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Tarak Ben Ammar: l’incrocio familiare e le relazioni del passato con Mediobanca

La figlia Sonia è la fidanzata di Rocco Basilico, che ora controlla il 12,5% di Delfin

di Andrea Biondi

Tarak Ben Ammar (Imagoeconomica)

3' di lettura

Quegli strani percorsi della storia. Che avvicinano o allontanano personaggi che in una certa storia hanno avuto un ruolo tanto più di peso perché duraturo. Tarak Ben Ammar, imprenditore e protagonista del mondo della finanza franco-tunisino, nel cda di Mediobanca c'è stato 14 anni, dal 2003 al 2017. E ora i nomi di Mediobanca e di Tarak Ben Ammar finiscono anche per riavvicinarsi.

Rimanendo distinti, ma tangenti da quegli strani casi del destino ai quali ha aperto la lettura delle disposizione testamentarie di Leonardo Del Vecchio al cui funerale Tarak era presente, insieme con la moglie. La sorpresa contenuta in quelle disposizioni è stata che, oltre alla vedova Nicoletta Zampillo, fra i beneficiari compare anche Rocco Basilico, figlio avuto da quest’ultima dal primo matrimonio con Paolo Basilico, fondatore di Kairos e che ora controlla il 12,5% di Delfin che a sua volta ha poco meno del 20% di Piazzetta Cuccia.

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La compagna di Rocco Basilico è la bellissima modella Sonia Ben Ammar, una dei quattro figli di un Tarak Ben Ammar protagonista in Italia di tante storie che si sono sviluppate fra Mediaset (vista l'amicizia con Silvio Berlusconi, ed è stato nel cda), Vivendi (vanta un'amicizia con Vincent Bolloré ed è stato nel Consiglio di Sorveglianza), Mediobanca, Generali. È stato il grande rappresentante degli interessi della imprenditoria e finanza francese in Italia, a partire proprio da Mediobanca rappresentando gli interessi di Vincent Bolloré, e Assicurazioni Generali consolidando la presidenza di Antoine Bernheim.

Uomo di relazioni Tarak Ben Ammar, il cui percorso si è intrecciato con quello di Rupert Murdoch (facilitando la nascita di Sky in Italia), del principe saudita Al-Walid bin Talal (ne ha curato gli interessi in Mediaset negli anni ’90), giocando un ruolo di primo piano, come mediatore espertissimo, sui tavoli della finanza come su quelli dell'imprenditoria legata al mondo del media. «Ho acquisito Eagle nel 2007. La mia idea è stata sempre quella di dare un’espansione mondiale. E questa operazione è un importante tassello», ha affermato Ben Ammar rispondendo al Sole 24 Ore a fine febbraio in merito all'operazione da 33 milioni di euro con cui ha acquisito gli “Studios de Paris” tramite la partecipata francese della Eagle Pictures.

Fra le banche d'affari sono circolate valutazioni sui 280 milioni di euro per Eagle Pictures. La società, di proprietà di Prima Tv (in cui oltre a Tarak Ben Ammar c'è Naguib Sawiris con il 20%), ha distribuito grandi successi tra cui “Coda” (Oscar come Miglior Film nel 2022) e “Green Book” (Oscar 2019). Ora vanta una solida presenza negli States e, anche grazie all'operazione a Parigi, una più forte presenza anche in Europa. E così major come Paramount e Mgm hanno deciso di affidarle la distribuzione dei loro grandi successi mondiali come “House of Gucci” ( dicembre 2021)e “Top Gun: Maverick” ( giugno 2022) film record di incassi al botteghino nel in Italia e nel mondo. Eagle Pictures è anche partner industriale di Lionsgate e Warner Bros e ha rapporti consolidati con tutti i maggiori broadcasters e Ott, da Sky a Mediaset, Rai, Netflix, Amazon Prime Video.

Fra le varie nel carnet di Ben Ammar c'è stata anche la partecipazioni in Lux Vide, della famiglia Bernabei da poco passata in Fremantle. Core business nei media. E quella traiettoria che ora, curiosamente, torna a lambire Mediobanca.


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