE
Loading...

Se i mercati finanziari hanno in qualche modo – ma molto timidamente – reagito, l'insieme della struttura dei tassi e delle condizioni di finanziamento degli Usa restano ancora fortemente espansive, forse troppo rispetto al surriscaldamento dell'economia. Anche se il mercato del lavoro non è ancora tornato ai livelli precrisi: mancano ancora all'appello circa quattro milioni di posti, e le carenze nell'occupazione sono distribuite in modo diseguale nei vari gruppi etnici (una preoccupazione che la Federal reserve ha sviluppato in questi ultimi anni).

Un equilibrio difficile

Si può allora dire che la Fed potrebbe aver bisogno di uscire con molta cautela – come consigliano oggi, in via generale, le grandi organizzazioni internazionali economiche, prima nel tempo l'Ocse – dalla politica espansiva, in modo da contrastare il surriscaldamento dei prezzi tenendo conto sia della presenza di fattori dell'offerta – che da soli renderebbero sconsigliabile una stretta – sia delle carenze delle domanda di lavoro. È la ricerca di un equilibrio difficile, quasi impossibile, ma al tempo stesso inevitabile.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti