Ambiente

Taranto, contro le polveri dell’ex Ilva ventilazione meccanica nelle scuole di Tamburi

Impianti collaudati anche se con ritardo sui tempi previsti. Si attiveranno nelle giornate di vento

di Domenico Palmiotti

Taranto, il frate che si batte per restituire il mare alla città

3' di lettura

Potranno andare a scuola e frequentare normalmente le lezioni anche quando le giornate di vento - classificate da Arpa Puglia come Wind Day - sollevano e spostano le polveri dall'ex Ilva, vicina alle loro aule, verso case, strade e piazze del rione Tamburi di Taranto, anch'esso a ridosso della fabbrica. Sono collaudati e pronti gli impianti per la ventilazione meccanica da attivare appunto nelle giornate di vento, tenendo chiuse le finestre scolastiche. Con un decreto, il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, il prefetto Demetrio Martino, che riveste anche l'incarico di prefetto di Taranto, ha dato l'ok al collaudo tecnico-amministrativo degli impianti. Il Comune di Taranto, competente su queste scuole, può quindi accenderli in caso di necessità. Le scuole interessate sono Deledda, De Carolis, Gabelli e Vico.

I lavori sono stati aggiudicati a luglio 2019 al consorzio Soledil di Quagliano (Napoli). Importo a base d'asta 2,410 milioni di euro, aggiudicazione effettiva per 1,950 milioni di euro a cui é seguita a marzo 2020 una perizia suppletiva di variante per poco più di 186mila euro. Dalla consegna lavori, avvenuta ad agosto 2019, 120 giorni doveva durare il cantiere. Si è arrivati adesso al collaudo degli impianti perché sospensioni e rallentamenti causa Covid, hanno complicato la tempistica inizialmente prefigurata. L'impresa è stata già pagata in tre tranche, resta da saldare un residuo di 266mila euro.

Loading...

Ricircolo aria anche contro il Covid

Gli impianti di ventilazione meccanica hanno la precipua funzione di proteggere bambini e ragazzi dalle polveri siderurgiche e minerali. Ma, strada facendo, hanno acquisito anche una funzione in più: saranno anche un presidio anti Covid perché assicureranno il ricircolo dell'aria negli ambienti scolastici.

Tornando all'ex Ilva, ora Acciaierie d'Italia, la completata chiusura dei grandi parchi minerali dovrebbe aver sensibilmente mitigato il rischio del massiccio spolverio visto che le materie prime per la produzione da mesi non sono più stoccate all'aperto ma sotto le grandi arcate delle coperture. Restano tuttavia all'interno della fabbrica altre fonti emissive di polveri, prova ne è che le stesse coperture, da grigio lucente che erano, adesso hanno cambiato colore virando sul rosa-terra, tant'è che più volte - dal Comune come dai sindacati e dalle associazioni ambientaliste - è stato posto il problema di accelerare gli ulteriori interventi di ambientalizzazione e messa a norma.

Già effettuati lavori per 9 milioni

La ventilazione meccanica integra e completa il primo progetto di ripristino di queste scuole effettuato anni addietro dall'ex commissario di Governo per la bonifica, Vera Corbelli. Era novembre 2016, intervenne per l'inaugurazione l'allora ministro alla Pubblica istruzione, Stefania Giannini, e si spesero circa 9 milioni. A marzo 2019 l'allora sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, emise un'ordinanza di chiusura di due scuole del rione Tamburi, Deledda e De Carolis, con stop alle lezioni, perché a ridosso delle collinette ecologiche ex Ilva, che nel frattempo erano state sequestrate dalla Procura di Taranto. Qui i controlli di Arpa e dei Carabinieri del Noe avevano scoperto che erano piene di sostanze inquinanti. Vere e proprie discariche, anche se queste collinette erano nate molto tempo prima con l'obiettivo di formare una barriera verde protettiva tra siderurgico e città. Non senza proteste dei genitori, gli alunni di queste scuole furono così spostati, anche con i doppi turni, in altri edifici. La situazione si è poi normalizzata. A settembre 2019 le due scuole sono state infatti riaperte. Ilva in amministrazione straordinaria ha effettuato un primo intervento di messa in sicurezza delle collinette stendendo su di esse una speciale rete per trattenere le sostanze inquinanti.

Il problema dei fondi e il dl Milleproroghe

In seguito, Ilva in amministrazione straordinaria (la gestione dei commissari) ha effettuato un'analisi di rischio sito specifica, rimessa a luglio 2021 all'esame della Procura di Taranto in quanto le collinette restano sequestrate. Dal responso della Procura dipende l'avvio da parte di Ilva in as di un ulteriore progetto di messa in sicurezza permanente delle collinette. Tuttavia, bisognerà vedere come si scioglierà nel frattempo il nodo delle risorse necessarie a questi lavori. Infatti, non solo la sistemazione delle collinette ecologiche non rientra negli interventi ambientali previsti dal Dpcm del settembre 2017, ma il dl Milleproroghe per ora ha tolto 575 milioni dalle bonifiche in capo a Ilva in amministrazione straordinaria spostandoli ai futuri impianti per la produzione decarbonizzata dell'acciaio a Taranto. Norma, questa, inserita nell'articolo 21 del Milleproroghe e contro la quale diversi partiti hanno già presentato emendamenti abrogativi.

Commenta l’ex sindaco uscente di Taranto, Rinaldo Melucci: «È uno di quei progressi per i quali ci siamo spesi in questi anni di amministrazione, combattendo anche contro le difficoltà di natura burocratica che si sono poste ripetutamente sul cammino di questo progetto. Sono stato nel plesso Deledda dell’istituto “Vico-De Carolis” dopo l’avvio dell’impianto. I genitori, gli operatori scolastici, gli stessi piccoli alunni, attendevano questo momento anche per chiudere con la faticosa gestione dei Wind Day».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti