URBANISTICA

Taranto, 17 associazioni d’impresa: priorità la rigenerazione urbana

di Domenico Palmiotti

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3' di lettura

Rigenerazione urbana e nuovo Piano urbanistico generale: è doppia la priorità che indicano ai candidati sindaco in corsa per le comunali di giugno a Taranto (record italiano: 10 candidati sindaco e 37 liste di candidati consiglieri per 32 seggi) le 17 associazioni che fanno parte del cartello “Taranto Opera Prima” che vede insieme, tra gli altri, Confindustria, Ance, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Confagricoltura e Confcooperative.
Si parte da un punto fermo: «La rigenerazione urbana rappresenta l’idea guida del futuro di Taranto. L’espansione del tessuto urbano, che si è allargato in modo disordinato, rende infatti ineludibile un processo di rinnovamento della città con una progettualità volta a ricucire il territorio».

«Una ricucitura – si osserva – che deve tener conto anche di un complesso ed articolato sistema di aree industriali, interessate da un processo di bonifica e riassetto delle grandi presenze produttive che dovrà necessariamente assumere adeguata centralità nella nuova pianificazione urbanistica. Questa – si sostiene – è̀ la strada da percorrere: ricompattare le città, reintervenire sull'edificato attraverso l’efficienza energetica degli edifici, l’accessibilità al bene casa, sistemi di trasporto più sostenibili, il miglioramento della vivibilita, un recupero di qualitàe di funzionalità degli edifici, la valorizzazione del patrimonio culturale».

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“Taranto Opera Prima” poi sostiene: «Non vogliamo scrivere un semplice documento di intenti od una piattaforma rivendicativa, névogliamo sostituirci al decisore pubblico nella definizione di piani e programmi amministrativi. Vogliamo mettere in campo – precisano le associazioni di categoria – una comune esperienza di azione che ci veda impegnati come sistema territoriale delle imprese e delle professioni in grado di promuovere e far valere una comune visione della città. Vogliamo dar vita ad un processo continuo di orientamento del governo della città verso obiettivi strategici condivisi da attuare attraverso pratiche comuni di confronto ed interlocuzione con i futuri amministratori». «La collaborazione tra beni pubblici e capitali privati – viene evidenziato – deve poter diventare il paradigma per l'attivazione di processi di rigenerazione» perchè così si tengono insieme soggetti diversi, funzioni diverse e anche utilizzatori diversi.

Gli obiettivi sono l’abitare sostenibile, le infrastrutture, il turismo, il commercio, la cultura, i beni artistici, gli artigiani, il manifatturiero. Considerato che l’attuale Piano regolatore di Taranto, vecchio di 40 anni, ha fallito gli obiettivi, ma anche l'impatto ambientale della grande industria sulla città, le associazioni di “Taranto Opera Prima” evidenziano la necessità di un nuovo strumento urbanistico. «Un nuovo Piano urbanistico generale» che possa «provare a fornire soluzioni nell’ambito della rigenerazione e riqualificazione urbana, strumenti ormai necessari per recuperare la vivibilita». Ma «per realizzare tali processi – si sottolinea – diventa indispensabile far ripartire la macchina amministrativa comunale, da troppi anni in affanno per costante carenza di personale e mancanza di sufficienti ed adeguate competenze professionali qualificate. Tale situazione, progressivamente destinata a peggiorare per la continua riduzione del numero di addetti e la loro non sostituzione con nuovo personale, rischia di diventare a breve non più sostenibile e bloccare completamente anche la normale attività amministrativa. Diventa percio condizione indispensabile perché i processi di trasformazione urbana abbiano attuazione, che l'ente pubblico si doti con urgenza di nuove risorse umane qualificate». Si suggeriscono a tal fine due strade: «I tradizionali canali di reclutamento del personale» oppure «forme di partnership con le realtà produttive e professionali del territorio che in questi anni, e a più riprese, hanno teso una mano di collaborazione al Comune per fornire supporto tecnico e logistico al fine di governare con competenza le sfide in atto e non perdere le occasioni che si sono poste, spesso sprecate o non adeguatamente valorizzate per incapacità gestionale».

Per Taranto, le 17 associazioni di impresa immaginano un futuro di città attrattiva, inclusiva, attenta cioè alle fasce deboli, e sostenibile sotto il profilo ambientale. In particolare, per città attrattiva si osserva che «le possibilità di sviluppo di un territorio, o di una città, dipendono dalla capacità di attrarre imprese innovative che richiamano forza lavoro qualificata e ben pagata, il cui maggiore potere d’acquisto porta all’aumento dei consumi e della ricchezza». E la città «esercita una capacità attrattiva anche quando produce e diffonde cultura» e crea le condizioni perchè questo avvenga.

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