NEL 2020 CAPITALE DELLA CULTURA

Tappa a Parma, labirinto di bellezze e leccornie

di Sara Magro

4' di lettura

Si scrivono solo belle notizie per Parma ultimamente. Lo scorso 16 novembre, alla presentazione della guida Michelin2018 al Teatro Regio, è stato annunciato il lancio del sito di “Parma City of Gastronomy”, per dare contenuti pratici ai suoi titoli di Città Creativa Unesco in virtù delle cose buone che produce, e come epicentro della Food Valley italiana, così detta perché l'Emilia Romagna è la regione europea con maggior numero di prodotti dop e igp. Qualche esempio? Cominciamo con l'ambasciatore grandi internazionale, il Parmigiano Reggiano, e proseguiamo con il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, i porcini di Borgotaro, il salame felino, il tartufo nero di Fragno, e i vini: Lambrusco, Colli di Parma, persino la Malvasia.

Un altro importante riconoscimento è arrivato appena qualche giorno fa con la proclamazione di Parma - città del Correggio e di Parmigianino, di Bodoni, Toscanini e Verdi - Capitale Italiana della Cultura nel 2020. Parma è uno degli snodi principali dell'antica Via Emilia, non una semplice strada ma un itinerario geografico e mentale che si dipana tra la Bassa Padana e le valli appenniniche, dove tante idee e sensibilità differenti sono confluite e si sono intrecciate per creare le basi di una civiltà basata sull'accoglienza, il cibo e la terra. Per secoli si è nutrita d'arte e di musica, ha affinato la propria vocazione cosmopolita alla corte dei Farnese, dei Borbone e degli Asburgo. Contemporaneamente ha sviluppato una tradizione agroalimentare straordinaria, grazie alla posizione favorevole, con i colli appenninici dal clima fresco e asciutto da un lato, e la pianura umida che scivola nel Po dall'altro. La capacità imprenditoriale ha fatto il resto, trasformando il parmense, già nell'800, nel motore dell'industria di conservazione degli alimenti.

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A Parma, il cibo non è un racconto fossilizzato nel rispetto di una tradizione; è una lingua viva che dialoga con il presente, ed esprime il territorio dando continuità a una storia di eccellenze, attraverso lo sviluppo sostenibile, la ricerca e l'innovazione, i progetti lungimiranti.

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Antica Corte Pallavicina
a Polesine Parmense. I fratelli Luciano e Massimo Spigaroli curano tutto nella loro tenuta: il ristorante con stella Michelin, l'orto, la cantina dei culatelli vip destinati a principi e milionari, le camere del relais, e il nuovo Museo del Culatello e del Masalèn (il relativo norcino), che apre il 24 marzo.

Antico Casale delle Vigne, Ozzano Taro. Quattro camere affacciate sui vigneti del podere, e una cantina (Monte delle Vigne), ormai lanciata sulla via del biologico e della sostenibilità.

I tour di Parma City of Gastronomy propongono passeggiate guidate in centro, tra piazze e strade medievali, botteghe e palazzi storici, e escursioni in minivan in provincia. Tra le proposte di uno, due o tre giorni, si possono scegliere percorsi “bio” tra piccole aziende agricole, itinerari culturali, o entrambi. Sul sito si trovano 200 tra alberghi, ristoranti, produttori, come Ruliano per il Prosciutto di Parma, Podere Cadassa per il culatello, La Fattoria per gli altri salumi.

Musei del Cibo è un circuito dedicato ai prodotti del territorio, che racconta secoli di cibi di altissima qualità: il Museo del Parmigiano Reggiano (a Soragna), il Museo del Prosciutto (nell'ex Foro Boario, a Langhirano), il Museo del Salame (nel Castello di Felino). Giarola, nel comune di Collecchio, ospita il Museo del Pomodoro, all'interno di una monumentale corte agricola benedettina del XIII secolo, e il nuovo Museo della Pasta.

L'Academia Barilla, nella sede cittadina recuperata con un progetto di Renzo Piano, propone corsi di cucina (molti sulla pasta fresca) e tour che mixano soste monumentali e golose.

Labirinto della Masone
, Fontanellato
Con percorso di oltre 3 chilometri di bambù appartenenti a una ventina di specie, alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, è il più grande labirinto esistente. Fondato dall'editore parmense Franco Maria Ricci, è un luogo di cultura e riflessione, con spazi per mostre, una biblioteca con la collezione completa della mitica rivista FMR, due suite, un ristorante firmato da Massimo Spigaroli, ambasciatore a tavola della Food Valley e dei suoi prodotti.

Rural Market è un negozio in Borgo Tommasini, a Parma, dove si comprano i prodotti agricoli della tradizione tosco-emiliana: pane fatto in montagna, erbe raccolte nelle valli, farine di grani antichi, formaggi di vacche autoctone salvate dall'estinzione, salumi artigianali.

ALMA Dove altro poteva essere la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, se non in provincia di Parma (e precisamente a a Colorno)? Rettore del prestigioso istituto, che ha diplomato diversi astri Michelin, è stato Gualtiero Marchesi, dalla fondazione nel 2004 fino all'ultimo giorno della sua vita, il 26 dicembre 2017.

La Millemiglia, rievocazione storica della corsa d'auto sul classico percorso Brescia-Roma-Brescia, fa tappa a Parma venerdì 18 maggio. Dopo la sfilata nel centro storico, si spengono i motori e si vive la città: il Duomo e il Battistero del 1100, le opere del Correggio, il Giardino Ducale e i bei palazzi. Sulla scia dell'evento, Slow Drive noleggia auto vintage, come la Triumph Spitfire 1500 del 1978 o un VW Maggiolino Cabriolet del 1970, per raggiungere i tesori dei dintorni: la Reggia di Colorno con le 400 regali stanze e i giardini francesi, il romantico Castello di Torrechiara, la Rocca San Vitale a Fontanellato dal fossato pieno d'acqua, la sala dipinta dal Parmigianino e l'unica camera ottica d'Italia.

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