puglia

Taranto, tra Confindustria e sindacati intesa per lo sviluppo

di Domenico Palmiotti

(ANSA)

3' di lettura

La premessa è che Taranto vive un periodo difficile a causa della lunga crisi Ilva. Ma che questo periodo è anche pieno di opportunità da sfruttare: gli investimenti industriali e ambientali per il rilancio e la bonifica del siderurgico, la bonifica dell'area extra Ilva, la rigenerazione urbana, le nuove infrastrutture portuali, gli investimenti del Contratto istituzionale. Parte da qui il patto che hanno sottoscritto Confindustria Taranto e Cgil, Cisl e Uil per mettere in campo azioni condivise sia sul versante dello sviluppo, che su quello della formazione e partecipazione dei lavoratori. Al primo punto c'é proprio la «questione Ilva con tutto quello che contempla in termini di contrattazione delle parti in corso al Mise e con la definizione degli assetti occupazionali e produttivi futuri; processi di ambientalizzazione, bonifica e ammodernamento dello stabilimento». Si chiede quindi «il coinvolgimento e la valorizzazione delle imprese che insistono sul territorio negli scenari produttivi futuri che si andranno a delineare con la nuova proprietà dell'Ilva, anche attraverso la proposizione di nuovi progetti nell'ambito dell'economia circolare». Confindustria Taranto e sindacati convergono poi sulla necessitá di «azioni comuni da intraprendere all'interno del Cis, con particolare riferimento all'applicazione dello stesso Contratto istituzionale di sviluppo». Altro punto del patto é l'intensificazione di attività di ricerca e sviluppo, «volte a favorire il reinsediamento industriale con particolare attenzione alla compatibilità ambientale e allo sviluppo sostenibile, da garantire attraverso il rafforzamento del dialogo sociale e la promozione di piattaforme territoriali». Viene poi prospettata la necessitá di un «innalzamento dei livelli di qualificazione dei giovani e della loro occupabilità, da perseguire sia attraverso un miglioramento della qualità dell'offerta formativa, sia con l'utilizzo corretto degli strumenti per l'apprendimento duale. Occorre valorizzare - sostengono le parti - i percorsi di qualitá dell'alternanza scuola-lavoro» con una negoziazione che preveda il coinvolgimento dei sindacati confederali e aziendali «nella definizione di questi percorsi». Inoltre «bisogna potenziare l'utilizzo degli apprendistati formativi». E ancora il documento pone l'accento sulla necessitá di «rafforzare la contrattazione di secondo livello legata alla partecipazione e al welfare contrattuale, Si tratta - si afferma - di sperimentare modalità di coinvolgimento dei lavoratori nei modelli organizzativi per concorrere alla competitività delle imprese e alla valorizzazione del lavoro. Inoltre - si evidenzia - occorre favorire la promozione nelle imprese di interventi di welfare a favore dei lavoratori che devono mantenere una natura integrativa rispetto al welfare pubblico». Nel patto tra Confindustria Taranto e confederazioni sindacali si parla infine di «implementazione degli investimenti con particolare riguardo alla valorizzazione di alcuni strumenti specifici già individuati per Taranto quali Cis, Patto per la Puglia, l'Accordo di programma per l'area di crisi industriale complessa e la Zes». A tal fine Confindustria Taranto e sindacati creeranno un coordinamento per discutere e confrontarsi «sulla base di delle scelte concordate con le istituzioni nazionali e locali». «Il percorso condiviso con i sindacati impostato a marzo, comincia a diventare realtà - spiega il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo -. Abbiamo davanti molte opportunità e dobbiamo stare insieme per far valere le ragioni del territorio. Ci sono purtroppo soggetti istituzionali che si muovono in modo scomposto e disgiunto dal resto del territorio ma senza le imprese non si va da nessuna parte, nè si parla di sviluppo e di lavoro».

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