ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure

Taranto finanzia con 30 milioni di Ilva i bonus agli universitari e l'aiuto a fragili, disabili e minori

Del plafond, già finalizzato, 6 milioni già erogati o impegnati. Venti milioni destinati al capoluogo

di Domenico Palmiotti

(AdobeStock)

3' di lettura

Con i fondi pubblici di Ilva in amministrazione straordinaria (30 milioni in tre anni), il Comune di Taranto e quattro Comuni dell'area di crisi (Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte) finanziano la rigenerazione sociale, lo sviluppo economico e l'inclusione. Solo per Taranto, con 3 milioni destinati a «UniversiTaranto», sono stati erogati 520 bonus libri e 38 buoni abitativi. Con 1,340 milioni di “Progetto abitare” per far incontrare domanda e offerta, è stato lanciato un secondo bando. L'area dell'intervento sarà identificata in un quartiere degradato. Con 1,2 milioni di «Help Voucher» per aiutare anziani e disabili, è stato invece pubblicato l'avviso pubblico per gli aventi diritto che scadrà a gennaio 2023.

Con 2,9 milioni di «Taranto VS Covid 19», erogati ristori e contributi sotto varie forme a imprese e operatori economici e culturali. Ne hanno beneficiato in 502. Con un altro milione, si affiderà il centro per la cultura dell'infanzia. La misura più rilevante per Taranto, 7,5 milioni per l'assistenza multisistemica ai minori, è in fase di avvio. Prevede azioni sul piano formativo, professionale e culturale. Completano poi il pacchetto sociale 500mila euro per l'alloggio di emergenza (già individuato, è in ristrutturazione), 760mila euro per centri dedicati all'incontro tra generazioni (avviata la ristrutturazione di tre immobili comunali) e 750mila euro per l'assistenza domiciliare a disabili ed anziani. Varie azioni messe in pista anche negli altri quattro Comuni.

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L'ascolto dei bisogni e i soggetti che ne beneficeranno

A fornire il rendiconto sono stati il 16 gennaio il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, i sindaci dei centri beneficiari, e uno dei tre commissari, di nomina governativa, di Ilva in amministrazione straordinaria, Francesco Ardito. Quest'ultima è la società proprietaria di tutti gli impianti del gruppo Ilva ora dati in fitto ad Acciaierie d'Italia (la società tra ArcelorMittal e Invitalia). Su 30 milioni, 6 risultano erogati o impegnati per l'avvio dei progetti. L'intero plafond è stato già finalizzato e i fondi dovranno essere spesi entro dicembre 2024.

Dai sindaci, intanto, arriva l'appello per prevedere, anche dopo il 2024, una quota annua di 10 milioni per il mantenimento delle azioni avviate. Il piano prevede 29 interventi. Ed è stato costruito “partendo dall'ascolto dei bisogni del territorio: Comuni, Prefettura, Asl, Tribunale dei minori, Tribunale ordinario, Diocesi, carcere”. Qui, per esempio, sono stati previsti 200mila euro per l'ampliamento del laboratorio di pasticceria. Mentre per i servizi socio-assistenziali il supporto riguarda 648 persone nell'ambito delle famiglie, 600 anziani e 300 minori. Cinquanta, poi, i minori destinati ai laboratori. Individuati 10 alloggi per finalità sociali e servizi e 2 per finalità culturali. Su 30 milioni, Taranto ha una dotazione di 20,5 milioni di euro per 12 iniziative.

Il sindaco Melucci: un lavoro da replicare in altri ambiti

“Si è agito sulla rigenerazione sociale urbana ed economica a partire dai quartieri di Taranto che hanno ricevuto gravi danni dall'inquinamento - dichiara il sindaco Melucci -. Ed è già possibile misurare l'impatto che i fondi hanno avuto su fragili, disabili, anziani, giovani e universitari. Pensiamo che il lavoro importante fatto possa essere replicato in altri ambiti”. Per il commissario di Ilva in amministrazione straordinaria, Ardito, «i fondi derivano un prestito di 3-400 milioni che Ilva in as ha restituito al Mef e dalla decisione del Governo di far trattenere alla società una quota di 30 milioni per i progetti sociali nell'area di crisi di Taranto».

Il decreto che ha previsto le risorse è il n. 191 del 2015, approvato dal Mise ad agosto 2020 ed inserito nel Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto ad ottobre dello stesso anno. A proposito dei fondi erogati a operatori della cultura e dello spettacolo e delle polemiche sorte al riguardo, gli amministratori comunali di Taranto hanno dichiarato che «dopo il lungo blocco del Covid e la mancanza dell'amministrazione comunale per otto mesi a causa dello scioglimento anticipato del Consiglio a novembre 2021, tante associazioni hanno proseguito con le loro forze. Appena ne abbiamo avuto la possibilità, le abbiamo sostenute, destinando loro due schede progettuali del piano per eventi completamente gratuiti».

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