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Taranto, 50 milioni in bilico tra Ferretti e l’acquario

La ministra Carfagna pone all’ordine del giorno del Tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo il definanziamento dell’acquario in favore del gruppo Ferretti

di Domenico Palmiotti

1' di lettura

Il Tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto è chiamato oggi a sciogliere il nodo relativo all’investimento del gruppo Ferretti nell’area dell'ex yard Belleli. Si tratta di un nuovo stabilimento per la costruzione di scafi per yacht con 200 addetti diretti ed un impiego di 200 milioni di euro tra risorse pubbliche e private. Il ministro per il Sud, Mara Carfagna, che presiede il Tavolo, ha messo all’ordine del giorno una proposta di definanziamento di un altro progetto del Cis Taranto (l’acquario con finalità didattiche e di ricerca) spostando i 50 milioni già deliberati dal Cipe mesi addietro in parte sul contratto per Ferretti (14 milioni) e il resto su altre misure per Taranto. Questo perché il ministro, dopo un esame del progetto, ritiene non percorribile e dalle incerte ricadute la proposta dell’acquario.

Rischio delocalizzazione

Mentre vi è urgenza di mettere in sicurezza, anche dal punto di vista finanziario, l’accordo con Ferretti, che ha paventato la rinuncia all’investimento a Taranto per trasferirlo all’estero. Le ulteriori risorse per Ferretti servirebbero al Mise. Contrari al definanziamento dell’acquario sia il Pd che l'M5S, che chiedono di trovare in altro modo i fondi mancanti. Favorevole al definanziamento, invece, Forza Italia. I 50 milioni sono stati messi a disposizione del ministero della Cultura e rientrano in un intervento più complessivo di riqualificazione della ex stazione torpediniere del Mar Piccolo lasciata dalla Marina Militare all’Autorità portuale.

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